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Il Presidente Di Giuseppantonio: «Niente incentivi alle imprese e alle multinazionali che delocalizzano all’estero la produzione. Aree e terreni devono essere restituiti o indennizzati» - Ordine del giorno indirizzato al Governo PDF Stampa E-mail
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La voce delle istituzioni - Provincia di Chieti
Scritto da Provincia di Chieti   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 13:55

Provincia di Chieti-logoLe Imprese e le Multinazionali che delocalizzano all’estero l’attività produttiva non devono più ricevere gli incentivi dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti Locali. E se per insediarsi hanno ottenuto il terreno dal Consorzio Industriale o da un Ente pubblico, devono restituirlo al concedente, previa apertura di un procedimento di retrocessione, o indennizzarlo con una somma pari al valore di mercato del terreno stesso.

E’ il contenuto dell’Ordine del giorno che il Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, nonché Dirigente nazionale dello Sviluppo Locale dell’Unione delle Province Italiane (Upi) proporrà a tutti i Consigli Provinciali italiani affinchè venga approvato da ciascuna assemblea ed inviato al Governo.

«Nella nostra come in altre Province assistiamo con cadenza quotidiana alla delocalizzazione da parte di Imprese che decidono di trasferire all’estero quote rilevanti di produzione, lasciando senza lavoro centinaia di lavoratori. Un caso emblematico e recente, che si sta verificando in provincia di Chieti, è rappresentato dalla Golden Lady che, chiudendo lo stabilimento in Val Sinello per trasferire la produzione in Serbia, ha gettato sul lastrico decine e decine di famiglie, peraltro in una zona in cui per le maestranze non è facile ricollocarsi sotto il profilo occupazionale, vuoi per la crisi generale vuoi per la mancanza di nuovi insediamenti industriali. Paradossalmente le Aziende che decidono di delocalizzare, non solo continuano ad usufruire di incentivi ed ammortizzatori sociali perché conservano una sede in Italia, ma restano proprietarie dei terreni e dunque, dopo aver deciso di trasferirsi e dopo aver magari smantellato uno stabilimento, riescono persino a trarre un vantaggio dalla cessione delle aree e dei terreni. Continuare a dare incentivi a coloro che abbandonano il nostro Paese, inoltre, ha il sapore della beffa per quella fetta consistente dell’imprenditoria italiana che ha deciso di restare, magari a costo di enormi sacrifici, consapevole della necessità di salvaguardare posti di lavoro e dare un futuro a tanti giovani. Credo – conclude il Presidente Di Giuseppantonio – che le Province sapranno fare fronte comune e che il Governo comprenderà in pieno ragioni che, in questo caso, hanno il solo fine di tutelare l’occupazione e di non dilapidare preziose risorse finanziare pubbliche».

Chieti, 1 febbraio 2012

 

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