| Di chi le colpe |
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| La città che non va | |||
| Scritto da Giustino Zulli | |||
| Martedì 03 Gennaio 2012 12:05 | |||
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Aggiungo qualche altro esempio: nel corso della precedente amministrazione sono state avviate e concluse diverse opere pubbliche che hanno, obiettivamente, risolto molti problemi ereditati dalla fallimentare esperienza dell'amministrazione del Sindaco Cucullo, con Di Primio suo vice, migliorando, abbellendola, la città. Penso, per esempio, alla sistemazione dei sottosistemi in Via Pescara o Via B. Croce che, prima dei lavori, con due gocce di pioggia diventavano le succursali di Venezia. Adesso, quando piove, le strade non si allagano più. Penso ai lavori per restituire alla città una stupenda Villa comunale che durante gli 11 anni di gestione Cucullo era diventata infrequentabile, sporca, buia e a volte anche pericolosa. Penso ai lavori di Piazza Matteotti (per noi teatini il Piano Sant'Angelo) e a tanti altri che non cito per brevità. Durante questi lavori, ovviamente, ci sono stati disagi perché, nonostante siamo arrivati più volte sulla Luna e abbiamo mandato le astronavi a scrutare i misteri del nostro sistema solare, non ancora riusciamo a fare lavori di sistemazione senza rompere l'asfalto o scavare. Bene: cosa succedeva durante l'amministrazione Ricci? C'era un continuo lamento di molti cittadini e commercianti, sostenuto anche dalla principale organizzazione di questi ultimi, la Confcommercio, che in qualche modo ha soffiato sul fuoco dei suoi associati esasperandone e cavalcandone i malumori. Di questa ottusa strategia si è avuto conferma proprio nel corso di una serata pre-elettorale organizzata al Supercinema tra Confcommercio e i candidati sindaci. Critiche a non finire a Ricci e strizzatine d'occhio al candidato delle destre Di Primio. Da 20 mesi c'è la nuova amministrazione che sforna- non so se scritti sempre da una sola mano- comunicati stampa in quantità industriali per magnificare tutto ciò che è del tutto normale nel lavoro di una amministrazione cittadina, ma sopratutto per criticare tutto ciò che è stato pensato e fatto da quella precedente e basterebbe andare a rileggersi i milioni di comunicati firmati da Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza per rendersene conto. Ho già avuto modo di scrivere, in riflessioni precedenti, che tranne l'apprezzabile disponibilità dell'ex assessore Luigi Febo e qualche volta dell'ex Sindaco Francesco Ricci, a rispondere colpo su colpo, nessuno degli altri assessori, forse per snobismo o complesso di superiorità, ha risposto agli attacchi furibondi degli attuali governanti ricevuti in questi 20 mesi e questo lo considero di una gravità immensa. Qual è, oggi, la situazione? Sono stati eseguiti lavori in Piazza Matteotti e altrove portando avanti decisioni della precedente amministrazione e ci sono stati disagi. Per alcuni mesi, la Colonnetta, nel tratto che va dal Grande Albergo Abruzzo sino a Madonna degli Angeli è stata un autentico inferno. Tuttora la strada è dissestata e prima o poi bisognerà riasfaltarla con altri inevitabili ma comprensibili disagi perché la frittata non si potrà mai fare senza rompere le uova. Ma, al netto di queste inevitabili difficoltà, le critiche che prima abbondavano, oggi non ci sono. Perché? Pur non volendo scadere nel facile sociologismo, provo a fare qualche riflessione. Nella città che ha ospitato il processo a Matteotti, definita per questo 'camomilla'; che dopo il ventennio fascista ha votato con percentuali altissime ('bulgare', si diceva!) per la Democrazia cristiana; che dopo la sua tangentopoli ha votato per ben tre volte un Sindaco che non ha mai smesso di dichiararsi apertamente fascista e che voleva passare alla storia teatina come 'il realizzatore della Colonnetta a tre corsie, naturalmente a costo zero', la breve parentesi di una amministrazione progressista e di sinistra è stata mal tollerata e, alla prima occasione, anche favorita dai diversi errori- tra i quali quelli di una cattiva comunicazione- fatti dalla Giunta Ricci che complessivamente non ha demeritato, rigettata. Una città che ha la memoria molto corta, che ha già dimenticato gli scandali del 1992/93 ridando alle ultime elezioni amministrative molti voti al partito coordinato a livello cittadino da un personaggio finito nelle patrie galere e che adesso sostiene una amministrazione formata dai rappresentanti locali dello stesso partito, il PdL, avversato a livello nazionale e comandato da un padre-padrone che Casini ha contribuito a mandare a casa. Penso, comunque, che le vicende cittadine vadano inquadrate nel contesto nazionale, pur con le dovute distinzioni. Non è forse vero, infatti, che negli ultimi 20 anni è stato votato, per ben tre volte, Silvio Berlusconi che ha portato il Paese al quasi fallimento?. Quindi, almeno per me, nessuna meraviglia se non ci sono proteste per la mancanza di acqua a capodanno o per i tanti altri gravi problemi irrisolti- penso, sopratutto, all'occupazione per la quale si assiste alla totale assenza progettuale della giunta Di Primio- della nostra città. C'è solo da sperare, per dirla con Eduardo, che, come per l'Italia, che in questi giorni ci sta provando, anche per Chieti “a dà passà a' nuttata”. Ma sarà dura, molto dura.
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Prendo lo spunto dall'articolo di Roberto Di Monte, che ci ha raccontato le sue disavventure di capodanno, per cercare di dare una risposta all'interrogativo finale sulle responsabilità ma allargando la prospettiva, perché non è solo sulla mancanza di acqua a capodanno che i nostri concittadini dimostrano di soffrire di strabismo.




