| Scritto da Roberto Di Monte,
18-02-2007 00:00
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In data 13 febbraio il quotidiano “Il Tempo” pubblica un articolo dal titolo “Il menù di Ricci per la città”, un’intervista dove il sindaco tratta tanti temi cari a noi cittadini. Tra le altre cose, gli viene posta una domanda sulla vicenda (di cui tutti i quotidiani hanno parlato e documentato con foto nell’edizione del 8 febbraio scorso) della rimozione con il carro attrezzi dell’auto del vicesindaco Catena da Piazza V.Emanuele perché parcheggiata sugli spazi destinati al Taxi e poi riportata in piazza dallo stesso carro attrezzi;
il Sindaco dice testualmente: “Forse una ingenuità, certamente una grave caduta d’immagine per una Giunta che insiste tanto per la trasparenza, sempre che sia confermato quel che hanno scritto i giornali. In ogni caso ho disposto una indagine amministrativa che dovrà chiarire l’episodio. Attendo la relazione prima di decidere gli eventuali passi da compiere”.Si tratta certamente di poche parole spese per gettare acqua sul fuoco, per dire che ciò che è realmente accaduto, vicenda alla quale hanno assistito diversi cittadini e documentata con foto su tutti i quotidiani locali, potrebbe non essere mai accaduta. Avrei preferito un diverso comportamento da parte del Sindaco, magari non come fece Cucullo che cacciò via Gallucci dalla sua Giunta per la storia di una multa, ma fare chiarezza immediatamente e chiedere le pubbliche scuse dal vicesindaco. Questo sarebbe stato utile per evitare che in futuro si ripetessero episodi di arroganza, deleteri per l’immagine del Governo cittadino. Cosa che mi lascia perplesso è che i DS non siano intervenuti affatto, l’esponente più in vista del partito si comporta in modo inaccettabile, getta fango sul partito stesso con il suo comportamento e tutti tacciono? Si riporta integralmente l’esposto depositato in procura dalla Fiamma Tricolore con il quale si chiede di fare chiarezza sull’accaduto. Chieti, lì 18 febbraio 2007
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CHIETI E per quanto di sua competenza, AL PREFETTO DI CHIETIAL COMANDANTE DEI VIGILI URBANIAL SINDACO DI CHIETI AGLI ASSESSORI E CONSIGLIERI COMUNALIAGLI ORGANI D’INFORMAZIONE Oggetto : Parcheggio abusivo, rimozione forzata e ricollocamento colposo dell’auto del vicesindaco di Chieti Andrea Catena. Denuncia per accertamento dei reati e punizione dei responsabili . Dalle notizie di stampa divulgate da tutti i quotidiani, in data 8 febbraio 2007 ho appreso che il 7 febbraio alle ore 10 del mattino, la Opel Corsa del Vicesindaco di Chieti,il diessino Andrea Catena era in sosta abusiva nell’area riservata ai taxi in Piazza S.Giustino. Accanto a questa era parcheggiata una Fiat Brava anch’essa in sosta vietata. A quell’ora l’area riservata contrassegnata dalle strisce gialle risultava totalmente occupata. E’ accaduto che, è sopraggiunto un taxi che non ha potuto parcheggiare, per cui il conducente si è recato in Municipio dal vicesindaco per protestare e per spostare la macchina dallo stallo riservato ai taxi. Ma, nessuno è sceso dal palazzo, perciò il tassista ha chiamato la polizia urbana . La vigilessa giunta in loco ha per prima cosa elevato la contravvenzione a carico della Opel di Andrea Catena e della Fiat Bravo ad essa adiacente, entrambe abusivamente parcheggiate, ed ha chiamato il carro attrezzi della “ Ecoesse ” che ha provveduto alla rimozione delle due vetture . Il carro attrezzi ha rimosso le due auto, ma subito dopo ha fatto ritorno in piazza soltanto con la macchina di Andrea Catena depositandola però in uno spazio a pagamento. Quanto innanzi descritto risulta dalle note di stampa dell’8 febbraio de “Il Centro” e de “ Il Tempo ” della pagina di Chieti (correlate da relativa documentazione fotografica). Paradossalmente, la Fiat Bravo non è stata riportata in piazza, ma depositata presso il mega parcheggio di Via Papà Giovanni XXIII, gestito dalla stessa “Ecoesse”. Non si comprende il motivo per il quale l’auto del vicesindaco non è stata depositata nello stesso mega parcheggio. Pertanto, in relazione ai fatti innanzi descritti chiedo l’intervento delle autorità in indirizzo per accertare gli eventuali reati da essi desumibili a carico dei responsabili. IN FEDE CRISTIANO VIGNALIResp.Giov. Fiamma Tricolore
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