| Lettera aperta al Presidente della Provincia di Chieti sulla biblioteca De Meis |
|
|
|
| La città che non va | |||
| Scritto da Gabriele De Sanctis | |||
| Venerdì 17 Febbraio 2012 15:56 | |||
|
Dopo sette anni di chiacchiere inutili sarebbe il caso di assumere una decisine definitiva sulla ristrutturazione della Biblioteca “ A.C. De Meis” di Chieti. Dal 3 Giugno 2005, giorno del disastroso crollo di un’ala della Biblioteca “A.C.De Meis” ciclicamente ritorna in discussione, ma solo in discussione, il problema della ristrutturazione e quindi dell’ agibilità definitiva della stessa. Manco a dirlo, puntualmente, ci risiamo. Credo, però, che finalmente sia arrivata l’ora di smetterla con le chiacchiere e assumere provvedimenti seri se non vogliamo scadere ancora nello stucchevole ritornello che fa riferimento ai soldi che non ci sono e alle responsabilità delle precedenti Amministrazioni, che ovviamente…non ritengono di essere colpevoli di alcunché. Se di responsabilità bisogna parlare dobbiamo prendercela con la malasorte, non con gli uomini, questo pare di capire. Nel mese di Gennaio scorso i cittadini di Chieti hanno potuto leggere una brillante intervista, sulla stampa locale del 26 c.a., rilasciata dal Prof. Luigi Capasso, nella stessa giornata l’ex Governatore della Regione Abruzzo dott. Giovanni Pace fa circolare sia sulla stampa locale che sui siti internet una lettera inviata all’attuale Governatore Gianni Chiodi con la quale perora, ancora una volta, un intervento per la risoluzione del problema biblioteca. Il 2 Febbraio c.a. , manco a dirlo, arriva l’intervento dell’ex Presidente della Provincia Coletti che chiede che ripartano i lavori alla De Meis, ma precedentemente anche l’attuale Presidente di Giuseppantonio aveva annunciato l’imminente avvio dei lavori di restauro evidenziando altresì la mancanza di fondi per portarli a termine come preventivati già negli anni passati. Le Associazioni culturali della città, anch’essi naturalmente, non vogliono farsi sfuggire il momento buono e chiedono un incontro con l’attuale Presidente della Provincia allo scopo di cogliere l’occasione irripetibile di dare il proprio contributo di idee in vista della possibile diversa collocazione della Biblioteca “De Meis” in conseguenza della prossima scadenza del contratto di affitto del capannone del Teate Center. L’Associazione che rappresento non ha chiesto, né chiede di partecipare ad alcun incontro, ma desidera esprimere pubblicamente il proprio pensiero perché ritiene inutili e improduttivi i rituali della politica che, per non scontentare nessuno, punisce tutti. Vogliamo continuare a trastullarci in dibattiti e tavole rotonde o vogliamo cercare di risolvere il problema? Dopo quasi sette anni di chiacchiere e di sprechi di denaro pubblico per pagare traslochi di libri e riviste, per pagare onerosi affitti che hanno avuto lo scopo di offrire un modesto servizio fruito e fruibile da pochi, in conseguenza della collocazione dei locali presi in affitto, cosa vuole fare l’Amministrazione provinciale? Sottolineo, a scanso di qualsiasi equivoco, che la collocazione della Biblioteca nel centro storico della città non può essere discussa. Se, però per risolvere i problemi dell’emergenza, si debbono spendere soldi per pagare affitti di locali non idonei e non pienamente fruibili, come si è fatto fino ad oggi, è opportuno che –come ogni buon padre di famiglia agirebbe- si prendano in considerazione almeno due elementi: l’economicità dell’impresa e l’efficienza del servizio che si vuole offrire. Mi permetto, a questo punto, di rinnovare un suggerimento già dato nel passato per vie brevi e nel dovuto riserbo, ma rimasto, ovviamente, non ascoltato: L’Amministrazione Provinciale smetta di spendere soldi in affitto e utilizzi, fino al momento della soluzione definitiva del problema, l’immobile di sua proprietà ex ONMI sito al centro dello Scalo come Biblioteca. E’ vero che ciò comporterebbe qualche modesto lavoro di ristrutturazione, ma è anche vero che così si impedirebbe il definitivo degrado dello stabile, che potrebbe essere recuperato e fruito dai cittadini di Chieti – una volta chiuso il problema biblioteca- come Centro di aggregazione sociale, ma anche come immobile di cui l’Amministrazione provinciale potrebbe avere bisogno in futuro per servizi che a me sfuggono. La localizzazione dello stesso sarebbe, nel frattempo, garanzia di afflusso notevole di utenti cittadini e soprattutto studenti, che allo scalo di Chieti hanno bisogno di spazi culturali come dell’aria che respirano. Mi permetto di ricordare che la piccola biblioteca dello scalo (anch’essa dismessa in conseguenza della interminabile ristrutturazione del palazzetto comunale) ospitava –quando era in funzione- un alto numero di studenti che ora, invece, si dirigono al Centro Commerciale Megalò. Infine, credo di poter dire che il risparmio derivato dalla mancata spesa per affitti potrebbe essere utilizzato per recuperare almeno parte di quei denari che pare manchino per la ristrutturazione della ormai storica Biblioteca “A.C.De Meis”. A quanti hanno impedito nel passato la realizzazione di questo progetto e che, certamente si adopreranno per impedirlo ancora, dico semplicemente che il tempo delle vacche grasse è finito ed è giunto il momento di rinunciare al proprio egoismo e pensare al bene di tutti. Il Presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca “A.C.De Meis” Prof. Gabriele De Sanctis Chieti, 16.02.2012
|








