| Accadimenti strani, forse assurdi, certo passabilmente risibili nella seriosa città del Pelide Achille |
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| Varie | |||
| Scritto da Emidio Del Biondo | |||
| Giovedì 12 Maggio 2011 10:30 | |||
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Premetto che scrivo quanto segue di malavoglia, interrompendo un silenzio plurimensile, rassicurando i miei 2,5 lettori, il Manzoni sosteneva di averne 25…che si tratta di un intervento temporaneo e isolato. Questo perché sono ancora convinto della inutilità sostanziale di profferire o scrivere verbo in una città di gomma come la nostra o meglio di spugna, come discutevo, trovandolo d’accordo, con il buon Roberto Di Monte qualche anno fa. Il punto è il seguente: primo, la città di Chieti con 10.000 (diecimila) iscritti alle liste di collocamento, dati ufficiali UIL, in stragrande maggioranza giovani, che evidentemente non si sono iscritti per puro divertimento, possiede il poco invidiabile record di disoccupazione nella regione verde (o ex verde) d’Italia; secondo, esiste la minaccia reale che la città (bassa ovviamente) venga assetata ancora per una lunga estate, visto che solo il 13/04 il Comune di Chieti ha deciso di accellerare l’iter burocratico per la costruzione del famoso e famigerato nuovo serbatoio per lo scalo di cui si parla da anni, con una “determinazione” che stabilisce il pagamento dei proprietari di alcuni terreni dove dovrebbe sorgere appunto il nuovo serbatoio; terzo, le casse comunali pare siano vuote, come le teste di certi politici nostrani che ultimamente si sono lanciati in stravaganti proposte di modifiche costituzionale, riguardo al divieto di ricostituzione del partito fascista (poi bocciato sonoramente in un Consiglio a netta maggioranza centrodestroide…); quarto, a livello nazionale ci si accapiglia per il Bunga Bunga e i processi giusti o meno di Berlusconi mentre il tasso di disoccupazione giovanile in Italia sfiora il 30% (trenta per cento) ed è il più alto d’Europa; quinto, sembra che sia stato eliminato un certo Osama Bin Laden, persona non eccessivamente dedita alla beneficenza e alla ricerca della concordia tra i popoli... Intanto mezza Europa che conta, compresa la nostra Italietta, in primis il novello Napoleone Sarkosy dà la caccia a Gheddafi, che certo non rappresenta la quintessenza della democrazia, ma rappresenta in compenso la quintessenza del petrol man (anche il siriano Assad non è certo un libertario convinto, ma finora nessuno gli ha sguinzagliato contro aerei e missilii, forse perché di petrolio ne possiede molto meno…).. Ebbene, ecco il problema: in un mondo in subbuglio come non mai, Alessandro Marzoli, giovane e rampante consigliere PDino in quel di Chieti ha elevato un’accorata protesta per… sapete cosa? Il minacciato taglio di 3 (tre) alberi, tra l’altro malati, in via Ricci a Chieti alta. Bene, bravo! Ma sorge come al solito una domanda: come mai ci chiediamo, il giovane e super attivo consigliere centrosinistroide non si è preoccupato di elargire lamenti e polemiche anche per gli oltre 30 alberi che sono stati tagliati in via Caduti sul Lavoro e la dozzina che subiranno la stessa triste sorte in via Amiterno? A questo proposito mi si consenta di aprire una breve parentesi su un episodio, isolandolo dal contesto: c’è stata una protesta contro il suddetto taglio di alberi scalesi o scalini (termine invero leggermente ridicolo a mio modesto parere) dell’infaticabile e altrettanto attivo, e mio amico (spero) Roberto Di Monte di www.chietiscalo.it. Tuttavia ci si sarebbe aspettata una critica più costruttiva e circostanziata da parte sua. Si, perché da una persona che da anni si batte inossidabilmente e pugnacemente per i diritti di 30.000 (trentamila) e passa abitanti dello scalo di Chieti, tutti contribuenti, a parte i soliti furbetti, sarebbe potuta partire una protesta che coinvolgesse altri aspetti di quella che potremmo definire “operazione Amiterno” vista anche l’enfasi con la quale è stata annunciata dalle alte sfere dell’Amministrazione nostrana. Avrebbe potuto dire per esempio l’amico Roberto Di Monte che oltre al parcheggio a spina di pesce che non sembra lo entusiasmi e altre manchevolezze riscontrate nelle intenzioni delle superiori autorità civiche, soprattutto è negativo il fatto che solo una strada si sia deciso di riqualificare, mentre altre, che versano in condizioni anche più precarie non verranno toccate nel quartiere. Parlo di via Capestrano o via Ortiz, dove perfino la luce è un optional o quasi per i derelitti abitanti (contribuenti anch’essi, si presume), per non parlare dei marciapiedi. Avrebbe potuto dire che rimarranno, si spera non per tempi biblici o astronomici le “zone verdi” come qualcuno molto eufemisticamente e con estremo ottimismo chiama i terreni desolatamente abbandonati ai lati della via Amiterno, che già si stanno trasformando in foreste vergini, e che alla stagione autunnale torneranno ad assomigliare alle paludi ex pontine di mussoliniana memoria…Insomma avrebbe potuto scrivere Roberto Di Monte che manca un programma mirato e organico per la sistemazione di un quartiere tra i più popolosi di Chieti, come avrebbe fatto un’amministrazione “normale” nel senso d’alemianio del termine. Quanto poi alla sortita della cosiddetta Nuova Scalo Sud, che interrompendo il silenzio multi annuale sui problemi del quartiere non ha saputo far altro che strillare “basta polemiche, teniamoci quello che ci danno” o qualcosa di simile, non credo sia il caso di approfondire. Tornando a Bomba, come si dice, il Marzoli non solo ha criticato la decisione di tagliare i 3 (tre) alberi di via Ricci, ma ha pervicacemente insistito, ribattendo alla replica dell’assessore Colantonio, forse perché la via è omonima del suo amato ex sindaco Ricci (Francesco)… Ho citato questo episodio generato dal consigliere Marzoli solo per fare un esempio, e l’ho fatto senza voler disconoscere i meriti che il suddetto amministratore ha avuto ed ha nel campo che gli compete. Ci sarebbero da elencare altri casi tragicomici, molto più di quello che ho evidenziato, come la famosa e chilometrica discussione, 3 (tre) ore, su un ordine del giorno tendente a vietare il fumo nelle sedute consiliari. O il balletto del cambio di casacche di alcuni personaggi, che per settimane sono entrati ed usciti da partiti e partitini, come il comune mortale entra ed esce dal suo appartamento. Per questi episodi che non esito a definire miserevoli, si è speso e si spendono fiumi d’inchiostro, tralasciando altri ben più drammatici argomenti, offendendo il comune senso del pudore e la comune intelligenza. Mentre la Caritas diocesana non riesce a far fronte alle nuove povertà, mentre tanti genitori di figli portatori di handicap vedono in pericolo l’assistenza da parte di Regione e comuni per le loro di sfortunate creature e rivolgono a Vescovi e Prefetti il loro grido di dolore. E mi fermo qui. Allora meglio stendere il classico velo pietoso e, per quanto mi riguarda, tornare ai miei amati libri: “In omnibus requiem quaesivi, et nusquam inveni nisi in angulo cum libro”, “Cercai la pace dappertutto e da nessuna parte la trovai, se non in un angolo, in compagnia di un libro”. (Tommaso Hemerken detto "da Kempis"). Emidio Del Biondo, 05/05/11
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