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Scritto da Mirko Leandri   
Mercoledì 08 Dicembre 2010 18:44

mirko-leandriApro la posta e leggo Mara che mi dice: “tra mezz’ora i ragazzi delle Superiori fanno una manifestazione lampo in piazza… alla stazione… non c’è bisogno che ti specifico ch’è contro la Gelmini. Hai visto? Finalmente, come speri sempre tu, qualcosa si fa anche allo Scalo”.

Tra i mille impegni il tempo libero che da un decennio non si trova più, decido di armarmi di videocamera e di andarci. Perché? Primo perché la Gelmini è il peggior Ministro della storia della nostra Repubblica, secondo, perché si stanno muovendo dei giovani ragazzi; perché dei ragazzi stanno per dimostrare che hanno anche loro un senso civico e che sono capaci di leggere una riforma e di capirne il contenuto. E terzo perché sono convinto che il dipinto che Raiset ha fatto di loro dal 2001 ad oggi non è attendibile… meritano l’occasione di togliersi di dosso quel cliché affibbiatogli dalle becere trasmissioni televisive in stile mariadefilippi che li dipinge come una generazione stock, automi stereotipati dalla tv e quindi privi di una propria personalità… Buoni solo per il grande fratello… per intenderci! E allora decido che ci vado.

…Gli italiani saranno anche un branco di pecore sempre in attesa del messia… di questo leader della Sinistra capace di riportare equilibri e democrazia nella nostra povera e martoriata Italia… e quindi per quegli italiani, come ho già detto, non è che valga la pena spendersi; ma per i ragazzi sì! Per i giovani scevri da preconcetti ideologici e pronti a studiare, a farsi una cultura affinché abbiano “gli strumenti per interpretare la realtà che li circonda”, per loro sì che metto da parte i miei impegni… Ci vado perché, chissà perché, fino al quinto superiore i ragazzi sono tutti di Sinistra, ma poi strada facendo quasi la metà si perde; chi perché ha la sfortuna di avere le tasche piene di soldi e comincia ad ammalarsi di raisettismo con tutti i suoi sogni di cartapesta che presto saranno incubi, chi perché sceglie la carriera militare o chi semplicemente frequenta le comitive sbagliate e un bel giorno, inerme di fronte a se stesso, si riscopre razzista… fascista…!

Dunque giungo in piazza, i ragazzi, a dispetto di noi adulti, sono puntuali, e piazza Marconi è piena in anticipo… “C’è sempre un leader” mi dico, “come ogni sciopero come ogni occupazione…” Mi guardo in torno, mi avvicino a un gruppetto e chiedo chi è che coordina la situazione…: il “mio uomo” è Damiano. Damiano, sguardo sereno-viso pulito, mi piace subito… e mi dice anche che “ciò che stiamo per fare è una sorpresa”… Allora mi metto in un angolo e aspetto… fantastico avere 18 anni…

Il resto lo vedete nel video sottostante… Ma questo articolo e il mio personale contributo, ragazzi studenti, è per voi… perché per un disilluso come me sentire diciottenni che leggono in piazza Calamandrei è un bel regalo di Natale… Spegnere Raiset per vedere chi siete veramente, è un gesto che va fatto… e sta a voi affermarvi…

Però ora vi chiedo un piccolo sforzo, ragazzi. Vi diranno che certe proteste non hanno colore politico, vi diranno che certe ragioni non sono né di destra né di sinistra. Sappiate che ogni volta che anche voi ripeterete le stesse parole condannerete la generazione successiva a dover scendere in piazza per i propri diritti. Per studiare serenamente... per lavorare serenamente… per vivere serenamente… e anche per morire, serenamente…! No, ragazzi. Tutte le volte che noi italiani siamo scesi in piazza per manifestare, lo abbiamo fatto e lo stiamo continuando a fare per lottare contro tutte le destre e il fascismo, che come un’ombra rigurgitante continua ad oscurare il nostro Paese nonostante il ’45 sia passato da un pezzo. Ci stanno provando anche con la privatizzazione dell’acqua, voluta e pian piano attuata dalle destre… (la destra governa, la destra privatizza, gli italiani protestano e gli italiani dicono che non è una protesta di Sinistra... come se avessero paura di dichiararsi onesti di Sinistra!)

…Sappiate che Raiset ha ripetuto il termine “no-global” in senso dispregiativo per anni dopo aver ammazzato Carlo Giuliani una seconda volta… fino ad associare “no-global” a “delinquente”… (il viscido Emilio Fede è stato un maestro in questo… Ma non mi querelerà per il “viscido”… ha troppi guai con la legge, ultimamente…) Poi, a distanza di pochissimi anni, tutta l’Italia scende in piazza perché non c’è più lavoro, e quando Raiset non può più nascondere le folle che muovono su e giù per lo stivale, comincia a parlare di “globalizzazione” come di un virus che sta distruggendo l’economia; non solo quella italiana… E il bello è che a dire che la globalizzazione sia stata la SCONFITTA STORICA, la “scommessa persa” per antonomasia, il cancro di tutti i cancri, sono oggi proprio i politici delle destre: PD, UDC, PDL, LEGA e fanatici estremisti di là a scemare… Sappiate, ragazzi, che il Piero di cui ieri avete letto un verso, ci diceva le stesse cose oltre mezzo secolo fa… era un gran Compagno, il Calamandrei. Oggi raiset ci riferisce che la “globalizzazione” ha messo milioni di noi italiani in mezzo alla strada… ma non dice che “globalizzazione” vuol dire che posso chiudere la Fiat in Italia e aprirla in Albania mandando a spasso milioni di italiani… e da un ministro come la MaryStar, non vi aspettate che venga a dirvi che NO-GLOBAL vuol dire NO ALLA GLOBALIZZAZIONE… probabilmente lei non sa l’inglese…

Ciao Carlo, ciao Damiano, ciao ragazzi!!!

 
 

Commenti  

 
#1 Non era PepponeTommaso Palermo 2010-12-09 23:38
Sono contento di poter vedere il filmato del flash mob con cui i ragazzi di Chieti hanno voluto farsi sentire in modo nuovo. Significativa anche la scelta del discorso. Peccato per le campane, un inconveniente sicuramente casuale, però ricorda tanto la scena del film di Don Camillo che suonava le campane per coprire il comizio di Peppone. In questo caso il Peppone sarebbe Calamandrei, addirittura il “compagno” Calamandrei, come scrive Mirko Leandri e il suo vuol essere sicuramente un complimento però attenzione perché così si rischia di fornire una indiretta conferma a quella sciocca diceria che vorrebbe la nostra Costituzione scritta dai comunisti.
Calamandrei non era un comunista, come non lo erano neanche gli altri antifascisti di Giustizia e Libertà e del Partito d'Azione (formazioni a cui Calamandrei aderì) e non lo era l'avv. Duccio Galimberti alla cui memoria di eroico partigiano fu posta la "lapide ad ignominia" (ignominia del camerata Kesserling) scritta da Calamandrei.
E' bene chiarire queste cose perché i giovani che oggi, studiando, scoprono la bellezza e i valori della democrazia, della libertà di pensiero e della solidarietà non devono essere male etichettati: non stanno minacciando la rivoluzione e non chiedono l'abolizione della proprietà privata.
 

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