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DOVE SONO I VIGILI URBANI?
di R.Di Monte

Fra le tante segnalazioni che riceviamo ogni giorno, una merita particolare attenzione. Un nostro concittadino si chiede il perché a Chieti Scalo non si vedono più i Vigili Urbani nella loro attività di controllo così come invece accade per Chieti alta; si chiede come mai gli unici in divisa che fanno attività di controllo sono gli ausiliari del traffico che non hanno però potere di elevare multe a chi contravviene anche alle più elementari norme di comportamento se non chiamando a loro volta i Vigili; si chiede perché quelle poche volte che i Vigili scendono a Chieti Scalo passano per le vie della città con la loro auto di servizio e non si fermano mai, ed anche quando si fermano prestano poca attenzione a comportamenti tipo “parcheggio selvaggio” sui marciapiedi, sulle strisce pedonali e sugli spazi riservati ai disabili, o non vedono moto e scooter a sorpasso continuo che sfrecciano pericolosamente per le vie, ecc.? Perché quando li si vede girare per Chieti Scalo è solo per la loro attività di repressione (vedi le multe a raffica effettuate alle auto in sosta in via dei Vestini nei pressi dell’ospedale SS Annunziata di qualche mese fa; e pensare l’ospedale non ha parcheggi a sufficienza che la gente non ci va per divertirsi) e mai per quella di prevenzione? Sono interrogativi che in effetti ci poniamo in molti e ai quali una risposta è difficile da trovare. Provo a cercare qualche motivazione plausibile (come se spettasse a me farlo!). Ricordiamo tutti che l’amministrazione Cucullo per questioni di bilancio, quindi per attuare una certa strategia di risparmio per le casse comunali, decise di eliminare il distaccamento dei Vigili a Chieti Scalo che era situato in Piazza Carafa nel palazzo della Delegazione comunale. Pensò di dargli una sede unica dislocandoli a Chieti in via Nicolini, nel palazzo che una volta era sede della facoltà di Lettere dell’Università D’Annunzio. Pertanto, prima motivazione, il risparmio. Veniamo alla seconda, senza ombra di dubbio è la carenza di organico, in pratica lo scarso numero di Vigili impiegati attivamente sul territorio in quanto, già pochi come numero , tanti di loro fanno solo lavoro d’ufficio. Per dare un valore alla misura dello scarso numero degli addetti, (leggiamo i dati relativi all’ultimo bilancio consuntivo approvato dal Comune di Chieti, data di riferimento 31.12.2005) quelli previsti in pianta organica dovrebbero essere complessivamente 65, mentre quelli effettivamente in servizio sono 42. Pertanto è chiaro che a Chieti, con circa 53.000 abitanti, il numero dei Vigili impiegato è inferiore di 23 unità al fabbisogno effettivo. Nel corso degli anni dell’amministrazione Cucullo il numero dei Vigili Urbani è sceso di continuo, sono sempre stati ampiamente al di sotto del limite consentito dalla legge in quanto a numero di vigili per abitante e quelli che man mano andavano in pensione non sono stati rimpiazzati per due motivi, il primo sempre legato al risparmio (meno Vigili = meno stipendi da pagare) (ed io aggiungo: meno Vigili = Far west) ed il secondo legato al “patto di stabilità” di cui certamente tutti hanno sentito parlare. Il patto di stabilità per gli enti locali è costituito da una serie di disposizioni mirate al contenimento della spesa pubblica, ed in particolare una di queste disposizioni prevede l’assunzione di personale nella misura del 50% di quello dimesso. Mi spiego meglio, se vanno in pensione 4 lavoratori è possibile riassumerne solo 2. Sarebbero escluse da questa norma le forze di Polizia (di cui fanno parte anche i Vigili Urbani) ma l’amministrazione Cucullo non ritenne comunque di emanare un bando per indire il concorso che invece è stato fatto qualche mese fa dall’amministrazione Ricci (ed il tutto condito da qualche polemica circa la non chiarezza del bando stesso) ed ha portato all’assunzione di 8 nuovi Vigili. A Chieti alta il Sindaco Ricci appena eletto, volle continuare ad avere vigili sempre presenti in alcune piazze del centro cittadino, vedi Piazza Trinità e Piazza Vitt.Emanuele, proseguendo nell’azione di prevenzione iniziata dall’allora Commissario Straordinario Gentile, ma per Chieti Scalo nulla; ancora una volta Chieti Scalo non è che una periferia senza una propria identità? Chieti Scalo è una realtà complessa perché territorialmente molto vasta, conta più della metà degli abitanti dell’intera città ed ha bisogno esattamente come Chieti alta di controllo costante.
Il Governo Berlusconi venne in qualche modo in soccorso ai Vigili e per aumentare la presenza di forme di controllo sul territorio, istituì la figura del Poliziotto di quartiere per dotare la città di un sistema di controllo più capillare, che giunga quartiere per quartiere fino al singolo cittadino, per dare una forma di protezione che anche se più psicologica che effettiva arrivasse ad essere percepita proprio da tutti. I Vigili qualche volta si vedono pure, i Poliziotti di quartiere invece io non l’ho mai visti a Chieti Scalo, non so chi siano e non so quale divisa abbiano ed oggi mi verrebbe quasi da dire: il Poliziotto di quartiere ed il Vigile Urbano a Chieti Scalo, questi sconosciuti.
Per dare un segno al cittadino della presenza delle istituzioni sul territorio, una soluzione sarebbe quella che ormai si chiede da tempo, cioè ripristinare il distaccamento del Comando dei Vigili Urbani a Chieti Scalo per fare in modo che essi siano più presenti sul territorio e che facciano l’azione di prevenzione a loro richiesta; sarebbe un buon deterrente per eventuali comportamenti incivili.
                                                 Roberto Di Monte

Articolo del 25 aprile 2007
 
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