| 5 palazzine di via Amiterno: siamo con Marco Di Paolo |
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| La città che non va | |||
| Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it | |||
| Giovedì 02 Febbraio 2012 00:10 | |||
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Questa la provocazione del Consigliere Comunale Marco Di Paolo di qualche giorno fa sulla vicenda ristrutturazione 5 Palazzine di via Amiterno. Una faccenda seria, le palazzine simbolo dell'architettura degli anni 70 sono oggi il simbolo della decadenza. Provate duramente dal terremoto che ha distrutto L'Aquila nel 2009, sono state all'indomani del sisma al centro di serrate discussioni nate dall'allarme lanciato dal professor Francesco Stoppa, Geologo del'Università D'Annunzio, sulla sicurezza degli edifici. I timori dello studioso, alimentati dai danni strutturali riportati a seguito delle scosse del 2009, ancora oggi visibili, e sono gli stessi che ancora oggi turbano il sonno dei residenti. Vivere nelle 5 palazzine di via Amiterno con il timore che un nuovo terremoto possa causare l'irreparabile non è cosa semplice. A quanto pare sono stati stanziati circa 3 milioni di euro per la ristrutturazione delle 5 palazzine, per una somma di euro 600.000 a edificio. Con quel denaro si potrà provare a mettere in sicurezza gli edifici anche se è cosa molto difficile operare sulla struttura mentre la gente vi abita. L'ATER a quanto pare è pronta ad iniziare i lavori anche se non ha ancora ufficialmente comunicato una data e i residenti aspettano pazientemente e chissà per quanto tempo ancora riusciranno a restare calmi e tranquilli come ora. Le cinque palazzine ospitano alcune migliaia di cittadini che a quasi tre anni dal sisma si chiedono quale sia il loro futuro, fortemente legato a quello degli stabili. La ristrutturazione partirà prima o poi ma ad oggi nessuna delle persone residenti, ascoltate in questi giorni dalla redazione di chietiscalo.it, sa quale tipo di lavoro verrà effettuato, né quali studi siano stati effettuati per decidere la tipologia degli interventi. Prima di decidere quali siano gli interventi (strutturali) da effettuare sarebbe opportuno effettuare alcuni precisi studi. In particolare è necessaria una valutazione dinamico strutturale e sismo geotecnica di livello scientifico abbinata ad uno scenario di pericolosità sismica per capire come si comporterebbero gli edifici in caso di sisma di forte intensità. Sono studi difficili da effettuare e che necessitano di particolare strumentazione tecnica, non potrebbero essere effettuati da un singolo professionista ma da una equipe di esperti ben preparati e con la necessaria dotazione. Sono anche studi costosi che si aggirano su cifre che passano i 100.000 euro, ma di fronte alla vita di diverse migliaia di persone sarebbero di certo soldi ben spesi. Abbiamo a Chieti bravissimi studiosi e una prestigiosa Università, perché non chiedere aiuto a loro piuttosto che buttare soldi in eventuali consulenze fatte dal professionista di turno, incaricato anche se sprovvisto delle dovute conoscenze tecnico-scientifiche? Questo genere di attività la si fa già sui monumenti storici, sarebbe opportuno renderla obbligatoria anche su edifici residenziali. Le 5 palazzine furono costruite da 4 diverse imprese e benché le tecniche costruttive adottate all'epoca siano state simili tra loro, la reazione al potente sisma del 2009 è stata differente da palazzina a palazzina. La quarta è risultata quella maggiormente colpita ed ha riportato ferite ben visibili nella struttura della palazzina stessa ma anche nell'animo di chi vi abita. Credo che prima di iniziare i lavori sia necessario che vengano effettuati tutti gli studi idonei a capire bene cosa fare per intervenire in modo impeccabile, così come ritengo sia necessario informare bene i residenti per prepararli psicologicamente agli ulteriori disagi cui andranno incontro nel lungo periodo necessario per i lavori di ristrutturazione. I residenti delle 5 Palazzine chiedono all'ATER risposte concrete alle loro domande. Chiedono quali studi siano stati fatti per capire come intervenire; chiedono di che tipo di ristrutturazione si tratti, se di una semplice operazione di facciata o di interventi strutturali; chiedono tempistiche certe, quando inizieranno i lavori, quale durata avranno, quando termineranno; chiedono se si interverrà una palazzina alla volta oppure se le cinque saranno ristrutturate contemporaneamente; chiedono se dopo i lavori potranno dormire sonni tranquilli oppure se dovranno rimanere preoccupati per il resto della propria vita. Tante domande ancora oggi senza risposta. Nel frattempo, fino a che l'ATER non darà le dovute risposte che i cittadini chiedono, noi di chietiscalo.it saremo con Marco Di Paolo, e se per adesso solo ideologicamente aspettando pazienti i chiarimenti che auspichiamo arrivino entro i prossimi quindici giorni, poi anche fisicamente partecipando con lui all'attività di protesta che si deciderà di mettere in atto, catene o presidio che sia.
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Subito i lavori alle 5 palazzine altrimenti mi incateno.




