| A Casalincontrada un impianto di recupero imballaggi |
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| Scritto da Massimo Di Cintio | |||
| Sabato 28 Maggio 2011 00:36 | |||
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Dalla lavorazione meccanica di plastiche, legno, ferro, alluminio, carta, cartone, nasceranno “materie prime seconde” per l’industria. Primo in Italia, per dimensioni e caratteristiche occuperà circa 70 lavoratori, 50 in mobilità dalla Burgo. È stato presentato oggi, venerdì 27 maggio alle ore 10,30 nella sala rossa della Camera di Commercio di Chieti, via F.lli Pomilio a Chieti Scalo, il progetto per la costruzione di un impianto per il recupero degli imballaggi in località Brecciarola del comune di Casalincontrada. L’incontro si è reso opportuno per fare chiarezza sulle caratteristiche tecniche del progetto definitivo – attualmente al vaglio degli organismi regionali per la verifica di assoggettabilità di impatto ambientale – che nelle scorse settimane è stato oggetto di numerosi interventi che hanno coinvolto rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini dell’area che coinvolge i comuni di Chieti, Casalincontrada e Manoppello, preoccupati delle possibili conseguenze derivanti dalle lavorazioni che potrebbero essere effettuate all’interno dell’impianto. Il progetto è stato promosso dalla società Edilizia Colonnetta (impresa di costruzioni, titolare del sito) e dalla Cooperativa Area specializzata in ricerca e sviluppo e che da anni si sta occupando delle possibilità dI ricollocazione delle maestranze dello stabilimento Burgo. L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità sotto molti profili, primo tra tutti quello socio-economico, visto che a regime impiegherà circa 70 lavoratori in mobilità, 50 dei quali provenienti dalla ex Burgo che per gran parte hanno già aderito al progetto. L'impianto infatti sarà gestito attraverso la costituzione di una nuova Cooperativa composta in gran parte da soci lavoratori provenienti dalla mobilità, soluzione che darà la particolare possibilità ai lavoratori di capitalizzare, dalla data di assunzione, gli importi residui derivanti dalla mobilità. Notevole la rilevanza anche sotto il profilo ambientale, se consideriamo che, oltre a essere oggi l’unica realtà innovativa nel settore in Abruzzo è comunque tra le primissime attività nel suo genere in Italia, senza contare che andrebbe a inserirsi nel sistema abruzzese di riciclo dei rifiuti, colmando la cronica carenza delle strutture di recupero di imballaggi che, anziché finire in discarica, possono essere ulteriormente utilizzati dall’industria. L’impianto nascerà su un’area di circa 28,500 mq. di proprietà della società Edilizia Colonnetta in località via Fosso Taverna di Casalincontrada che ricade nel sottoambito destinato ad “Attività Artigianali Industriali”. Avrà una superficie coperta di 19,200 mq. mentre altri 900 mq. saranno adibiti a uffici amministrativi e ulteriori 3100 mq. sono stati ceduti al Comune di Casalincontrada per attività artigianali, anche potenzialmente legate alla filiera degli imballaggi. L’operazione prevede un investimento complessivo di circa 25,5 milioni di euro e dal momento della concessione di tutti gli atti autorizzativi per l’avvio a pieno regime saranno necessari 12/16 mesi per l’avvio delle attività. L’impianto, rappresenterà una piattaforma polivalente in grado di valorizzare tutte le tipologie di imballaggi e di scarti quali plastiche morbide e dure, legno, ferro, alluminio, carta, cartone. Gli imballaggi verranno trattati esclusivamente con procedimenti meccanici per recuperare gli scarti e generare materie prime "seconde", prodotti combustibili (CDR – CDRQ) utilizzando materiale di scarto non diversamente utilizzabili. A esclusione dello scarto di questa lavorazione effettuata all'interno dell'impianto, tutta la produzione sarà commercializzata a terze industrie e nulla di quanto prodotto sarà utilizzato all'interno del costruendo opificio. Per