| Iacobitti e Marzoli: avanti così |
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| Politica | |||
| Scritto da Giustino Zulli | |||
| Martedì 21 Febbraio 2012 14:14 | |||
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Non sono abituato ad interloquire su polemiche fatte da altri ma, poiché leggo i continui, torrenziali, confusi e arroganti comunicati dell'assessore regionale Mauro Febbo, vorrei cogliere l'occasione, visto che gonfia il petto per i tanti ruoli che ha svolto, per ricordargli che quelli sotto l'amministrazione Cucullo gli sono stati dati solo per militanza di partito, non essendosi mai candidato, a mia memoria, al Consiglio comunale; che a Presidente della Giunta provinciale è stato eletto in quanto esponente di una coalizione di destra e che, se non ci fosse stata la brutta vicenda del 14 luglio 2008, con l'arresto e la conseguente decapitazione della giunta Del Turco- che a quasi 4 anni di distanza non ancora viene chiarita- e quelle che hanno interessato i Comuni di Montesilvano e Pescara, le cose sarebbero andate molto diversamente. Ma, perché Mauro Febbo sente l'esigenza di salire spesso in cattedra e bacchettare tutti, in ciò esautorando anche il Sindaco della città , trattato alla stregua del ragazzo di bottega? A mio giudizio lo fa perché si rende perfettamente conto che gli sta franando la terra sotto i piedi, che i bei tempi andati di un PdL trionfante sono finiti ed è iniziata la corsa per i riposizionamenti per le prossime competizioni elettorali e si cerca, oscurando, per esempio, il Sindaco di Chieti Di Primio che potrebbe nutrire legittime aspirazioni, dopo quasi un quarto di secolo passato sui banchi del Comune, per altri livelli istituzionali quali la Regione, visto che il Senato è già occupato. Il rag. Febbo è uno che i conti li sa fare benissimo: il PdL è in caduta libera. Secondo tutti i sondaggi, dal 35% del 2008 ora è al 22% e, forse, la discesa non è finita. Le ultime elezioni in grandi città (Milano, Torino, Napoli, Cagliari ecc.) hanno visto prevalere Sindaci di centrosinistra. In Provincia di Chieti, con Febbo coordinatore del PdL, a Lanciano, Vasto e Francavilla le elezioni sono state vinte dal centrosinistra. Dove si voterà nella prossima primavera (S. Salvo, Atessa, Ortona ecc.) la destra potrebbe essere ancora sconfitta determinando possibili ulteriori arretramenti dei consensi elettorali che potrebbero far diminuire la rappresentanza delle destre al prossimo Consiglio regionale. In questo quadro io inserisco il frenetico attivismo di Mauro Febbo al quale, visto che è sempre pronto ad attaccare ricordandosi, forse, che è la migliore difesa, ripropongo sempre la stessa domanda che gli faccio da quasi un anno. Bacchettando il Vescovo di Chieti Bruno Forte e dicendo di avere ricevuto, per questo, tanti consensi da parte di molti preti dei quali non ha mai fatto i nomi perché probabilmente inesistenti, gli ha ricordato che lui, Mauro Febbo, da buon cattolico, avrebbe votato contro l'introduzione di due leggi di civiltà quali il divorzio e l'aborto. Gli ho chiesto più volte, essendo nato il 5 ottobre 1958, come abbia potuto votare contro il divorzio - referendum del 12 e 13 maggio 1974- quando, se non ho fatto male i conti, aveva 15 anni, 6 mesi e 7 giorni. E' stata forse votata una legge "ad Febbum"? Visto che è sempre così puntiglioso, chiedo ancora una volta una risposta, comunicando che sino a quando non si scuserà per questa colossale menzogna, io insisterò.
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Vorrei, pubblicamente, da iscritto al Pd, congratularmi con Enrico Iacobitti, Alessandro Marzoli e tutti gli altri consiglieri comunali, tra i quali Luigi Febo e il capogruppo Alessio Di Iorio, che, dimostrando di studiare i documenti contabili e tutto ciò che riguarda l'amministrazione di cui fanno parte, incalzano Sindaco, assessori e tutti i dirigenti politici del PdL ai vari livelli inchiodandoli alle loro pesanti e gravi responsabilità e colgo l'occasione per sollecitare,
nuovamente, tutti i precedenti esponenti del centrosinistra che hanno governato Chieti dal 2005 al 2010, a partire dall'ex Sindaco Francesco Ricci, Valter De Cesare ed altri, a rispondere colpo su colpo a tutti gli attacchi che ricevono dagli attuali amministratori di destra, se non altro per un fatto di orgoglio militante.




