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Qualità ambientale: Pescara e L’Aquila in vetta nazionale per lo spreco d’acqua. A Chieti vince l’eco management, a Teramo zero isole pedonali PDF Stampa E-mail
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La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento
Scritto da Legambiente Abruzzo   
Lunedì 17 Ottobre 2011 17:14

legambienteI punti deboli dell’Abruzzo continuano ad essere le politiche energetiche, la raccolta differenziata e l’indice della mobilità sostenibile. Troppe auto e poco trasporto pubblico.

«Nelle città italiane manca la sicurezza di cui non si parla. Smog, traffico, rifiuti, sprechi d’acqua, industrie e abitazioni a rischio sono pericoli sottovalutati»

 

In linea con la situazione di immobilismo generale nei capoluoghi italiani messa in risalto dal dossier “Ecosistema urbano 2011” di Legambiente, anche i capoluoghi di provincia abruzzesi si rivelano poco sicuri per la qualità ambientale.

Giunta alla sua 18esima edizione, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei Comuni capoluogo italiani, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, è stata presentata oggi a Genova nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Marta Vincenzi, sindaco di Genova, Roberto Bertollini, Chief Scientist di Oms Europe, Enrico Gelpi, presidente di Aci, Bernardo De Bernardinis, presidente di Ispra, Maria Berrini, presidente Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.


Quest’anno non c’è un’unica vetta nella graduatoria di Ecosistema Urbano di Legambiente e non solo perché in nessun centro urbano italiano si vive al massimo della qualità ambientale, ma perché per la prima volta la fotografia scattata dal rapporto del Cigno verde diventa tridimensionale e raggruppa i 104 comuni capoluogo in tre categorie: 15 grandi città sopra i 200.000 abitanti, 44 medie città tra 200.000 e 80.000 abitanti e 45 piccole città sotto gli 80.000 abitanti. In queste tre classifiche troviamo Pescara alla 37esima posizione delle medie città, e Chieti, Teramo e L’Aquila rispettivamente alla 23esima, alla 29esima e alla 35esima delle piccole città.

I nuovi numeri dei principali comuni capoluogo di provincia d’Italia ci dicono che una delle prime emergenze ambientali da affrontare è quella dello smog. Non è un mistero, per Legambiente, che Pescara si avvicini palesemente al numero di superamenti consentiti all’anno dei limiti di PM10 già in primavera, e infatti la troviamo nella seconda metà della sua classifica di riferimento per la media dei valori medi annui registrati (34). Non pervenuti sono i dati di Chieti e L’Aquila, mentre Teramo si attesta in 22esima posizione.

L’Aquila e Pescara rientrano tra i 12 Comuni italiani a continuare ad avere perdite idriche di almeno il 50% (L’Aquila 50%, Pescara il 55%), mentre con il 41% e il 29% Chieti e Teramo di collocano rispettivamente al 33esimo e al 19simo posto della classifica delle piccole città. Pescara però è al primo posto per l’efficienza della depurazione, anche se Teramo e L’Aquila non scendono sotto il 90%.

Per la produzione di rifiuti, invece, anche quest’anno i dati confermano che il raggiungimento degli obiettivi di legge è ancora lontano. Quello per il 2010, fissato al 55%, non è stato raggiunto da nessuno dei quattro capoluoghi: è Teramo ad avvicinarcisi di più, con il 52,2%.

Infine la densità automobilistica, che costituisce uno degli elementi più critici per le città e distingue sfavorevolmente l’Italia nel panorama internazionale, si mantiene molto alta anche in Abruzzo. Rispetto ad alcune grandi capitali europee (Londra, Parigi e Berlino) che registrano valori molto bassi (32 auto/100 ab circa), il tasso medio di motorizzazione dei comuni capoluogo italiani si mantiene molto più alto, con 63,7 auto ogni 100 abitanti, e l’Abruzzo non fa eccezione: 61 sono le auto per ogni 100 abitanti a Pescara, 64 a Chieti, 68 a Teramo e ben 73 a L’Aquila.