il suo funzionamento, l'impianto utilizzerà l'energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico di circa 1,5 MW di potenza installata, posizionato sul tetto della superficie coperta. Come riportato nel Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 recante “Norme in materia ambientale” l’impianto tratterà le seguenti categorie di prodotti: - imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata); - rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (selezione, triturazione, compattazione, riduzione in pellet). Per imballaggi si intende il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo. Gli imballaggi dunque sono riconducibili in: - imballaggio per la vendita o imballaggio primario; - imballaggio multiplo o imballaggio secondario; - imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario; - rifiuto di imballaggio. I parametri dell’impianto:Portata totale: 200 mila ton Portata ora linea di cernita: 15 – 18 ton Portata ora linea CDR: 10 – 12 ton Turni di lavoro: 3 (compreso sabato) Giorni di lavoro: 300 giorni (compreso un giorno a settimana per attività di manutenzione programmata) Fornitori dell’impianto potranno essere i Consorzi di Filiera del sistema CONAI, gli Enti Locali, le imprese del territorio anche quelle che svolgono attività di raccolta di rifiuti speciali non pericolosi. Tra i potenziali clienti ci saranno l’industria cartaria, l’industria del pannello, i produttori di alluminio e le fonderie, oltre che vari produttori di imballaggi e/o materiale plastico, produttori di energia da biomassa legnosa, CDR e CDRQ. Alla conferenza stampa partecipato il sindaco di Casalincontrada Concetta Di Luzio, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il presidente della Cooperativa Area Romeo Battistelli, il segretario nazionale dell’Acai Consumatori Lorenzo Cesarone, il portavoce della Rsu Burgo Giancamillo Marrone. “Pur comprendendo i timori, peraltro derivanti derivanti dalla scarsa o errata conoscenza del progetto definitivo portato all’approvazione della Regione Abruzzo, vogliamo tranquillizzare i cittadini di Casalincontrada e del circondario – ha esordito il sindaco Concetta Di Luzio –sulla assoluta mancanza di pericoli attuali e futuri per l’ambiente e per la salute in conseguenza di un’opera che nel rappresentare un valore socio-economico per la nostra comunità. Attiveremo un sistema di informazione periodica sullo stato di avanzamento e attiveremo ogni strumento per rispondere in maniera chiara e trasparente ai quesiti dei cittadini e per raccogliere suggerimenti e proposte, e favoriremo la costituzione di una Commissione di controllo e garanzia”. “L’impianto è assolutamente all’avanguardia a livello nazionale – ha spiegato Romeo Battistelli, presidente della cooperativa Area promotore dell’iniziativa insieme alla società Edilizia Colonnetta – e contribuirà positivamente allo sviluppo del territorio in tre direzioni: anzitutto verso le istituzioni per facilitare il raggiungimento degli obiettivi imposti dall’Unione europea agli enti locali per la raccolta differenziata nella quale sia l’Italia ma soprattutto l’Abruzzo sono in incredibile ritardo; verso l’ambiente di una regione che ha fatto di questo tema il suo cavallo di battaglia, facilitando il sistema di gestione dei rifiuti, non solo sottraendo alle discariche una quota importante di prodotti di scarto ma anche recuperandoli a fini nuovamente produttivi da parte dell’industria, passando dall’attuale 35/40% all’80/90% con beneficio sia sui consumi di energia e sia sulla capienza dei siti di smaltimento; infine, verso l’economia locale, generando occupazione in un‘area dove la chiusura di numerosi stabilimenti ha reso preoccupante la condizione sociale di molte famiglie, attraverso il riassorbimento di lavoratori in mobilità”. Lorenzo Cesarone, segretario nazionale di Acai Consumatori e rappresentante anche del comitato cittadino ha aggiunto: “Progetti di questa importanza possono nascere solo dalla scelta condivisa