| Democrazia e laicità: origini e sviluppi di un concetto-cardine della cultura occidentale |
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| Eventi e manifestazioni - Racconti | |||
| Scritto da Giustino Zulli | |||
| Mercoledì 09 Novembre 2011 14:32 | |||
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Alla presenza del Preside prof. Piervincenzo De Lucia, forte e convinto sostenitore di un progetto che tende a dare, al di là delle materie scolastiche, gli strumenti necessari per comprendere la complesità dei fenomeni e avvenimenti storici ai tantissimi studenti che partecipano attenti ed impegnati a queste conferenze coordinate dal prof. Maurizio De Innocentiis, curatore dell'intero ciclo di quest'anno, Roberto Leombroni è partito da molto lontano. "Sebbene, sin dal Rinascimento, comincino a levarsi le prime voci a favore della libertà di coscienza e della convivenza tra diverse confessioni religiose, gli eventi che condurranno al graduale superamento dell’intolleranza religiosa e all’affermazione del concetto di laicità matureranno in Europa non prima della metà del XVI secolo. Nel XVII secolo fiorisce, in Europa, la straordinaria stagione del pensiero politico liberale, che si accompagna a una riflessione sempre più puntuale sulla tolleranza religiosa e sul concetto di laicità, Grazie alle conquiste del pensiero illuministico, le grandi rivoluzioni “borghesi” del ‘700-’800 (da quella americana a quella francese ai Risorgimenti nazionali), favoriscono la nascita di sistemi liberali e costituzionali, di cui la libertà religiosa e la laicità dello Stato costituiscono uno dei pilastri fondamentali. Ma la natura temporalistica della Chiesa di Roma e la sua struttura monarchico–assolutistica bloccano qualsiasi tentativo di apertura alle nuove idee. Ancora nel 1864, con Il Sillabo, Pio IX rifiuta in maniera intransigente tutte le acquisizioni del pensiero moderno: libertà di opinione, libertà religiosa, libertà di stampa, sono definite “errori” del secolo." - ha proseguito Leombroni - "In Italia, negli anni ‘20 del ‘900, l’uso della religione come instrumentum regni spinge Benito Mussolini, a introdurre, prima attraverso la riforma della scuola, messa in atto nel 1923 dal ministro Giovanni Gentile, e poi con i Patti Lateranensi del 1929, una serie di norme profondamente lesive della laicità dello Stato: tra esse il ripristino dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole", - ha aggiunto Leombroni - "Dopo la caduta del fascismo e il ritorno della democrazia, il timore di scatenare nuove “guerre di religione” spinge i nostri padri costituenti a recepire nell’art. 7 della Costituzione i suddetti Patti Lateranensi. Negli anni ‘60-70 una ripresa dello spirito laico, favorita anche dalla svolta del Concilio Vaticano II, si manifesta nella vittoriosa lotta per il divorzio e per l’approvazione della legge sull’interruzione della gravidanza. Nel 1985 entrerà in vigore il nuovo Concordato, stipulato fra l’Italia e la santa sede il 18 febbraio 1984. Da allora, tuttavia, crescenti ostacoli si sono frapposti all’affermazione del valore della laicità della repubblica e delle sue istituzioni. In particolare, una tendenza manifesta in pressoché tutte le forze politiche a mostrarsi accondiscendenti nei confronti di qualsiasi richiesta di privilegio della Chiesa, costituisce la causa principale della “laicità dimezzata” che contraddistingue il nostro Paese rispetto al resto dell’Europa e dell’Occidente. L’intransigenza della Chiesa è riemersa con forza, in particolare, dopo l’89, quando, nella nuova stagione del “postsecolarismo”, le tradizioni religiose sono tornate prepotentemente alla ribalta del “discorso pubblico”, grazie anche al sostegno ad esse fornite dai cosiddetti “atei devoti”. Di qui la domanda, posta da Gustavo Zagrebelsky, circa la possibilità di conciliare Chiesa e democrazia, alla quale lo stesso costituzionalista risponde che essa è subordinata alla condizione che la fede “non sia etero-diretta da un potere dogmatico” e che la Chiesa stessa, rinunciando alle sue pretese totalitarie sappia farsi “parte” di una società più ampia, accettandone le regole democratiche “che valgono per tutti”". Dopo la relazione, ci sono stati diversi interventi del Preside, del prof. Bartolo Iossa e di alcuni studenti che hanno consentito l'ulteriore approfondimento di alcuni argomenti di notevole complessità. L'iniziativa del Liceo Scientifico Masci è di grande spessore culturale e sarebbe bene che anche gli altri istituti di scuola media superiore della città dedicassero maggiore attenzione a queste problematiche che, obiettivamente, aiutano gli studenti a crescere in una società democratica e a sentirsi non sudditi, ma protagonisti della loro vicenda storica. Giustino Zulli
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Proseguendo negli interessanti 'martedì culturali' del Liceo Scientifico "Filippo Masci" di Chieti, sì è svolta la conferenza-dibattito sul tema:" Democrazia e laicità: origini e sviluppi di un concetto cardine della cultura occidentale" introdotta da una impegnata ed approfondita relazione del prof. Roberto Leombroni, docente di Storia e Filosofia al "Masci". 