«Sono tante le insicurezze legate ad un cattivo ecosistema urbano e se ne parla sempre troppo poco – dichiara Antonio Sangiuliano, della segreteria regionale di Legambiente – Sono innumerevoli i rischi legati al traffico automobilistico, allo smog, alla siccità e la saltuarietà dell’approvvigionamento idrico, alle costruzioni prive di standard antisismici, alla presenza di grandi impianti industriali, alla produzione e smaltimento dei rifiuti».

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO – XVIII edizione

 

Pos.

Città

 

Pos.

Città

 

Pos.

Città

 

 

Città Grandi

 

19

Ancona

52,05%

11

Cremona

53,23%

1

Venezia

62,47%

20

Salerno

51,20%

12

Sondrio

52,57%

2

Bologna

60,69%

21

Alessandria

49,73%

13

Campobasso

50,45%

3

Genova

52,34%

22

Brescia

49,71%

14

Macerata

50,41%

4

Verona

51,52%

23

Cagliari

49,01%

15

Avellino

50,22%

5

Padova

50,01%

24

Bergamo

48,51%

16

Nuoro

50,12%

6

Trieste

49,69%

25

Sassari

46,95%

17

Oristano

49,60%

7

Firenze

49,03%

26

Taranto

46,60%

18

Ascoli Piceno

49,52%

8

Torino

48,87%

27

Como

46,28%

19

Cosenza

49,33%

9

Milano

48,67%

28

Arezzo

45,85%

20

Potenza

47,86%

10

Roma

45,65%

29

Vicenza

44,71%

21

Rieti

46,85%

11

Bari

45,60%

30

Treviso

44,35%

22

Pavia

45,72%

12

Napoli

33,65%

31

Varese

44,14%

23

Chieti

45,58%

13

Palermo

22,04%

32

Lecce

43,93%

24

Matera

45,55%

14

Messina

17,74%

33

Novara

42,94%

25

Biella

45,47%

15

Catania

16,36%

34

Pistoia

41,54%

26

Benevento

44,47%

 

Città Medie

 

35

Brindisi

41,53%

27

Asti

44,46%

1

Bolzano

65,84%

36

Grosseto

40,87%

28

Massa

44,10%

2

Trento

65,05%

37

Pescara

39,03%

29

Teramo

43,98%

*

Parma

64,45%

38

Monza

36,81%

30

Ragusa

43,24%

3

La Spezia

61,53%

39

Foggia

32,82%

31

Viterbo

42,86%

4

Reggio Emilia

60,23%

40

Catanzaro

31,65%

32

Agrigento

42,42%

5

Perugia

60,15%

41

Reggio Calabria

30,44%

33

Lecco

42,19%

6

Ferrara

58,69%

42

Latina

29,62%

34

Caserta

39,60%

7

Ravenna

58,58%

43

Siracusa

29,47%

35

L’Aquila

39,08%

8

Udine

57,60%

 

Città Piccole

 

36

Vercelli

36,98%

9

Forlì

56,73%

1

Belluno

70,02%

37

Rovigo

36,72%

10

Pisa

56,40%

2

Verbania

69,83%

38

Isernia

35,72%

11

Livorno

54,60%

3

Aosta

62,06%

39

Imperia

30,65%

12

Piacenza

53,89%

4

Pordenone

61,93%

40

Enna

25,53%

13

Terni

53,78%

5

Mantova

61,30%

41

Frosinone

25,46%

14

Modena

52,99%

6

Cuneo

55,61%

42

Trapani

23,53%

15

Lucca

52,71%

7

Gorizia

55,38%

43

Crotone

23,42%

16

Pesaro

52,55%

8

Siena

55,09%

44

Vibo Valentia

20,68%

17

Prato

52,42%

9

Lodi

53,99%

45

Caltanissetta

19,58%

18

Rimini

52,41%

10

Savona

53,89%

 

 

 

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano (Comuni, dati 2010)

Elaborazione: Istituto di Ricerche Ambiente Italia

 

N.B.: * Segnaliamo che la tempesta giudiziaria che ha investito il comune di Parma, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, ci obbliga a collocare Parma fuori classifica.

