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Politica
Scritto da Giustino Zulli   
Giovedì 16 Febbraio 2012 18:42

giustino zulliIl Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, inaugurando oggi l'anno giudiziario 2012 ha, tra l'altro, parlato di illegalità, corruzione, malaffare, che sono “fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese, le cui dimensioni sono, presumibilmente, di gran lunga superiori a quelle che vengono, faticosamente, alla luce”.

Oltre alla corruzione e al malaffare c'è, tanto per non farci mancare niente, anche l'infedeltà fiscale che vede evadere l'Iva al 36%. In parole povere, il Presidente Giampaolino ci ha ricordato ancora una volta che senza questi fenomeni malavitosi, a quanto pare visti con molta simpatia da molti italiani, il nostro sarebbe un Paese molto diverso, più ricco, più giusto, più solidale.

Si stimano, ad esempio, in 70-80 miliardi di euro l'anno i costi della corruzione. Se a questi aggiungiamo i tanti ( che dice 170, chi 200, chi 230, chi, addirittura, 270 miliardi di euro l'anno) che vengono evasi da quel 10% di italiani che possiede, secondo i dati della Banca d'Italia, il 50% della ricchezza nazionale, si capisce perché ogni anno siamo costretti a fare tantissimi sacrifici con le varie manovre 'lacrime e sangue'.

Ora però, almeno a mio avviso, oltre alla giusta rabbia, dovrebbe scattare anche una salutare amarezza capace di farci cambiare vecchi orientamenti proprio sul tema delle tante evasioni.

Oggi è il 16 febbraio 2012, vigilia di quel 17 febbraio del 1992 che, con l'arresto del 'mariuolo'- come lo definì l'allora potentissimo Bettino Craxi- Mario Chiesa ( capo di quel Pio Albergo Trivulsio della 'Milano da bere' tornato prepotentemente alla ribalta della cronaca ancora una volta per corruzione e malaffare) che chiedeva ed otteneva tangenti a gò-gò, scoperchiò la maleodorante pentola delle ruberie che si svolgevano all'ombra della Madonnina.

Ci fu il periodo di 'Mani pulite', quello degli arresti eccellenti, la decapitazione di alcuni partiti con gli arresti dei loro capi con la conseguente scomparsa dalla scena politica di partiti storici quali la Dc, il Psi, Psdi, Pli, Pri ecc.

In molti abbiamo sperato che iniziasse un periodo nuovo fondato, innanzitutto, sull'onestà degli amministratori pubblici.

Ma le cose, purtroppo, non sono andate, nei vent'anni successivi, in questa direzione.

Anzi!

Si sono affinate le tecniche della corruzione, il vecchio ceto politico è stato sostituito da altri esponenti ancor più famelici, i vecchi partiti sono stati sostituiti da un partito, Forza Italia, sorto in tre mesi, che ha dato vita ad un fenomeno nuovo, il 'berlusconismo', su cui riflettono sociologi, analisti politici, studiosi dei fenomeni politici ecc.

******

In questi ultimi giorni, in occasione del ventennale di 'Mani pulite', ci sono stati diversi dibattiti ospitati dai vari programmi televisivi di approfondimento, sono stati pubblicati diversi libri e molti quotidiani hanno fatto inchieste per cercare di capire perché, in questi 20 anni, le cose sono addirittura peggiorate.

A me ha colpito, in modo davvero particolare, una affermazione fatta da Gherardo Colombo (assieme a Piercamillo Davigo, Antonio Di Pietro e Gerardo D'Ambrosio componente del pool coordinato dall'allora procuratore capo Francesco Saverio Borrelli) che ha spiegato i motivi per i quali, dopo l'iniziale consenso di massa, quei giudici hanno avuto un impressionante calo di popolarità e condivisione del loro operato.

All'inizio, ha detto in sostanza Colombo, in ciò condividendo analoghe affermazioni di un altro magistrato di punta, Giancarlo Caselli, siamo stati osannati perché abbiamo toccato i piani alti, quelli dei personaggi famosi, ricchissimi e forse per questo anche odiati.

Poi, quando abbiamo allargato le nostre indagini scoprendo anche le malefatte dei vigili urbani che facevano la spesa dimenticandosi di pagare il conto o chiudevano un occhio, in cambio di soldi, sulle multe, dei marescialli che prendevano mazzette per evitare il servizio militare a chi pagava, gli ispettori del lavoro che non denunciavano le tante irregolarità nei cantieri e in altri posti di lavoro dove si continuava ad avere infortuni a volte anche mortali ecc. siamo stati 'rigettati'.

Ai concetti, condivisibili, di Colombo, io aggiungo che l'aver votato l'uomo più ricco d'Italia a Presidente del Consiglio che si è fatto fare leggi 'ad personam' regolarmente approvati dai suoi deputati e senatori, l'aver fatto approvare leggi che hanno depenalizzato il reato di falso in bilancio, l'aver spronato a non pagare le tasse ed altro, fanno parte del pantano in cui ci troviamo ora.

E sono anche molto convinto che, per venirne fuori, saranno purtroppo necessari altri anni di duri sacrifici, di tante altre lacrime e sangue.

Almeno sino a quando tutti i furbacchioni e disonesti con ville al mare e in montagna,yacht e aerei personali e altri simboli di una sfacciata ricchezza accumulata non per capacità o meriti, di fronte ai quali mi toglierei tanto di cappello, ma imbrogliando e non pagando le tasse dovute, saranno costretti a rispettare la nostra Costituzione che chiede a tutti di pagare le tasse in proporzione ai reali guadagni, non a quelli che vengono imboscati anche grazie a commercialisti ed avvocati dalle parcelle miliardarie che, genuflettendosi davanti all'onnipotente Dio Denaro, hanno venduto al diavolo la loro anima, se mai ne hanno avuto una.

Giustino Zulli

Chieti 16 febbraio 2012

 

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