| Il maestro Sergio Rendine, direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, annuncia la Settimana Mozartiana di Palermo e in un’intervista parla dei suoi rapporti con i politici di Chieti. |
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| Cultura | |||
| Scritto da Associazione Amici di Sergio Rendine | |||
| Giovedì 07 Luglio 2011 22:52 | |||
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Sergio Rendine, per oltre dieci anni alla guida artistica del Teatro Marrucino di Chieti, è dall’aprile scorso il nuovo Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, una delle tre maggiori orchestre sinfoniche italiane, insieme con l’Orchestra Nazionale della Rai e l’Orchestra di Santa Cecilia. Nel corso della recente conferenza stampa di presentazione del programma della stagione 2011-2012 della prestigiosa istituzione musicale siciliana, il maestro Rendine ha annunciato lo svolgimento di una “Settimana Mozartiana”, dall’11 al 17 settembre prossimo, nelle piazze del centro storico di Palermo. È la prima volta che nella città siciliana si svolge una manifestazione estiva, all’aperto, dedicata al grande compositore salisburghese. «Sono sicuro –ha dichiarato il maestro Rendine- che i palermitani e le migliaia di turisti che visitano la città saranno piacevolmente sorpresi ed entusiasti di questa manifestazione». Sergio Rendine ha voluto mettere anche un po’ d’Abruzzo nel programma della Settimana Mozartiana di Palermo: il 12, 14 e 16 settembre gli attori abruzzesi Domenico Galasso e Myriam Di Nardo metteranno in scena “Io, Mozart e le italiane”, una pièce teatrale scritta da Francesco Di Vincenzo, la cui “prima” c’è stata lo scorso 3 maggio all’Auditorium Flaiano di Pescara. In un’intervista che uscirà sul prossimo numero della rivista “Vario”, in edicola sabato 9 luglio, Sergio Rendine torna sui suoi rapporti con Chieti e con i politici chietini. Pubblichiamo qui di seguito un ampio stralcio dell’intervista. Lei è stato direttore artistico del Teatro Marrucino per oltre dieci anni. Con Chieti ha avuto un rapporto molto intenso… «”Intenso” è termine impegnativo eppure inadeguato nel mio caso. Ho dato l’anima a quella città e al suo teatro, dedicando le mie energie, le mie capacità professionali ed artistiche, al rilancio e alla crescita del Marrucino. Ho realizzato stagioni liriche e sinfoniche da grande teatro, creando dal nulla una validissima orchestra di giovani musicisti abruzzesi. Ho inventato la Settimana Mozartiana, che dopo pochi anni è diventata l’evento culturale di maggior spicco in Abruzzo. Ho portato a Chieti grandissimi artisti come Riccardo Muti, Josè Carreras, Rajna Kabaiwanska, Massimo de Bernart, Mischa Maisky, Uto Ughi, Alberto Zedda, Salvatore Accardo, Michele Campanella, Gianluigi Gelmetti, Giorgio Carnini, Cecilia Gasdia, Lindsay Kemp. Molti di loro, Riccardo Muti ad esempio, vennero gratis, per stima e amicizia nei miei confronti». Si dice che anche lei, per molti anni, abbia lavorato al Marrucino senza prendere una lira. È vero o è una leggenda metropolitana? «È vero. Per sei anni ho lavorato gratuitamente. Ma non voglio menarne vanto: quando si insegue un sogno ogni sacrificio “è lieve al cor”, come dice il poeta». Un sogno. Quale? «Fare del piccolo Marrucino della piccola Chieti un grande teatro». Ci è riuscito? «Parlano i fatti. Nel 2001 una legge della Regione Abruzzo proclamò il Marrucino “Teatro lirico regionale”, con un contributo annuo superiore al milione di euro; nel 2003 arrivò il riconoscimento ministeriale di “Teatro di tradizione”; nel 2007 diedi vita e avviai la realizzazione di uno straordinario progetto: la Rete abruzzese dello spettacolo, facendo di tutti i teatri abruzzesi un unico circuito per le produzioni lirico-sinfoniche del Marrucino. Un bacino di pubblico da fare invidia alle maggiori realtà metropolitane del nostro paese. Un’iniziativa rivoluzionaria, che l’ostilità dei politici non mi consentì di gestire fino alla fine, costringendomi alle dimissioni». Quali politici? «Lasciamo perdere. Dico solo che non ho mai conosciuto tanta incultura e tanta meschinità come in taluni politici di Chieti». Di destra o di sinistra? «L’ignoranza e la piccineria dei comportamenti a Chieti sono perfettamente trasversali». Eppure, un anno fa, dopo la riconquista del Comune, la destra annunciò il suo ritorno alla direzione artistica del Marrucino… «Sì, nell’immediato mi chiesero di organizzare la Settimana Mozartiana. Lo feci con l’entusiasmo , la professionalità e il successo di sempre. Senza prendere un centesimo, tanto per cambiare». E poi, cos’è successo? Perché la destra cambiò idea? «Non l’ho mai saputo, nessuno mi ha mai comunicato alcuna decisione. Posso solo avanzare qualche ipotesi». Ad esempio? «A Chieti, cosa mai successa prima, né con Cucullo né con il pur disastroso Ricci, il potere politico ha deciso di gestire e controllare direttamente e minutamente ogni aspetto della vita del teatro, non solo quello amministrativo, com’è giusto, ma anche le questioni che, per loro natura, richiederebbero competenze e professionalità specifiche, artistiche e tecniche. Avere tra i piedi uno con la mia esperienza e competenza dava fastidio, evidentemente». Lei parla di “potere politico” ma intende il senatore Di Stefano, vero? «Beh, il senatore ha chiesto e ottenuto la delega al Teatro Marrucino, quindi…». E il senatore l’ha mai cercata? «Dal novembre 2010 in poi, mai». Associazione Facebook Amici di Sergio Rendine www.facebook.com/sergiorendine
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