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IL “TESORETTO”? UN’ IDEA SU COME UTILIZZARLO
di G.Zulli

Se le scelte fatte da un ristrettissimo vertice ( Presidente e i due Vice Presidenti del Consiglio col Ministro Padoa Schioppa) in relazione all’utilizzo dell’extragettito (il cosiddetto “tesoretto”) sono davvero quelle di cui hanno scritto molti giornali, e cioè aumento delle pensioni più basse, investire in infrastrutture, innovazione e ricerca, piano case e sostegno alle famiglie) non si va nella giusta direzione. Fermo restando la validità di elevare le pensioni più basse, le altre scelte, pur importanti e necessarie, non consentiranno, a mio avviso, al nostro Paese di avviare a soluzione quelli che sono i veri problemi che abbiamo e che sono: la drastica riduzione delle inaccettabili morti sul lavoro, la sconfitta delle evasioni contributive e previdenziali, l’occupazione di buona parte di tanti giovani e ragazze che hanno i titoli di studio adatti per impegnarsi in questa guerra contro le ingiustizie e che invece rischiano di rimanere a lungo disoccupati, creando più problemi proprio a quelle famiglie che si dice di voler tutelare. Non sfugge a nessuno, almeno io credo, l’alto valore di poter occupare, in una famiglia, un figlio disoccupato dopo aver fatto tanti sacrifici per farlo studiare. In questo modo ci sarebbe anche una forte ripresa dei consumi interni, oggi a rilento proprio per l’alto numero di disoccupati giovani.
Se è vero, come purtroppo è vero, che annualmente in Italia si registrano un milione e mezzo di infortuni sul lavoro che causano la morte di 1.300-1.500 lavoratori e fanno sborsare all’INAIL circa 40 miliardi di euro, pari al 3,2% del nostro P.I.L. ( Prodotto interno lordo) per indennizzare le vittime o i loro eredi a causa di una vera e propria mancanza di quella “cultura della sicurezza” alimentata anche dalla insufficienza dei controlli per scarsità di personale ispettivo e se è vero, come purtroppo è vero, che un certo numero di furbacchioni evade il fisco risultando a volte assolutamente sconosciuto alla Guardia di Finanza danneggiando la collettività per decine di migliaia di euro, non sarebbe stato più utile, oltre che giusto e necessario, dichiarare guerra a tutti questi fuorilegge, assumendo alcune migliaia di giovani diplomati e laureati a spasso e sguinzagliarli in tutto il Paese per scovare i posti di lavoro non adeguatamente protetti e dove si pratica largamente il lavoro nero e grigio che tanti guasti producono alla nostra economia? Andando in questa direzione, si prenderebbero non due ma ben tre piccioni con una fava: riduzione del numero degli infortuni e delle morti sul lavoro con conseguente risparmio di tanti soldi da utilizzare per tutti gli obiettivi necessari a far fare al nostro Paese il salto di qualità di cui ha bisogno, sconfitta del lavoro nero e grigio e buona e duratura occupazione per una generazione di giovani e ragazze che davvero rischia di saltare l’appuntamento con il lavoro, con tanti saluti ai tanti sacrifici fatti.

Chieti, 21 maggio 2007 Giustino Zulli
 
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