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La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento
Scritto da AA.VV.   
Mercoledì 07 Settembre 2011 17:49

8 agosto 2011 Villa Pincione, primi collaudi della regione che preludono l'apertura della discarica di rifiuti inerti e rifiuti contenenti amianto, alle caratteristiche fissate dal D.Lgs n° 36/03, della società Meridionale Inerti - SMI Srl.

Lo sconcerto è tangibile tra i residenti della frazione che suo malgrado è costretta a vivere a ridosso della discarica.

L'amianto se pur diluito nelle matrici cementizie resta uno componente che genera giustificati timori. L'ennesima discarica in mezzo alle campagne ed alle abitazioni, dove i controlli saranno complicati per la stessa logistica, una discarica sopra un corso d'acqua perenne.

L'impianto è raggiungibile tramite una stradina dove a mala pena ci passano le macchine,

e presto sarà percorsa da  grandi mezzi ogni giorno aggiungendo disagio a disagio.

L'assessore Febbo e il senatore Di Stefano solo nel maggio 2010, in seguito ad una risoluzione urgente della regione del gennaio dello stesso anno, in pompa magna avevano preso il sommo impegno di stilare una legge regionale per impedire la riapertura della discarica in questione,  prima che l'iter amministrativo terminasse.

Nulla di questo è stato fatto, un tradimento nei confronti di centinaia di cittadini, poichè difatti l'iter amministrativo è terminato a luglio, e la legge "salva territorio" arriva solo ad agosto sotto pressione del consigliere di minoranza D'Alessandro.

Fabrizia Arduini dell WWF Zona Frentana e Costa Teatina fa notare la solerzia di questi 2 politici nel avversare il parco della Costa Teatina, o nel legiferare per una riapertura anticipata della caccia dell'assessore Febbo, evidentemente la tutela dei territori e quindi dei cittadini non interessa affatto.

Costruire discariche nelle campagne è una pratica barbara, siamo al paradosso, questa frammentazione di industrie e discariche dappertutto, ha già regalato a questa regione il 18% del territorio contaminato con ben 2.274 siti contaminati-dati Federambiente-.

Alessandro Seccia presidente comitato dei cittadini NADA ricorda al sindaco di Ortona Nicola Fratino che Il 30 Giugno 2011 facendo seguito alle richieste dei residenti è stata depositata, al Comune di Ortona, una nota (accompagnata da circa 130 firme di residenti) con la quale si chiedeva di riconfinare la strada comunale che va dall'incrocio di Villa Carlone alla discarica di proprietà della SMI in quanto non sussistono i requisti per la circolazione a doppio senso dei mezzi pesanti e con i quali gli agricoltori hanno timore ad incrociarsi visto che la strada presenta dei tratti davvero stretti.

Nessuna risposta dall'ente; ad agosto il Partito Democratico, pone un'interrogazione al Sindaco sulla questione prima del Consiglio Comunale, ma senza avere risposta immediata e tanto meno ad oggi.

Alessandro Seccia

presidente associazione NADA

Fabrizia Arduini referente

Ortona

WWF Zona Frentana Costa Teatina


Discarica di amianto a Villa Pincione -Ortona- Cronistoria


La vicenda ha inizio a fine anni '90, quando bisognava trovare una soluzione ai rifiuti generici depositati abusivamente nei punti meno visibili e fuori da ogni controllo nel territorio. L'amministrazione comunale, nel 1998, anche in virtù delle reiterate richieste da parte di associazioni ambientaliste, chiese alla società SMI proprietaria di una ex cava, di poterla adibire a discarica di inerti. Nel 1999 la società risponde favorevolmente alla realizzazione di una discarica di tipo 2A per materiale inerte tra cui eternit di copertura.

La prima autorizzazione arriva nel 2001, il Codice Europeo Rifiuti non identificava l'amianto come rifiuto pericoloso, ma gli effetti dannosi erano ben noti da vari anni. Il Sindaco di Ortona in carica, Gianfrancesco Puletti da l'autorizzazione. L'attività ha inizio nel 2003 e negli anni di attività sono stati depositati circa 60.000 mc. di eternit, ma quanto di questo volume provenisse dal territorio ortonese, è un mistero, i TIR in maggioranza avevano targhe straniere e del nord Italia, e le mille piccole discariche del territorio sono ancora tutte li, nascoste dalla vegetazione che negli anni è cresciuta, micidiali più che mai.

