| Con la crisi si recupera il sapore della sobrietà |
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| Scritto da Enio Madrasi | |||
| Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:51 | |||
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Scelte difficili e maldestre, improvvide e vili, in qualche caso, basate sull'imperativo di una crescita che stenta, per noi e per altri, a decollare. Una gran fretta del Governo di concludere la riforma del lavoro che dovrebbe, secondo Fornero rendere più facile licenziare per le aziende, eliminando l'articolo 18, visto come l'ultimo baluardo da abbattere. Comunque tutto questo baillame non ci porterà lontano, sarò un nostalgico sognatore, ma non vedo come si potrebbe crescere ancora. Ad esempio, come si può aumentare l'attuale mercato dell'auto senza intasare vie di comunicazione già sature? Senza creare ancora cementificazione, senza quindi inquinare il pianeta a dismisura. E che dire di altri mercati, che producono beni a cui un benessere giovane, ma prepotente ci ha abituato? L'illusione di una opulenza infinita, di un progresso continuo e di una produzione illimitata per illimitati consumi, sta naufragando sotto i nostri occhi. I più increduli, paradossalmente, siamo noi cittadini di mezz'età , che abbiamo visto l'evolversi, con il graduale benessere, di una legislazione orientata a garantire diritti prima negati: oggi restiamo stupefatti e disorientati nell'immaginare un futuro che li rimette in discussione. In un crescendo vorticoso abbiamo dimenticato un passato che più volte ci ha visti poveri, ma decisi a migliorare la nostra condizione. Un miglioramento morale, prima che economico, che faceva leva su sentimenti di solidarietà e di coesione sociale. Sintesi splendida di quella realtà fu la Costituzione Repubblicana. Nell'ansia del progresso ad ogni costo abbiamo dimenticato quanto pericolosa possa essere la crescita del solo PiI. La saggezza del piccolo stato montuoso del Bhutan ha portato a riconoscere valore, fin dalla metà degli anni Settanta, e con lungimiranza. la Felicità Interna Lorda. Possibile grazie all'impegno per la costruzione di un'economia coerente con la cultura tradizionale del Paese. Se per crescere dovessimo imparare dal passato? Se riutilizzare fosse meglio che produrre ex novo? Di recente gli Usa hanno scoperto che le asciugatrici, di rigore negli States, assorbono da sole il 6% del consumo energetico di una famiglia media. Via libera, quindi, ai panni stesi al sole, prima rigorosamente vietati, forse perchè indice di povertà . Il bisogno di risparmiare ha portato ai cittadini statunitensi il profumo del bucato asciugato all'aria aperta. Il profumo della sobrietà potrebbe essere, per noi, un piccolo risvolto positivo, in questi mesi dolorosi e difficili.
enio madrasi - chieti 22 febbraio 2012
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Confesso che queste giornate di frenesia economico-finanziaria mi provocano ansia e un certo spaesamento. Ci siamo scoperti quasi rovinati, sull'orlo del baratro, appesi alla fragile speranza che le scelte del governo possano finalmente accontentare l'avidità dei mercati. 




