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Campagna contro il fumo - Articoli sul fumo
Scritto da Mara Miccoli - chietiscalo.it   
Mercoledì 30 Marzo 2011 21:30

mara-miccoliDopo aver letto questo articolo: Scherzano e fumano in rianimazione sospesi medici e infermieri a Grosseto, rimango sempre più allibita di fronte alla sfrontatezza con cui la legge a tutela del non fumatore non venga rispettata, neanche in posti dedicati alla salute, come gli ospedali.
L'episodio citato si riferisce addirittura ad un reparto di rianimazione, ma con una semplice ricerca su internet si trovano innumerevoli testimonianze di luoghi in cui il divieto non viene rispettato.

Il problema maggiore è nei luoghi di lavoro, perchè si mette in contrasto il rispetto della legge con il lavoro stesso, che di questi tempi risulta più prezioso della salute. Molti si chiedono cosa fare, come fare a far rispettare la legge, soprattutto nel caso in cui il datore di lavoro è il primo a fumare dove non dovrebbe. Rischiare il posto di lavoro o la salute? Questo è il dilemma...

La legge dovrebbe tutelare il non fumatore, ma non tutti possono arrivare ai tre gradi di giudizio e aspettare la sentenza di Cassazione per veder rispettati i propri diritti (risarcimento fumo passivo).

In troppi luoghi il divieto continua a non essere rispettato, e anche nei luoghi dove si rispetta tener lontano il fumo passivo è un'utopia (fumo all'aperto).

Una vita senza fumo diventa allora una vera chimera e una speranza vana per troppi. Essere sensibili al fumo, quando non addirittura ammalati, diventa un motivo di isolamento e provoca tantissimi problemi nella vita sociale. A volte neanche nella propria casa si è liberi dal fumo, e pensare che il fumo è soltanto uno degli innumerevoli inquinanti cancerogeni presenti nell'ambiente non è certo una consolazione. Insomma, se non c'è rispetto per un semplice accorgimento per la propria e l'altrui salute figuriamoci per altre cose considerate da tutti molto più importanti...

Nonostante le “battaglie” fatte ogni giorno dai “rompiscatole del fumo”, come mi pregio personalmente di essere, la situazione generale non cambia, e ovunque si vada si vedono sigarette accese e cicche gettate per terra. L'educazione non è di questo paese, il rispetto neanche, e l'arroganza dei fumatori, il loro ostentato “diritto” di fumare supera ogni divieto vigente. Le proteste, tacite o esplicite, per ogni eventuale direttiva o ordinanza di divieti e di controlli vengono esplicitate con la noncuranza con la quale ogni giorno le trasgressioni vengono sottaciute o sopportate. Che fare? Stare con il fucile spianato per ogni sigaretta o sopportare? E quando la sopportazione diventa malattia? Eppure di buoni esempi ce ne sono, basterebbe prenderne coscienza ed esigere da tutti il rispetto per il prossimo alla base di ogni paese civile degno di questo nome.

Di esempio dovrebbero essere i nostri amministratori, simbolo e rappresentanti della nostra città, che oltre a far rispettare la legge dagli altri dovrebbero in primis rispettarla loro stessi. Quando all'interno degli uffici comunali si fuma liberamente, tutti i cittadini fumatori pensano di conseguenza che si possa fumare ovunque, perchè nessuno fa le dovute multe. Fino a quando le sanzioni non verranno applicate e rimarrà così semplice trasgredire, la legge non verrà mai rispettata, costringendo i non fumatori ad evitare, quando possono, di recarsi nei suddetti uffici o a sopportare le conseguenze del fumo passivo che si è costretti a respirare.

 

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