| Lavino: un Parco da valorizzare |
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| La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento | |||
| Scritto da Giustino Zulli | |||
| Sabato 20 Agosto 2011 08:36 | |||
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E' il caso, almeno a mio avviso, del Parco delle sorgenti sulfuree del fiume Lavino, a Scafa, a pochi km da Chieti e Pescara. Un'oasi di verde, pace e tranquillità, ottimamente curato dai volontari di Legambiente che provvedono a tenerlo pulito perché anche in questi posti, dove si presuppone si rechino coloro che amano la natura, purtroppo la cattiva abitudine di lasciare in giro bottiglie di plastica, pacchetti vuoti di sigarette e mozziconi è dura da sconfiggere, anche se ci sono gli appositi contenitori. Come è scritto in un dépliant, il Parco “è immerso in un verde ancora inviolato dove il tempo scorre silenzioso, interrotto solo dal canto degli uccelli e dallo scroscio dell'acqua che si incanala celere in chiuse e dighe, fino a giungere nei pressi di antichi mulini in pietra e centrali idroelettriche”. All'interno del Parco c'è un chiosco per la vendita di bevande, gelati, caffè. Per gli amanti del barbecue ci sono piccole aree attrezzate ma è possibile portarsi piccole fornacelle da campeggio. Ci sono i servizi igienici, puliti, i tavoli per il picnic e i giochi per bambini (scivoli, altalene ecc.). Con i lettini da campeggio è possibile, dopo mangiato, fare anche ottimi sonnellini senza nemmeno essere disturbati dalle fastidiose mosche, presenti in numero accettabile. Un posto che vale la pena di visitare. Andrebbe, ripeto, pubblicizzato meglio con maggiore attenzione alla segnaletica e alla cartellonistica, a mio giudizio insufficiente. Nel Parco ci sono le sorgenti sulfuree: se posso permettermi un suggerimento agli amministratori del Comune di Scafa e ai responsabili di Legambiente, direi che bisognerebbe mettere, in bella evidenza, un cartello capace di spiegare se l'acqua sulfurea si può bere e quali sono le sue caratteristiche, con una analisi magari sottoscritta dalla Asl. Ricordo che quando andavo a Roma, prima che ci fosse l'autostrada, si passava da Rieti e Tivoli dove c'erano fontane di acqua sulfurea davanti alle quali c'era sempre molta gente in fila con bicchieri e bottiglie in mano. Le acque del fiume Lavino “discendono impetuose dalle viscere della Majella, abbracciano le rigeneranti acque sulfuree, dando vita ad un lago naturale”. Quando la temperatura, come in questi ultimi giorni, è elevata, viene voglia di bere quell'acqua. Ma si può? Rassicurare su questo aspetto, credo sia importante. Se dipendesse da me, poi, organizzerei visite guidate per le scuole elementari. Anche così si insegna alle nuove generazioni ad avere rispetto per la natura e ad amarla.
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La nostra regione, nulla togliendo alle altre che fanno parte del Paese più bello del mondo, ha dei posti meravigliosi, anche se non adeguatamente pubblicizzati.









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