| DA CHI ARRIVA LA PREDICA |
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| Varie | |||
| Scritto da Stefano De Angelis | |||
| Lunedì 20 Febbraio 2012 18:03 | |||
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Circa venti giorni fa, le due testate attaccate a testa bassa dallo sbiadito ragazzo della Via Gluck, scrissero della somma spropositata (settecentomila euro ndr) versata nelle tasche di quest'ultimo da parte della Rai per cinquanta minuti di show, se show si può definire quanto andato poi in onda. Sempre i due giornali, evidenziariono che con la stessa cifra si potevano tenere aperte le sedi di Rai International nel sud del mondo chiuse proprio in questi giorni, salvando cosi centinaia di posti di lavoro, realtà dei fatti a cui il cantante fece seguire un replica a furor di stampa che avrebbe versato la cifra a "ben" dieci famiglie indigenti. A questo punto è palese che la telepredica a cui abbiamo assistito, e in cui viene evocata addirittura la chiusura di questi giornali, sia una mera vendetta personale perchè qualcuno ha evidenziato la dicotomia tra quanto, appunto, il cantante predica e quanto infine fa. E' un vero peccato che sia andata cosi, perchè Adriano Celentano il suo lavoro, il cantante, lo sa fare molto bene e non esiste motivazione seria che lo possa portare a vestire gli abiti del predicatore, a cui non eravamo assolutamente abituati, e a cui in tutta franchezza speriamo di non doverci mai abituare.
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Chiuso il sipario del 62° Festival di Sanremo, le polemiche sul monologo-predica di Adriano Celentano non cennano a calmarsi, e forse è giusto cosi. Ora a prescindere dall'uso-abuso della tv pubblica per improbabili prediche da parte dell'ormai ex molleggiato, dovremmo fare un passo indietro nel tempo, per comprendere quanto è realmente è successo sul palco più prestigioso d'Italia. 




