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Nel 2013, a destra, ne vedremo di cotte e di crude PDF Stampa E-mail
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Politica
Scritto da Giustino Zulli   
Mercoledì 30 Novembre 2011 12:26

giustinozulliNon sono appassionato di dietrologia ma penso che diverse questioni (tra le quali quella verificatasi nel corso dell'ultima riunione del Consiglio comunale, sospesa per l'ennesima mancanza del numero legale che comunque costerà ai contribuenti teatini qualcosina) scritte recentemente da Roberto Di Monte, non siano lontane dal vero.

E' fuori dubbio che tra alcuni esponenti di destra, che hanno ruoli istituzionali ai vari livelli, sia iniziata una guerra sotterranea per meglio posizionarsi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che ci saranno nella primavera del 2013, non tra tre anni perché il governo presieduto dal prof. Mario Monti dovrà traghettare il nostro Paese sino a quella data e, a quanto ne so, non sono previste proroghe.

Se tutto andrà, come io mi auguro, secondo i percorsi già tracciati nel momento in cui è stato deciso di fare un governo di tecnici comunque sostenuto da un voto politico del Parlamento, tra 16 mesi la politica tornerà a svolgere, giustamente, il suo ruolo fondamentale.

Sarà la scadenza elettorale, almeno secondo me, a ridefinire amicizie, alleanze e cordate nei partiti.

Non so se si riuscirà a mandare in pensione il famigerato “porcellum” del leghista Calderoli ma, anche per le firme raccolte per il referendum, ho fondati motivi per credere che, nelle prossime elezioni, torneremo a sceglierci il parlamentare di nostra fiducia, non quello nominato dalle segreterie dei partiti.

Poiché saranno di nuovo gli elettori a scegliere, bisogna sin da ora posizionarsi per poter essere votati.

Ora, secondo gli ultimi sondaggi, da prendere sempre con le dovute precauzioni perché c'è ancora un alto numero di indecisi che, paradossalmente, alla fine potrebbero recarsi alle urne e decidere, il PdL sarebbe in caduta libera.

Da oltre il 37% del 2008, oggi è dato a meno del 24% e se il governo Monti, con scelte politiche e non tecniche, riuscirà a risolvere, con equità e rigore, alcuni problemi lasciatici in pesante eredità dal governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Scilipoti (di cui tra poco non si ricorderà nessuno così come nessuno ricorda più Rossi e Turigliatto che fecero cadere il governo Prodi) tassando, ad esempio, i patrimoni di quel 10% della popolazione italiana che possiede il 60% della ricchezza, usciremo dal baratro e molto probabilmente le destre perderanno ancora consensi.

Ora, tenendo conto che l'attuale Sindaco di Chieti, l'assessore regionale all'agricoltura, il senatore sono sì del PdL ma tutti provenienti dal movimento giovanile fascista e da AN, penso che i pidiellini berlusconiani della prima ora, che già mal sopportano di essere costretti a fare i semplici gregari ad alcun i di questi personaggi arroganti e supponenti, faranno di tutto per riconquistare le posizioni perdute in precedenza per ripartizioni decise a livello nazionale.

Del resto non è forse vero che dopo la cacciata di Fini dal Pdl e la formazione di Fli, in molti vogliono rimettere in discussione il famoso rapporto 70-30 deciso a tavolino al momento della confluenza di AN nel Pdl?

Quindi, penso che da oggi sino alle elezioni della primavera del 2013 ne vedremo di cotte e di crude.

Quando si tornerà a votare, credo molto probabile che i Razzi, Scilipoti, Calearo e tutti i voltagabbana che hanno salvato il governo Berlusconi con la fiducia votata il 14 dicembre 2010, confermando senza arrossire di vergogna che la leggiadra signorina marocchina Karima El Mahroug, meglio conosciuta come 'Ruby rubacuori' fosse effettivamente la nipotina del deposto despota egiziano Mubarak, non saranno ricandidati perché chi ha tradito una volta...

Pertanto, all'interno del PdL, si scateneranno guerre senza esclusione di colpi e ritengo che anche in periferia ne vedremo delle belle.

Inquadro in questa ottica quanto si sta verificando, da qualche tempo, all'interno del PdL di Chieti.

E' verissimo, come ha scritto Di Monte, che tra Di Primio e chi lo sostiene in Consiglio comunale, c'è un abisso e questo è dovuto, almeno a mio avviso, alla lunga militanza in un partito strutturato qual era il Msi e prima al suo movimento giovanile. Molti altri sono approdati alla politica in seguito alla famosa discesa in campo di Silvio Berlusconi che ha imposto il partito fondato sulla figura carismatica del leader che, se può essere spesa a livello nazionale, a livello locale fa solo ridere con tanti berluschini che cercano, goffamente, di imitare il Capo Supremo.

Ma questa leadership sta dando fastidio a molti che non vedono l'ora di presentare il conto.

E quale migliore occasione se non le prossime elezioni politiche?

 

Giustino Zulli

 

Chieti, 30 novembre 2011

 

 

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