delle istituzioni e delle parti sociali. Dopo aver valutato attentamente il progetto presentato alla Regione Abruzzo, sottopostoci con la massima trasparenza dai promotori, abbiamo la convinzione che si tratti di un impianto che non porterà pericoli per la salute dei cittadini e per l’ambiente, per quanto arrivi a incidere in maniera notevole in una zona nella quale vi sono numerose attività agricole e di un qualche pregio ambientale. Contribuiremo sicuramente a migliorare il progetto attraverso alcune osservazioni ma non continueremo il nostro compito di controllo in ogni fase antecedente e successiva alla messa in funzione dell’impianto al fine di verificare la piena sostenibilità dell’impianto e in questa direzione accettiamo di buon grado la proposta di creare una Commissione di controllo e di garanzia”. Soddisfatti anche i lavoratori della Rsu Burgo: “Abbiamo creduto sin dall’inizio in maniera convinta e determinata alla bontà dell’iniziativa e lo dimostra il fatto che abbiamo già raggiunto il numero degli aderenti alla Cooperativa – ha spiegato il portavoce della Rsu Burgo Giancamillo Marrone – dimostrando coraggio anche nel rinunciare ai benefici derivanti dagli ammortizzatori sociali”. Deciso e chiarificatore contro ogni tentativo di strumentalizzazione, l’intervento del Sindaco di Chieti Umberto Di Primio: “Molti mi avevano addirittura sconsigliato di intervenire a questo incontro – ha detto il sindaco – ma io ritengo che invece che solo conoscendo a fondo le questioni si possono affrontare e risolvere. Ritengo che questo deve essere l’atteggiamento di tutti verso questa opera: anziché alzare barriere preconcette, è necessario trovare solidarietà vera tra le istituzioni, i sindacati dei lavoratori e quelle dei cittadini, dimostrando anch’essi la serietà, il coraggio e la decisione che hanno mostrato i lavoratori nel credere e aderire al progetto”.
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Commenti
Notevole la rilevanza anche sotto il profilo ambientale, …... andrebbe a inserirsi nel sistema abruzzese di riciclo dei rifiuti, colmando la cronica carenza delle strutture di recupero di imballaggi che, anziché finire in discarica, possono essere ulteriormente utilizzati dall’industria.
(Ricordiamo che Chieti è sede di numerosi impianti di trattamento rifiuti, non ultimo quello di Casoni, che sta creando non pochi disagi ai residenti)
L’impianto, rappresenterà una piattaforma polivalente in grado di valorizzare tutte le tipologie di imballaggi e di scarti quali plastiche morbide e dure, legno, ferro, alluminio, carta, cartone.
(Di nuovo e ancora la parola “valorizzazione ”, più volte abusata nel suo significato)
Gli imballaggi verranno trattati esclusivamente con procedimenti meccanici per recuperare gli scarti e generare materie prime "seconde", prodotti combustibili (CDR – CDRQ) utilizzando materiale di scarto non diversamente utilizzabili.
(Di nuovo il CDR, il combustibile da rifiuto, utilizzato negli inceneritori e impianti similari. Di “procedimenti meccanici”, invece, ne abbiamo un esempio sempre a Casoni....)
A esclusione dello scarto di questa lavorazione effettuata all'interno dell'impianto, tutta la produzione sarà commercializzat a a terze industrie e nulla di quanto prodotto sarà utilizzato all'interno del costruendo opificio.
(Non si risponde, però, al problema del traffico generato dall'impianto, sicuramente di impatto sulla salute dei cittadini.)
Tra i potenziali clienti ci saranno l’industria cartaria, l’industria del pannello, i produttori di alluminio e le fonderie, oltre che vari produttori di imballaggi e/o materiale plastico, produttori di energia da biomassa legnosa, CDR e CDRQ.
(e ancora il CDR... Non sarebbe meglio utilizzare questi "scarti" per usi più ecologici? - vedi modello Vedelago)
Siamo stanchi di ascoltare che questi impianti sono “buoni, belli e bravi”, per poi avere sgradite “sorprese” una volta costruiti... Casoni insegna...
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