| Scusate, ma di che religione siete? |
|
|
|
| Video - Altro | |||
| Scritto da Paolo Miscia | |||
| Martedì 28 Settembre 2010 11:37 | |||
|
Domenica 26 settembre, alle ore 18,00 in piazza Valignani suona il gong della regista Carmela Caiani e inizia il primo flash mob di tutti i tempi della ultra millenaria storia della nostra Teate. Il flash mob è quella manifestazione che, dicesi flash mob una… uno… che quindi, insomma ho indossato una maglietta bianca come la forfora con su scritto “VI edizione della festa dei lettori – per chi legge, per chi non legge e per chi leggerà”, non so che cazzo significa “ flash mob”, però io oggi leggerà! La maglietta bianca mi calza a casaccio, Carmela mi guarda e mi fa: oddio, ma perché ti sta così male? No, non è lei che sta male addosso a me e che sono io che sto male dentro di lei. Saremo sì e no una quindicina, più femmine che maschi, tutti giovani, tutti sorridenti, tutti VIVI! Allora, facciamo così, dice la regista, al primo gong ci fermiamo, al secondo gong leggiamo a voce alta, al terzo gong camminiamo, al quarto gong, che poi sarebbe il primo della seconda tappa, ci rifermiamo, scusa ma camminiamo e leggiamo? O ci fermiamo e leggiamo, non ho capito! Gong, meglio che rifacciamo tutto da capo, gong. Gong ci sparpagliamo in piazza Valignani, al primo gong qualcuno m’inganna e comincia a leggere in anticipo, e io come un idiota gli vado dietro, un gong me lo darei in testa. Leggo a squarciagola un brano qualsiasi del mio libro: pagina 69 (la scelta è casuale, ma mi trova sempre d’accordo)… sulla solita panchina di marmo rosa è seduto un estraneo: il silenzio. Guido ha la sensazione che quest’oblio… wrrrooom, sono appena stato sfiorato da un’auto, non dev’essere uno che legge! Riprendo il segno mantenuto col dito, ma questa volta leggo con un occhio solo… non è la solita benevola quiete, ma somiglia a un tormento, è asfissiante… ma vaffanculooooo… questa era una opel corsa grigia, non mi è mai piaciuta la opel corsa grigia, per fortuna c’è il gong! Camminiamo in silenzio lungo Corso Marrucino, ognuno falsamente immerso nel libro che ha portato da casa. Mio cognato Enrico ha scelto “Passione Selvaggia” della collana Tiffany (2 euro), si vergogna da cani e così gli ha tolto la copertina con la fanciulla bionda innamorata, finge di leggerlo, lui è un bravo attore… improvvisa! E la gente, chiederete voi. Su chiedetelo! E la gente come reagisce a questo bianco gregge che bela lungo la culla della civitas teatina? Sul mio desktop c’è l’immagine di un cane. Ecco, i passanti che s’imbattono in noi sembra si trovino improvvisamente faccia a faccia con un cane randagio, diffidenza, panico, ma anche un pizzico di curiosità, che comunque rimane subito soffocata dalle prime due emozioni, ecco, anch’io mi sento un cane randagio, no, non è vero, mi sento uno del Ku Klux Klan. Manco a farlo a posta, un signore non abbastanza giovane si avvicina a un membro della setta (Alessandro) e candidamente gli chiede: “ Ma voi di che religione siete”? E allora che mi pongo la stessa domanda retorica che ho carpito da un ragazzotto di passaggio: “Ma che so’, deficienti?” Oddio come amo la mia città! Facciamo la prima vera pausa in Largo Gian Battista Vico: qui, dieci di noi leggeranno a turno un brano tratto dal fantastico e indimenticabile, travolgente e famigerato libro “Ciocche Resta” di quel grandissimo scrittore, premio Strega, Paolo Miscia che poi sarei io. Siamo in pieno struscio, le urla degli attori sembrano bisbigli in confronto al brusio assordante della piazza. Sfoglio la copia che ho in mano e un amico carbonaro mi fa “è questo il libro che stiamo leggendo?" Sì, rispondo, lui lo prende lo sfoglia e poi mi fa: "e dove si compra? Da Antonella De Luca? "Sì. "Tu l’hai comprato là?" Ehm, veramente io non l’ho comprato, l’ho scritto! Scoppiamo a ridere e fuggiamo via. Si è fatto sera, la voce si sta lentamente spegnendo, il freddo comincia a tamburellarmi sulla testa pelata, Mara continua riprendere con la sua micro telecamera e c’è ancora qualche concittadino che vuole riascoltare il brano letto e riletto. Che commozione! Cari lettori, scusate se l’articolo è un po’ sconclusionato, ma mi sono divertito domenica a leggere e mi sono divertito oggi a scrivere e in una vita di merda due cose belle così ravvicinate capitano di rado! Baci Paolo Miscia
|