 

Nel 2002 il codice C.E.R. 17 06 05 identifica l'amianto come rifiuto pericoloso.

Il 2003 è l'anno in cui cambia la normativa relativa alle discariche, secondo la stessa il rifiuto pericoloso può essere conferito nelle discariche autorizzate prima della data di entrata in vigore del Decreto , fino al 16 Luglio 2005, successivamente deve essere monodedicata.

La domanda di adeguamento andava presentata entro sei mesi dall'entrata in vigore del Decreto Lgs 36/2003.

Facendo seguito ad un esposto, nel 2005 l' ARTA fece dei campionamenti e riscontrò delle anomalie anche in fase di gestione della discarica, l'ultimo sopralluogo l'Arta lo fece nel 2009 constatando visivamente, che tutto era immutato rispetto al 2005.

La SMI srl inizia le pratiche per la ripertura modificando da discarica contenete amianto a discarica VIA , che la S.M.I. ottiene nel 2009, le osservazioni presentate da WWF e Costambiente fatte a nome del Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, nonostante si basassero sullo Studio di Impatto Ambientale, furono ritenute non sufficienti poiché secondo la commissione VIA-Valutazione di Impatto Ambientale- si basavano sulla Sintesi non Tecnica.

Nasce l'associazione NADA, movimento di cittadini residenti che si oppongono alla discarica, che ha cominciato a dare fastidio a chi pensava di portare a segno la realizzazione di un progetto nella più totale tranquillità, purtroppo l'interesse del singolo prevale su quello collettivo, questa è storia dei nostri tempi.

L'ass. NADA organizza una manifestazione a ridosso di un Consiglio Regionale a Pescara, che vede la partecipazione di quasi tutta la frazione di Villa Pincione e il WWF Zona Frentana e Costa Teatina; in quella occasione la regione attraverso la RISOLUZIONE URGENTE votata all'unanimità dal Consiglio Regionale il 26 gennaio 2010, indicava tutti i problemi derivanti dalla discarica sancendo che non sussistevano le condizioni di fatto per consentire la apertura, problematiche che andavano dal corso d'acqua di Fosso Perillo, la vicinanza dell'acquedotto Del Verde, vicinanza di ben 5 frazioni ed altro, e impegnava il presidente della Regione Gianni Chiodi e l'assessore all'ambiente Daniela Stati a impedire la realizzazione dell' impianto, con l'emendamento della minoranza si impegnava altresì a predisporre un apposito provvedimento legislativo che disciplinasse in modo organico lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto.

Sembrava proprio che chi ci rappresentava prendeva coscienza di un problema. Purtroppo questo documento, va a tener compagnia ad altri del genere nei cassetti dei nostri politici lautamente pagati e verso i quali torniamo a perdere le speranze. Si perchè la speranza in questa vicenda è stata alimentata più volte, senza ritegno o rispetto delle persone, al dramma che viveva un territorio si è voluto aggiungere la farsa dei teatrini di politicanti di turno.

Dopo quasi tre mesi di inutili attese e aspettative, il 20 Aprile 2010, l'ass. NADA torna a farsi sentire, organizzando una piccola manifestazione di circa 100 cittadini, questa volta all'Aquila, davanti a palazzo dell'emiciclo dove si terrà il Consiglio Regionale, gente che non è andata a lavorare quel giorno, per sostituirsi a chi invece è pagato per occuparsi della salute e il benessere delle persone.

In quella seduta la minoranza propone l'introduzione della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS), ma fu bocciata, come peraltro già avvenne a dicembre 2009.

 

Svolta epocale!!! Il 29 Maggio 2010 il senatore Fabrizio Di Stefano l'Assessore Regionale Mauro Febbo, e il Sindaco Nicola Fratino con una conferenza stampa in comune annunciano la presentazione di un progetto di legge regionale quella che poi sarà la tanto discussa legge 36/2010.

Ma, causa impegni istituzionali dell' ass. Mauro Febbo l'approvazione del progetto di legge, tanto sventolato, viene più volte rinviata: il 29 giugno l'assessore è a New York e chiede di rimandare, il 6 luglio era a Strasburgo e chiede di rinviare; l'assessore Mauro Febbo voleva essere presente a tutti i costi, il perchè proprio non si capisce.

Una settimana dopo, il 15 Luglio 2010 viene concessa l'AIA, la discarica di amianto è autorizzata. Una doccia fredda che non si augura neanche al peggior nemico e i nodi cominciano a venire al pettine.

