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ETERNIT
Benché nel nostro paese l’Eternit sia stato bandito già dal 27 marzo 1993 con l’entrata in vigore della legge 257/92, a Chieti Scalo (come in tutta Italia, praticamente) è ancora facile imbattersi in vecchie tettoie ondulate, grondaie ed altri manufatti costruiti con tale materiale. Prima di tutto bisogna sapere cosa è l’Eternit. Bene, l’Eternit è il nome commerciale di un impasto di amianto e cemento, molto impiegato in edilizia nel recente passato. La storia dell’Eternit ha inizio nel 1901, quando l’austriaco Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto e ritenendo che tale materiale fosse molto resistente capace di durata infinita, decise di chiamarlo, scegliendo il nome dal latino, aeternitas, eternità. Nel 1903 Alois Steinmann acquista la licenza per la produzione e nel 1903 apre la Schweizerische Eternitwerke AG, in Niederurnen. Dal 1903 fino al 1994, anno di cessazione della produzione di Eternit, questo materiale è stato diffuso enormemente grazie alla molteplicità degli utilizzi possibili. Infatti furono prodotte fioriere, tubi in fibrocemento per le condutture degli acquedotti, lastre ondulate per la copertura di tettoie e capannoni. Negli anni 40 e 50 viene persino utilizzato per la produzione di sedie da spiaggia. Già dagli anni 50 si conosceva la pericolosità di questo materiale ma, dopo varie norme restrittive, arriva nel 1993 la legge della definitiva messa al bando, a tutela della salute dei cittadini,. Nel frattempo si è verificata una vera e propria strage di operai e cittadini abitanti delle immediate vicinanze delle fabbriche di produzione. In pratica questo materiale, a causa della presenza di amianto, è concausa di asbestosi, cancro ai polmoni, mesoteliomi. Ma perché l’amianto causa tali problemi? Tutto è legato alla struttura fisica delle sue fibre, che si sfaldano in una sorta di piccolissimi spilli che una volta respirati si conficcano negli alveoli polmonari compromettendone il funzionamento prima, causandone la degenerazione poi. In pratica non si conosce la soglia minima sotto la quale l’amianto non causi problemi e pertanto l’esposizione va evitata qualunque sia la concentrazione nell’aria. Tra l’ispirazione della polvere dell’amianto e l’insorgere della malattia possono passare decenni. Come già detto, l’Eternit è stato largamente utilizzato nell’edilizia, soprattutto prima della metà degli anni 70, quando veniva largamente usato per tubazioni di acqua calda e per il vapore, nelle condutture e caldaie condominiali, scaldabagni, isolamento di muri e soffitti, stucchi e rivestimenti decorativi, tegole e tettoie, pannelli acustici per soffitti e pareti, pavimentazioni in linoleum. Alla luce di tutto questo, è già chiaro che l’Eternit dovrebbe essere messo al bando totalmente, rimuovendolo da dove è ancora presente e sostituendolo con materiali innocui per la nostra salute. Invece le norme in vigore in Italia non obbligano la rimozione dell’Eternit fino a che esso rimane integro, fino a che non riporta spaccature o rigonfiamenti a causa dell’umidità. In pratica finché è tenuto in buono stato e tenuto sotto controllo con continue manutenzioni, può rimanere tutto così com’è. Però come si fa a stabilire se c’è pericolo? Intanto bisogna capire quali siano gli organismi territoriali competenti ai quali segnalarne la presenza sul territorio. Essi sono la Asl di zona ed il Sindaco, che sono tenuti ad effettuare tempestivamente controlli e, in caso di riscontrata pericolosità, ordinarne la rimozione o la messa in sicurezza. Per quanto riguarda la rimozione, essa deve essere necessariamente eseguita da personale specializzato che nell’effettuazione delle operazioni deve salvaguardarne l’integrità evitandone la diffusione nell’aria. Per quanto riguarda invece la messa in sicurezza, si può fare sostanzialmente in due differenti modi: mediante sovracopertura o mediante incapsulamento. La sovracopertura consiste in una copertura di tutto il materiale evitando così il contatto con agenti esterni; l’incapsulamento invece consiste nell’impiego di prodotti impregnanti che penetrano nel materiale meglio legando le fibre di amianto al cemento e di prodotti ricoprenti che formano uno strato di protezione. In entrambi i casi vanno comunque eseguiti controllo periodici per verificare la tenuta della messa in sicurezza. In definitiva, che l’Eternit sia dannoso alla salute è più che certo e vi sono studi a livello mondiale che ne certificano la pericolosità. Che invece debba essere rimosso, viene lasciato alla discrezionalità di coloro che continuano ad utilizzarlo. Una esortazione per tutti i cittadini: se notate la presenza di Eternit sia su edifici pubblici che privati, non esitate a scrivere alla ASL di competenza ed al Sindaco. La salute di tutti noi è un bene da salvaguardare assolutamente.
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