| Il centrosinistra, l'UdC e i futuri scenari politici |
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| Politica | |||
| Scritto da Giustino Zulli | |||
| Venerdì 21 Ottobre 2011 16:00 | |||
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Nella nostra Regione, dopo l'intervista di De Laurentiis, abbiamo registrato le sprezzanti e arroganti dichiarazioni dei Piccone, Tancredi, Di Stefano ed altri che hanno cercato di declassare le giuste critiche alla giunta Chiodi ad aspirazioni, peraltro del tutto legittime anche se premature, a future candidature alla Presidenza dell'Abruzzo. Certo, dovrebbero bastare queste sprezzanti esternazioni per far capire ai tanti dirigenti subalterni dell'UdC che essi sono considerati, dalle destre, semplici ruote di scorta del loro strapotere ma, purtroppo e almeno sino a questo momento, da parte di molti esponenti di questo partito, non è scattata la molla dell'orgoglio di appartenenza ma solo la voglia di assogliolatizzarsi sul PdL. Anche in alcuni interventi di importanti esponenti del centrosinistra mi è sembrato di capire che più che sui contenuti si sia fatto riferimento, a mio giudizio sbagliando, al contenitore, dimenticando che da oggi al 2013 ci saranno alcuni appuntamenti elettorali che potrebbero, almeno mi auguro, contribuire a chiarire la situazione. Si voterà, infatti, a Montesilvano, a L'Aquila e ci saranno le elezioni politiche che potrebbero essere anche anticipate vista la situazione nazionale e poi quelle dell'Abruzzo ed a me sembra, obiettivamente, discutibile giocare al Toto-Presidente perché, con queste elezioni, molte cose potrebbero cambiare e alleanze ritenute sino a ieri improponibili, potrebbero realizzarsi e altre potrebbero liquefarsi. In politica, mai dire mai. Ho fatto, precedentemente, riferimento alle recenti elezioni regionali molisane nelle quali l'UdC, con i suoi 12.193 voti, ha contribuito a riconsegnare, come aveva fatto prima in Piemonte, la Regione alle destre che hanno vinto anche grazie al movimento 5 stelle di Beppe Grillo, non a caso definito dallo stesso Silvio Berlusconi “il suo migliore alleato per battere le sinistre”. Tutto questo mio ragionamento per dire cosa? Che prima di parlare di possibili alleanze, bisognerebbe discutere delle cose concrete da proporre agli elettori. Ad esempio: chi si candida a sostituire Chiodi, quale sistema sanitartio ha in mente? Sui temi dell'acqua cosa pensa? E quali idee ha sul rilancio di una robusta politica industriale capace di dare occupazione in settori produttivi che pure esistono in Abruzzo? E cosa si intende concretamente fare per venire incontro alle legittime esigenze del mondo delle piccole e medie imprese, vera struttura portante della nostra economia? Come si immagina di ricostruire L'Aquila? A quali imprese saranno affidati i lavori? Su questi e altri temi, almeno a mio avviso, si faranno le alleanze possibili sconfiggendo tatticismi e, perché no?, personalismi sempre in agguato e facendo trionfare la nobiltà della politica che deve tornare ad essere l'arte della soluzione possibile dei problemi esistenti, non del mercanteggiamento ai livelli più bassi. E poi, aggiungo, bisognerà tentare di coinvolgere gli abruzzesi che dovranno essere chiamati, in prima persona, ad impegnarsi in questa civile battaglia per la rinascita della Regione. Le premesse non mancano: i recenti risultati positivi di Napoli, Milano, Vasto, Lanciano, Francavilla dimostrano che l'invincibile armata berlusconiana può essere sconfitta. Si tratta di scegliere pochi ma selettivi obiettivi e, solo dopo, con le primarie, scegliere il candidato migliore per vincere la sfida, certo difficile ma non impossibile, di rimotivare quel 40% di elettori che secondo tutti i più recenti sondaggi, che vanno sempre presi con le dovute precauzioni,oggi dicono di essere tentati dal non voto. Giustino Zulli, direzione provinciale Pd Chieti Chieti, 21ottobre 2011
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Dall'intervista di Rodolfo De Laurentiis, già deputato UdC e attualmente influente componente del CdA della RAI a “Il Centro” di sabato 8 ottobre, non sono trascorsi solo 14 giorni: c'è stata anche una elezione regionale nel Molise che, secondo me, ha mandato in frantumi molte ipotesi di possibili alleanze fatte a tavolino tra UdC e gli attuali partiti che, come l'UdC a livello nazionale, si stanno opponendo con forza al governo Berlusconi, tenuto artificialmente in vita da 51 voti di fiducia, dall'acquisto al mercato della politica di parlamentari eletti con il centrosinistra e da promozioni varie a ministro, viceministro e sottosegretario di persone che, nei partiti di provenienza, non sarebbero state in grado di essere nemmeno segretari di sezione e che, con le parole “dignità” e “coerenza” non hanno proprio nulla a che fare.




