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Piani neve a Chieti: 'carezze' giunte Ricci-Di Primio a confronto PDF Stampa E-mail
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La città che non va
Scritto da Giustino Zulli   
Venerdì 17 Febbraio 2012 19:18

giustino zulliNel corso dei difficili giorni che la nostra città ha vissuto, causa neve, da parte degli attuali amministratori di destra sono state dette le cose più assurde sulla loro presunta capacità di fronteggiare un evento certamente eccezionale ma ampiamente previsto dalla moderna meteorologia. La neve, abbondante finché si vuole, è caduta a febbraio non a luglio o agosto.

Da parte dell'attuale Sindaco Di Primio e dell'Assessore Colantonio, sono state pronunciate parole di fuoco (forse per far sciogliere prima la neve...) contro tutti coloro che, criticando la loro comprovata inefficienza, sono stati definiti, addirittura, 'sciacalli'. Un altro assessore, Bevilacqua, ha scritto che chi come me criticava, avanzando però costruttive proposte, si abbeverava a 'personali fonti dell'odio'.

Ho più volte scritto- e i miei articoli sono rintracciabili nell'archivio di questo sito- che avrei dimostrato quali erano, a parti invertite, le gentili e amorevoli frasi scritte dai Di Primio e Colantonio quando erano all'opposizione.

Sono una persona che, quando assume un impegno, fa di tutto per mantenerlo ed oggi, a difficoltà in superamento per la clemenza del tempo, ricordo ciò che scrivevano loro.

E lo faccio da persona di sinistra che, a suo tempo, criticò un certo dilettantismo di chi amministrava Chieti (cfr. articolo del 17.12.2005 nell'archivio del sito) e ritiene, quindi, di avere tutte le carte in regola, contrariamente ad altri sempre disposti ad ingoiare tutto, compreso che Karima El Marough, in arte 'Ruby rubacuori', fosse la nipotina di Mubarack perché così aveva ordinato il loro padrone Silvio Berlusconi.

In un simpatico e a tratti anche umoristico articolo del 20.12.2007, intitolato 'La neve, il sale...le pale', Mario Colantonio, allora agguerrito capogruppo di opposizione ex An confluito nel PdL scrisse tra l'altro, in polemica con l'allora assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo, che 'le strade non servono solo al transito dei mezzi, in città vive la popolazione che cammina e si reca al lavoro, a fare la spesa e tutte le azioni quotidiane di vita', che ' la gran parte dei marciapiedi sono ancora abbondantemente innevati, gli incroci stradali sono quasi totalmente ostruiti da cumuli di neve, i pedoni oltre a rischiare cadute sui marciapiedi, stanno con i piedi a mollo transitando sulle strade'. Poi, il tocco finale, inno all'autentica comicità al pari di un Benigni o Crozza: 'Ma l'Assessore Febo e la ditta appaltatrice del piano neve conoscono un attrezzo chiamato PALA per il quale utilizzo servono DUE braccia ed una buona attitudine al lavoro manuale?'

Ovviamente, all'assessore Colantonio oggi io faccio le stesse domande: lui conosce la PALA? Ha DUE buone braccia e l'attitudine al lavoro manuale? Se si, perché non ne ha fatto uso?

Il 23 dicembre, un non meno caustico Roberto Di Monte- che proprio per questo ha tutto il diritto di criticare gli attuali amministratori senza che a qualcuno, come si usa dire in città, 'vadano le scarpe strette'- ha pubblicato un articolo con il quale ha bacchettato l'amministrazione di centrosinistra per le inefficienze riscontrate.

Con la nevicata di due anni dopo, ci sono stati altri articoli per denunciare i ritardi dell'amministrazione Ricci tra i quali quelli, ancora, di Colantonio ('Il Piano neve ha fatto cilecca-1 del 18 febbraio 2009) e Umberto Di Primio ('Il Piano neve ha fatto cilecca -2', stesso giorno), con i quali si ironizzava sull'incapacità di tenere conto delle previsioni del tempo, di 'città paralizzata', 'inferno che poteva e doveva essere evitato', di mezzi spargisale e spazzaneve fermi e di 'sindaco e compagni' che 'forse meditavano sulle dimissioni di Veltroni' e 'dell'ennesimo disagio provocato da questi incapaci politici di centrosinistra' col 'proprio sedere attaccato alle poltrone'.

Ora, da questa elevata prosa, sono passati appena tre anni e si sono invertite le parti e tutti i cittadini di Chieti hanno giudicato come sono andate effettivamente le cose e, dalle varie interviste pubblicate dalla stampa locale, l'invito pressoché unanime è stato quello di 'andare a casa', cosa che, non essendo incollati alle poltrone come quelli di prima, Di Primio e camerati si guarderanno bene dal fare.

Ora, io non debbo né voglio difendere gli attuali esponenti del Pd oggi all'opposizione, anche se preferirei che rispondessero- a partire dall'ex Sindaco Francesco Ricci e Giovanni Legnini, dall'ex assessore Valter De Cesare ecc.-colpo su colpo, a tutti i farneticanti e gratuiti attacchi che ricevono un giorno sì e l'altro pure da Di Primio, Colantonio e camerati che, tra poco, accuseranno i precedenti amministratori di avere appiccato anche l'incendio di Roma ai tempi di Nerone.

Per tutti questi motivi, ma ce ne sarebbero tanti altri che trascuro per non allungare troppo, quando l'attuale Sindaco Di Primio ha attaccato chi muoveva critiche al suo operato, l'assessore Colantonio ha definito, elegantemente, 'sciacalli' tutti coloro che, trovandosi in obiettive difficoltà, si sono giustamente lamentati, l'assessore Bevilacqua ha scritto di persone che si abbeverano a personali fonti dell'odio, anch'io ho pensato che costoro non stavano pensando a Chieti e alla cittadinanza ma alle possibili dimissioni del camerata Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, di fronte al quale gli errori di Veltroni hanno lo stesso rapporto che ha un esame di scuola elementare con quello dell'ultimo anno di università.

Giustino Zulli

Chieti, 17 febbraio 2012

 

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