 

Il meglio e il peggio dell’Italia delle città

 

Ecco, sinteticamente, alcuni indicatori di Ecosistema Urbano XVIII di Legambiente e le performance urbane migliori e peggiori in questi parametri (divise per categorie di città: Grandi, Medie e Piccole).

 

indicatori

Le migliori

Le peggiori

NO2 (μg/mc)

Grandi: Bari (31,8); Venezia (37,4);

Medie: Terni (20,0); Brindisi (21,3);

Piccole: Oristano (17,0); Ragusa (18,6)

Grandi: Messina (nd); Palermo (nd);

Medie: Salerno e altre 3 (nd);

Piccole: Vibo V. e altre 13 (nd)

PM10 (mg/mc)

Grandi: Bari (21,6); Genova (21,6);

Medie: Bolzano (21,0); Perugia (21,0);

Piccole: Nuoro (15,5); Potenza (18,8)

Grandi: Torino (43,2); Messina (nd);

Medie: Salerno e altre 4 (nd);

Piccole: Vibo V. e altre 13 (nd)

Ozono (gg. sup. media)

Grandi: Catania (0,0); Napoli (5,0);

Medie: Cagliari e altre 3 (0,0);

Piccole: Agrigento, Nuoro, Viterbo (0,0)

Grandi: Messina (nd); Palermo (nd);

Medie: Ancona e altre 3 (nd);

Piccole: Vibo V. e altre 10 (nd)

Perdite rete idrica (%)

Grandi: Milano (11%); Torino (22%);

Medie: Trento (15%); Piacenza (17%);

Piccole: Pordenone (10%); Viterbo (11%)

Grandi: Trieste (55%); Messina (nd);

Medie: Cagliari, Monza, Reggio E. (nd);

Piccole: Vibo V. e altre 3 (nd)

Depurazione (%)

Grandi: Milano e Torino (100%);

Medie: Cagliari, Modena, Pescara (100%);

Piccole: Aosta e altre 6 (100%)

Grandi: Messina (nd); Napoli (nd);

Medie: Treviso (28%); Grosseto (nd);

Piccole: Vibo V. e altre 3 (nd)

Rd - rifiuti (%)

Grandi: Verona (50,1%); Torino (42,5%);

Medie: Novara (72,4%); Salerno (70,0%);

Piccole: Pordenone (77,8%); Verbania (71,1%)

Grandi: Catania (6,1%); Messina (5,3%);

Medie: Taranto (4,4%); Siracusa (3,0%);

Piccole: Isernia (7,4%); Enna (1,1%)

T.P.L.- viaggi/ab./anno

Grandi: Venezia (558); Roma (541);

Medie: Trento (181); Brescia (166);

Piccole: Siena (210); Pavia (104)

Grandi: Palermo (52); Messina (nd);

Medie: Salerno e Sassari (nd);

Piccole: Agrigento e altre 3 (nd)

AUTO (auto/100 ab.)

Grandi: Venezia (41); Genova (47)

Medie: La Spezia (50); Bolzano (52);

Piccole: Savona (55); Sondrio (56)

Grandi: Roma (69); Catania (72);

Medie: Perugia (69); Latina (73);

Piccole: Viterbo (76); Aosta (201)

Isole pedonali (mq/ab.)

Grandi: Venezia (4,87); Firenze (1,07);

Medie: Lucca (1,23); Salerno (0,88);

Piccole: Verbania (2,08); Cremona (1,07)

Grandi: Catania (0,08); Palermo (0,07);

Medie: Brindisi (0,00); Taranto (nd);

Piccole: Agrigento, Imperia, Viterbo (nd)

Verde fruibile (mq/ab.)

Grandi: Venezia (18,73); Verona (17,04);

Medie: Lucca (42,10); Monza (41,39);

Piccole: Sondrio (42,77); Pordenone (34,60)

Grandi: Bari (2,57); Palermo (2,37);

Medie: Siracusa e Taranto (nd);

Piccole: Matera, Nuoro, Vibo V. (nd)

 

Tabella ecosistema urbano 2011

 

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