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I nostri articoli - Ragazzi di Chieti
Scritto da Vittorio Ramundi - chietiscalo.it   
Giovedì 25 Agosto 2011 12:01

vittorio_ramundiHo incontrato Giampiero Riccardo, Coordinatore Regionale Abruzzo dell’Italia dei Valori; abbiamo parlato e ci siamo confrontati sulla manovra finanziaria che è in atto proprio in questi giorni a Roma.

Sappiamo tutti che questa manovra è stata chiesta a gran voce dall’UE per riuscire a far fronte alla grande crisi mondiale che ci ha colpiti in pieno.

Parlando con Giampiero Riccardo mi è saltato subito all’occhio il suo grande interesse per quelle che potranno essere le sorti della nostra città.

1 – Giampiero, da tempo ti occupi della politica teatina, spesso i tuoi articoli finiscono su molti siti di informazione e sui quotidiani. Sicuramente hai seguito gli sviluppi di questa manovra finanziaria, secondo te cosa può portare una manovra tanto significativa per il già fragile mondo dei giovani?

E’ un dato di fatto che questa manovra serve solo a fare cassa per evitare al Paese la bancarotta. Non contiene nessuna riforma strutturale dello Stato e tanto meno investimenti per il rilancio economico del Paese. I dati Confartigianato pubblicati ieri, parlano chiaro; gli under 35 disoccupati in Italia sono il 15,9% e al Sud si sale al 25,1%. Primato negativo in tutta l’UE. E’ evidente che essere giovani in questo periodo storico è un handicap, quando invece il patrimonio umano incarnato in noi giovani andrebbe valorizzato, esaudendone quanto più possibile le esigenza e le aspettative.


2 – Sappiamo che questa manovra è stata voluta dall’unione europea, sappiamo anche che sarà una manovra dura, soprattutto per le classi sociali più deboli. È veramente così? Ci sono o ci saranno modifiche bipartisan per riuscire ad alleviare almeno un po’ i prossimi due anni di sacrifici?

I mercati in un primo momento e la Banca Centrale Europea, successivamente, hanno bocciato la finanziaria indicata dal Governo nel mese di luglio, commissariando di fatto la politica economica di un Presidente del Consiglio invischiato in mille indagini eppure seduto sul suo trono e un ministro dell’economia collegato a soggetti sotto indagine per affari poco chiari. A tutela del contenimento del nostro debito pubblico, alla Bce interessa esclusivamente il pareggio di bilancio tra entrate e uscite entro il 2013 e poco importano le lacrime e il sangue che il Paese sarà costretto a versare. L’Italia dei Valori ha presentato una contromanovra da oltre un mese e mezzo in Parlamento, dove “liberiamo” ben 70 miliardi senza minimamente toccare le tasche e i servizi pubblici degli Italiani; abolizione delle Province, accorpamento dei Comuni, riduzione del numero dei Parlamentari, fine al finanziamento delle missioni di guerra, tagli alla miriade di consulenze esterne alla pubblica amministrazione, riduzione di oltre 25mila consiglieri d’amministrazione delle imprese pubbliche. Con senso di responsabilità proporremmo al Governo davanti a parole di eguaglianza e giustizia sociale di eliminare i tagli e accettare le nostre proposte. In caso contrario è scontato che l’Italia dei Valori non voterà mai questa manovra e darà battaglia in tutte le piazze del Paese


3 – Parliamo di giovani. È da tempo ormai che le migliori menti vanno fuori per riuscire a realizzarsi e trovare opportunità di lavoro. Che cosa non va in Italia dal tuo punto di vista? Ad oggi è possibile riuscire a creare un wealfare più vicino ai giovani?

Io sono cresciuto in Inghilterra e forse sono cosciente ancor di più della disuguaglianza di opportunità che c’è tra Europa e Italia. Albert Einstein diceva che abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare per risolvere i problemi causati dal vecchio modo di pensare, indubbiamente questo è lo spirito che dovrebbe spingerci a trovare soluzioni alla disgregazione sociale in cui stiamo rapidamente scivolando. Dobbiamo capovolgere un sistema vecchio e inefficace, che non rispecchia più le giuste ambizioni della nostra generazione. Occorre rianimare la propria curiosità, riscoprire il piacere del confronto, che è qualcosa in più rispetto alla semplice comunicazione; ma soprattutto bisogna barricarsi dietro lo scudo della Costituzione e dello Statuto dei lavoratori, per impedire che  il diritto al LAVORO non diventi merce di scambio e che il divario tra pochi ricchi e nuovi poveri si allarghi ulteriormente. La mia personale ricetta ruota attorno a quattro punti; reddito minimo garantito, formazione, arginare il precariato e fondi certi per l’imprenditoria giovanile.


4 – Arriviamo a Chieti. Quali potrebbero essere alcune idee per riuscire a trattenere i giovani nella nostra città?

Dalla musica alla sport, dall'arte al volontariato, la città è seminata di inventiva e virtù, che però paradossalmente restano ai margini e faticano a identificarsi nel modelli di vita loro imposto da una politica locale troppo spesso sorda alle loro necessità e che sottrae loro strumenti utili a emergere fino in fondo. Invece il patrimonio umano incarnato dai giovani andrebbe valorizzato, esaudendone quanto più possibile le esigenza e le aspettative. Sono convinto che vadano intrapresi interventi utili a massimizzare il coinvolgimento dei più giovani nell'azione dell'Amministrazione locale; promuovendo politiche e iniziative, rispettose delle esigenze della comunità under 30 Teatina. Chieti ha bisogno di cambiare passo, anche per tornare a essere competitiva, dando impulso all'economia cittadina. Non può esserci ripresa economica se non si mette benzina nel motore, e per me, l'unico vero carburante portatore di entusiasmo e nuove idee, sono i più giovani. Per questo, ognuno, a partire dalla nuove generazioni, deve poter contribuire a rendere vivibile per tutti la città di oggi, perché ciò è la garanzia di una migliore qualità della vita per i Teatini di domani.

 

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