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Campagna contro il fumo - Articoli sul fumo
Scritto da Mara Miccoli - chietiscalo.it   
Lunedì 12 Gennaio 2009 00:00

Ho aperto un blog, http://fumo-no-grazie.blogspot.com/, perchè ho sentito l'esigenza di promuovere una personale campagna contro il fumo, visto che a distanza di quattro anni dalla legge Sirchia ancora si fuma in molti luoghi in cui dovrebbe essere proibito. Di recente ho scritto una lettera aperta al Sindaco, relativa al fumo nel Comune di Chieti, alla quale mi ha risposto attraverso un articolo sul quotidiano "Il Centro".
Spero tantissimo che il "problema fumo" venga esteso a tutta la città, e per questo vorrei inviare anche la lettera che segue al nostro Sindaco, per pregarlo di diffondere questa problematica anche al di là delle sue competenze e degli uffici comunali.
Invito tutti i non fumatori ad esigere che nei propri luoghi di lavoro la legge venga rispettata e a non farsi scrupoli di fare le denunce. La propria salute è un diritto che va tutelato, e se legge c'è, va rispettata!!!

 Ill.mo Sig. Sindaco

La ringrazio per la cortese risposta alla mia lettera aperta sul fumo, pubblicata sul quotidiano “Il Centro” il 6 gennaio 2009. Avrei preferito una risposta diretta, perchè anche un semplice cittadino deve poter avere le sue risposte, senza dover ricorrere alla stampa per farsi ascoltare, ma più volte le avevo segnalato il "problema" senza ottenere risultati. Ora mi ha risposto pubblicamente, e spero mantenga le sue "promesse"...

Vorrei estendere la mia richiesta di rispetto della legge sul fumo anche a tutta la città, e chiedo la sua collaborazione, da primo cittadino. In alcuni comuni italiani, infatti, i Sindaci si sono impegnati ad imporre il divieto anche in luoghi non previsti dalla legge, con specifiche ordinanze. Non chiedo tanto, ma almeno che si rispetti il divieto dove è previsto.

Il problema del fumo, infatti, purtroppo è molto esteso e di non facile soluzione, a causa dell'eccessiva tolleranza e della mancanza di adeguati controlli. Lei stesso, pur ammettendo che si adopererà in favore della “tolleranza zero” negli uffici comunali, ha dichiarato che negli stessi uffici “non ci sono criticità”.
Il problema negli uffici, non solo in quelli comunali, è che i dipendenti, pur di mantenersi stretto il proprio posto di lavoro, soprassiedono a situazioni critiche, facendo finta di non vedere e non sentire.
La legge impone il divieto non solo nei locali aperti al pubblico, ma anche in quelli privati. Ma chi controlla? Chi si occupa di applicare le sanzioni?
In molti luoghi, troppi, non c'è verso di poter “respirare liberamente” e gli utenti dovrebbero avere la possibilità e soprattutto il dovere civico di protestare. Purtroppo questo non accade quasi mai e sinceramente non ho mai visto applicare una sola sanzione a fumatori indisciplinati.
Personalmente ho sentito invece puzza di fumo in svariati locali dove vige il divieto, anche se all'apparenza nessuno stava fumando.
Ho visto, di recente, la toilette di una scuola teatina usata come un mega-posacenere, con cicche e cenere dappertutto, mentre la puzza si sentiva per tutto il corridoio.
Ho visto fumare in una stanza del pronto soccorso, in attesa che un mio congiunto venisse assistito, ed ho sentito l'acre odore anche nella sala consiliare della Provincia, diffuso proprio da uno dei dispositivi per il ricambio d'aria. Il cartello all'ingresso degli uffici provinciali invita i cittadini ad indossare abiti “decorosi”: evidentemente fumare in luoghi proibiti non è contrario al decoro...

 In sostanza questa legge non viene quasi mai rispettata, e Lei, da Sindaco e da medico quale è, dovrebbe forse assumere i panni del "buon padre di famiglia" ed insegnare ai suoi cittadini il rispetto per le leggi e per la salute, propria ed altrui. Difficile compito, ma non impossibile. La legge c'è, basta solo fare in modo che venga rispettata, dare modo ai cittadini responsabili di veder applicate le dovute sanzioni e dare mandato agli organi preposti, polizia, carabinieri o quant'altro, di intervenire nelle "criticità". 
La ringrazio e le invio i miei più cordiali saluti.

 Mara Miccoli

 

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