| Chieti Scalo: situazione della zona industriale. Ordinanza n. 542 del 29.10.2008. Divieto d'uso di acqua dei pozzi e divieto di coltivazione e pascolo |
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| Video - Rifiuti e discariche abusive | |||
| Scritto da Mara Miccoli - chietiscalo.it | |||
| Venerdì 09 Ottobre 2009 11:59 | |||
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ORDINANZA N° 542 del 29.10.2008 “Chiusura pozzi A.C.A. S.p.A. e divieto d’uso potabile ed irriguo delle acque sotterranee emunte nella fascia industriale di Chieti Scalo (dalla via Zittola-via Erasmo Piaggio, nei pressi del Centro Commerciale Megalò, fino al IV Salto ENEL in loc. San Martino) e nella fascia agricola compresa tra la stessa zona industriale e il fiume Pescara, nonché divieto di coltivazione e pascolo di determinate aree agricole in attesa di specifiche indagini ambientali delle aree a rischio potenziale di contaminazione ai sensi della L.R.A. n. 45/07”. E' ormai trascorso un anno dall'emissione di questa ordinanza. Cosa è stato fatto e cosa ancora c'è da fare? Di recente il comune di Chieti ha pubblicato un bando di gara per la caratterizzazione ambientale delle zone interessate, ma tanta strada è ancora da percorrere. Il Comune e gli altri enti dovevano adempiere ad alcuni atti, elencati nel documento stesso. Alcune cose sono state fatte, alcune no, alcune le stanno ancora facendo. Le analisi sono ancora in corso, ma i risultati, anche parziali, quando verranno comunicati? E i cittadini, gli abitanti di quelle zone, sono stati tutti adeguatamente avvertiti? Appena uscita l'ordinanza è stata pubblicata sui giornali, con manifesti ecc. Un primo censimento dei pozzi della zona è stato fatto e sono state inviate le notifiche ai proprietari dei pozzi. E gli altri? Coloro che hanno la loro casetta con il giardino, e magari anche un piccolo orto, sono stati avvertiti dei vari divieti? Lo sanno che quel cibo raccolto dalle loro terre potrebbe essere contaminato da sostanze dai nomi improponibili? Nella ordinanza, ad un certo punto è scritto: “… che il quadro complessivo risultante dai dati su indicati rappresenta uno stato d’inquinamento diffuso nella zona in argomento che impone alla pubblica amministrazione di attivarsi da un lato per la corretta informativa ai soggetti interessati, senza allarmismi, e dall’altro di accelerare ogni indagine possibile per l’esatta individuazione delle sorgenti di contaminazione con la circoscrizione dei siti di discarica e/o industriali da sottoporre alle necessarie procedure di bonifica” Allora, ci dobbiamo “allarmare” oppure no? E' meglio non sapere o è meglio, per precauzione, evitare di mangiare quei cibi e annaffiare le coltivazioni con quelle acque contaminate? Ma non facciamo allarmismo, no, stiamo tranquilli... Abbiamo a Chieti Scalo una “situazione di inquinamento diffuso” ma non dobbiamo preoccuparci... Siamo, nell'area industriale, pieni di amianto (vedi Burgo), ma non dobbiamo “allarmarci”... Abbiamo bevuto acqua contaminata, compresa quella degli stessi pozzi ACA di San Martino, nel 2007. Nell'ordinanza verrà poi scritto: “tutti i pozzi esistenti in loc. San Martino sono stati definitivamente spenti già dalla data del 21.01.08 e da allora non più riattivati in distribuzione”; quindi possiamo stare tranquilli! C'era stata, a Chieti Scalo, una precedente ordinanza nel 2007, che riguardava l'area della ex CAP, ancora attualmente in vigore, ma ricompresa in quella del 2008. Anche quella bonifica è ancora “in sospeso”.... Il fiume Pescara risente, oltre che dell'inquinamento “vicino” di Chieti Scalo, anche di quello “lontano” di Bussi, e conseguenzialmente tutte le aree lungo le sue sponde sono “potenzialmente” a rischio. Gli enti si stanno muovendo, è vero, ma tra carte e cartacce intanto il tempo passa e, come per Bussi, con la sua discarica scoperta a marzo del 2007 e non ancora messa nemmeno “in sicurezza d'urgenza”, anche a Chieti Scalo rischiamo che, mentre si producano i documenti, la situazione peggiori giorno dopo giorno. A Chieti Scalo sono state “scoperte” diverse aree di discariche abusive, sia di rifiuti industriali che di rifiuti urbani. Anche queste discariche sono lì, ferme, in attesa che ci siano tutti i permessi e i documenti per essere adeguatamente rimosse e bonificate. Per non parlare poi delle discariche oltre i nostri confini, per le quali, come è successo a quella da noi segnalata nel territorio di Cepagatti, c'è un rimpallo di responsabilità che rallenta ogni provvedimento per la messa in sicurezza. I rifiuti rimangono lì, per un motivo o per un altro, e noi continuiamo ad essere avvelenati con l'aria, l'acqua e il cibo che mangiamo... Suggeriamo al Comune di Chieti di premere sugli altri enti per accelerare le procedure e di “ricordare” ai cittadini abitanti di quelle zone che l'ordinanza, seppur sia trascorso un anno, è ancora in vigore.
Noi di chietiscalo.it siamo andati a fare un giro nella zona, e abbiamo trovato tantissimi orticelli... e ci è venuto in mente un titolo per il video realizzato sull'argomento: Riconosci il tuo orto? Sai quello che mangi? Leggi l'ordinanza!
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