Il 3 agosto, finalmente viene approvata la legge solo perchè è l'opposizione a chiederne la discussione, ma come recita al comma 3 dell'art. 1:“sono sospesi i provvedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti delle autorizzazioni già rilasciate per la realizzazione e l'esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto non ancora in funzione.”

Quel “non ancora in funzione” ha dato adito ad alcune controversie interpretative, tanto ché il responsabile del procedimento autorizzante, dott. Franco Gerardini, ha sottoposto il testo di legge all'esame dell'avvocatura regionale, parere, che quando verrà espresso, farà emergere la verità.

La sentenza del T.A.R. ad un ricorso presentato da un residente dice che tale legge è inefficace perchè successiva all'autorizzazione.

La sorte che ha inghiottito il futuro di un territorio è stata consumata, l'ennesima discarica in mezzo alle campagne con difficoltà di accesso perchè la strada è stretta e tortuosa, sarà aperta. Parliamo di un territorio dove l'economia si basa sui prodotti di qualità nel settore agricolo, e che si vedrà estromesso dal futuro Parco della Costa Teatina e dalle opportunità che avrebbe offerto. I beni immobiliari saranno i primi a subirne le conseguenza, della salute non ne parliamo, non interessa a nessuno di questi tempi e con questa politica, abbiamo visto come la VIS-Valutazione di Incidenza Sanitaria- non piace a questa giunta regionale in più occasioni, anche per la legge “anti Petrolio”.

A fine Agosto 2010 lavori di adeguamento dell'invaso prendono il via e vanno avanti indisturbati.

Alla vista di camion e ruspe e il silenzio calato sulla vicenda, l'ass.NADA va in Comune dove si stava svolgendo un Consiglio Comunale, per chiedere spiegazioni e vista la situazione è stato deciso da parte di alcuni consiglieri, di convocare una seduta civica straordinaria estesa a Provincia e Regione.

Due giorni prima del consiglio il Sindaco Nicola Fratino manda i tecnici del Comune che effettuano un sopralluogo, e dalla relazione tecnica si evince che in base alla L.R. 36/10 pubblicata sul BURA il 13 Agosto 2010, entrata in vigore il giorno successivo e poichè la data di inizio lavori è del 16 Agosto 2010 ne consegue che l'autorizzazione risulta sospesa.

Alla luce di quanto rilevato dai tecnici del Comune, nessun provvedimento da parte del Sindaco, anzi egli stesso, demanda ai rappresentanti regionali, Mauro Febbo e Camillo D'alessandro presenti in Consiglio Comunale di risolvere il problema.

A nostro modo di vedere, vi è solo uno scarica barile per non assumersi responsabilità o altro:

ricordiamo che in conferenza dei servizi, sede ufficiale dove si esprimono i pareri, durante l'iter delle autorizzazioni della discarica, chi rappresenta l'interesse collettivo, non si può limitare ad esprimere la contrarietà ad un progetto senza fornire alcuna motivazione a supporto.

Addirittura da un verbale di conferenza dei servizi, e questo comportamento è davvero inqualificabile, è scritto che il rappresentante del Comune pur avendo firmato il registro delle presenze risulta assente in sede di conferenza.

 

Epilogo:

Il 30 Giugno 2011 facendo seguito alle richieste dei residenti è stata depositata, al Comune di Ortona, una nota (accompagnata da circa 130 firme di residenti) con la quale si chiedeva di riconfinare la strada comunale che va dall'incrocio di Villa Carlone alla discarica di proprietà della SMI poichè non sussistono i requisti per la circolazione a doppio senso dei mezzi pesanti e con i quali gli agricoltori hanno timore ad incrociarsi visto che la strada presenta dei tratti davvero stretti.

Nessuna risposta dall'ente; ad agosto il Partito Democratico, pone un'interrogazione al Sindaco sulla questione prima del Consiglio Comunale, ma senza avere risposta immediata e tanto meno ad oggi.

Il 5 settembre 2011 tecnici della regione si recano nella discarica della SMI srl a fare i primi collaudi, l'associazione NADA insieme al WWF Zona Frentana e Costa Teatina era li, gli occhi sono quelli di chi guarda l'ingiustizia nella sua veste più banale.

 

 

Ortona 02/09/2011

Il Presidente dell'Ass. N.A.D.A.

Alessandro Seccia

 

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