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Via Amiterno e le 5 Palazzine visti dai ragazzi del Corso di Composizione 3 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it   
Lunedì 20 Febbraio 2012 00:32

Roberto-Di-Monte-sito16.02.2012 - Pomeriggio indimenticabile per la redazione di Chietiscalo.it invitata per il secondo anno consecutivo dalla Prof. Emilia Corradi, presso la Facoltà di Architettura della D'Annunzio per assistere alla sessione d'esame del "Corso di Composizione 3".

"Abitare, strutture urbane relazionabili" Re-ciclo urbano: via Amiterno e le 5 Palazzine era l'argomento assegnato ai ragazzi, tema molto difficile che loro hanno svolto con un grande entusiasmo e con grande maturità.

Quella di ripensare un intero quartiere è impresa ardua già per un architetto affermato ed esperto, dovrebbe essere impresa impossibile per un giovane al terzo anno.

Ed ecco invece che dalla mente dinamica e creativa di chi non ha contaminazioni date da interessi economici o se volete scevra da vincoli ideologici, sono scaturite soluzioni che qualora recepite dagli addetti ai lavori, potrebbero migliorare il quartiere, anzi, potrebbero renderlo vivibile come mai è stato.

Architettura 2012Un quartiere popoloso che pare essere un mondo a sé, dove c'è tutto ma sembra che non ci sia nulla, vicino al centro dello Scalo ma che pare essere lontanissimo. So bene che sono concetti che sottolineano grandi contraddizioni ma il quartiere di via Amiterno non ha mai avuto piena integrazione nel contesto cittadino.

Abbiamo assistito all'esposizione dei ragazzi ed abbiamo visto disegni e plastici realizzati e possiamo dire che sono riusciti nell'impresa, hanno saputo coniugare recupero degli spazi vuoti o male utilizzati con nuove strutture moderne che a loro volta vanno ad integrarsi con le strutture già esistenti.

Ma non si è trattato solo di riempire spazi vuoti con nuovi edifici, bensì di studiare le soluzioni che possono dare il valore aggiunto al quartiere, ottimizzando quello che già c'è ed aggiungendo ciò che manca al livello di servizi, dando priorità a socializzazione, verde pubblico, sport e cultura.

Per ottenere idee da applicare ai progetti, i ragazzi hanno utilizzato le moderne tecnologie offerte dal web come le immagini satellitari di Google Earth, ma soprattutto hanno utilizzato le tecniche tradizionali, certamente più efficaci, quali effettuare sopralluoghi, ascoltare i residenti, osservare ogni angolo del quartiere per capirne criticità e peculiarità. Hanno in pratica toccato con mano i problemi ma con gli occhi di chi da esterno, diversamente da chi abita nel quartiere, non è assuefatto a ciò che vive nel quotidiano.

E sono ben riusciti nell'intento, sono state date soluzioni per la maggior parte semplici ed efficaci, nessuno dei progetti ha cercato di stravolgere il quartiere tranne uno da definire avveniristico, che vedrebbe le 5 palazzine demolite per farne un quartiere moderno, con edifici antisismici e senza auto.

Per gli altri progetti invece, grande impiego di materiali ecocompatibili, impiantistica ad energia rinnovabile, edifici con strutture anche componibili con utilizzo di grandi superfici vetrate. Costi di realizzazione contenuti e grande efficienza.

Sono progetti che andrebbero valutati uno per uno, tante buone idee da poter mettere sul campo nel prossimo futuro per migliorare l'intero quartiere.

Alla fine della giornata un pensiero fisso nella mente: recentemente è stata ripensata l'intera via Amiterno con spartitraffico, illuminazione centrale, parcheggi lungo la via, in linea con la carreggiata da una parte e a spina di pesce dall'altra, con taglio di alberi ed eliminazione della pista ciclabile. Si dice che il progetto sia stato fatto senza alcun sopralluogo utilizzando solo quanto offerto da Google Earth. Non credo che sia stato un progetto ben fatto, il parcheggio a spina di pesce non è consigliabile in una strada trafficata e soprattutto restringimento del marciapiede ed eliminazione della pista ciclabile fanno un ritorno ad un passato che sembrava ormai alle spalle.

Visti i risultati suggerirei all'Amministrazione Comunale, in particolare al Sindaco Di Primio che ha nelle sue mani l'urbanistica della città di Chieti ed all'Assessore ai Lavori Pubblici Mario Colantonio, di rivolgersi per i prossimi lavori ai ragazzi di Architettura piuttosto che cercare qualche architetto anche affermato che progetti "a distanza". Perché non iniziare una collaborazione con l'Università D'Annunzio? Potrebbe essere un modo per contenere le spese in un periodo di grande crisi come quello attuale.

Dimenticavo di dire che i voti sono stati piuttosto alti ma non certo per benevolenza della Professoressa, bensì per l'alta qualità dei lavori proposti sia per idee che per realizzazione progettuale. Un motivo in più per prenderli in considerazione.

 

 

Commenti  

 
#2 utopia????Antonio 2012-02-20 11:50
caro Roberto, sarebbe bello che si instaurasse una più stretta collaborazione tyra università e amministratori locali, ma ti ricordo che col sindaco Ricci, quando si parlava di ristrutturare la piazza San Giustino, si fece dei disegni analoghi da parte di personale qualificato, il tutto rimase lettera morta, anzi se ne fece un libro promettendo di applicare simili suggerimenti illuminati.Il libro non è neanche in biblioteca(ex ferramenta a femminella)e la piazza è rimasta miseramentelì. Ti dirò di più si tentò anche di spostare l'edicola che impediva stando nel bar di vedere la cattedrale e non ci si è riusciti.La risposta: ncè stanne le quatrine!!!!!!! !!!
 
 
#1 COLLABORAZIONE CO L'UNIVERSITA'francesco scalzo 2012-02-20 11:43
Tutte le città che hanno la fortuna di avere una università, avrebbero il dovere non solo morale di collaborare con esse.
Germania docet.
Domanda: Quanti esponenti del nostro comune erano invitati o presenti a questa sessione di esame considerando il tema d'appartenenza e cioè via Amiterno?
 

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