| Dragaggi in Abruzzo. Il WWF: questione ambientale centrale anche per risolvere i problemi causati da interventi sconsiderati. |
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| La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento | |||
| Scritto da WWF Abruzzo | |||
| Martedì 08 Novembre 2011 16:16 | |||
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“Sebbene i dragaggi siano necessari per sviluppare e mantenere le infrastrutture per la navigazione in tutto il mondo, il dragaggio può comportare vari gradi di rischio per l'ambiente. Pertanto la tutela dell'ambiente è una parte essenziale, a volte cruciale, dell'attività di pianificazione e realizzazione di progetti di dragaggio. Uno dei primi passi prima dell'avvio di un progetto di dragaggio è la realizzazione di una Valutazione di Impatto Ambientale”. Questa frase non proviene da una lettera del WWF ma è ripresa da una brochure dell'Associazione Internazionale delle Aziende che si occupano di Dragaggio, documento facilmente reperibile sul loro sito web (la traduzione dall'inglese è a cura del WWF Abruzzo). A questo documento dovrebbero far riferimento le autorità che si stanno occupando a vario titolo di dragaggio in Abruzzo, visto che per gli interventi al Porto di Pescara e al Porto di Ortona, non ci risulta sia stata neanche avviata la procedura di Valuta! zione di Impatto Ambientale. Peraltro il dragaggio può incidere su attività economiche altrettanto importanti come la pesca (basti pensare all'economia connessa alla pesca di vongole) e per questo le procedure di valutazione sarebbero indispensabili. Si sono spese molte parole al vento sulla questione del dragaggio per il porto di Pescara, e notiamo come la questione ambientale pare essere vista più come un ostacolo che come una parte fondamentale per la soluzione del problema. Basti pensare che la vicenda a Pescara inizia con la costruzione della diga foranea, che, come è noto, non fu assoggettata a valutazione di impatto ambientale. Le attività di dragaggio si svolgono in un mare che vede già fortemente compromesse le sue capacità di recupero dal punto di vista ambientale. Lo spostamento di decine di migliaia di metri cubi di materiali (in realtà per l'intero progetto di Pescara si parla di centinaia di migliaia di metri cubi di fanghi). Le conseguenze ambientali dello sversamento a mare, derivanti dalla ri-sedimentazione delle migliaia di metri cubi di fanghi immersi, possono, secondo gli stessi organismi scientifici dello Stato, risentirsi anche a 20 km di distanza perchè il materiale può viaggiare in sospens! ione con le correnti. Per questo il WWF ha segnalato la presenza a 6 km dal sito di sversamento, dell'area marina protetta della Torre del Cerrano che è stata indicata all'Unione Europea quale Sito di Interesse Comunitario (SIC). Nessuno pareva essersi accorto di questo visto che negli elaborato progettuali tale area non veniva neanche nominata. Il WWF ha chiesto quindi la redazione della Valutazione di Incidenza Ambientale prevista dalla legge per tutti i casi in cui un'attività, anche esterna al sito, può comportare un impatto sulla sua naturalità (che viene poi anche pubblicizzata all'estero!). La Regione ci ha risposto, con poche righe, sostenenendo che non serve in quanto la corrente “mediamente” si muoverebbe verso sud e non verso Cerrano (il sito di sversamento è di fronte alla foce del Saline a circa 10 km dalla costa). Si potrebbe chiosare, ovviamente tenendo conto delle debite proporzioni, che anche a Fukushima il vento spirava “mediamente” verso il m! are ma è bastato un giorno “fuori dalla media” con vento ! verso l'interno per contaminare la terraferma a vita. La Valutazione di Incidenza serve proprio a stabilire in quali condizioni operare in sicurezza rispetto alla necessità di tutelare l'area del Cerrano. Tale procedura dura, se si vuole, pochi giorni. Il WWF in questi mesi ha cercato di contribuire fattivamente alla risoluzione del problema indicando quindi una serie di procedure di legge che devono essere seguite evitando scorciatoie che, alla fine, rallentano e non velocizzano le attività per mettere in sicurezza i porti della Regione. Secondo il WWF (e secondo i dragatori europei...) era indispensabile anche la procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale, che viene svolta in diverse regioni italiane e in tutta Europa per questi progetti. Invece la Regione Abruzzo la ritiene non necessaria, quando prevede solo 45 giorni per la pubblicazione del progetto al pubblico per le osservazioni. Da Luglio ad oggi sono passati 150 giorni! Le procedure ambientali servono per ragionare e confrontarsi sulle soluzioni migliori con tempi certi. Ad esempio: molti pensano che buttare a mare il fango sia la soluzione più rapida e meno costosa. Anche senza richiamare il fatto che si incide sulla qualitÃ! del mare, alla fine, però, si devono assicurare monitoraggi costosi e procedure complesse che potrebbero essere superate facilmente identificando cantieri, cave ecc. dove riciclare il materiale pulito derivante dai dragaggi. Infatti la legge prevede che lo scarico a mare dei fanghi di dragaggio sia da considerarsi come l'ultima delle opzioni, privilegiando il riutilizzo dei materiali sulla terraferma. Il WWF ha chiesto di rispettare questo ordine di priorità ma, alla fine, mediante una sorta di autocertificazione, pare che in tutta la Regione non vi siano cantieri e altri luoghi dove destinare utilmente questo materiale. Visto che la questione del dragaggio è solo all'inizio a Pescara e che comunque si tratta di problemi che si ripresentano, non converrebbe evitare le finte scorciatoie e identificare una filiera per il riutilizzo del materiale (con enormi benefici ambientali e risparmi anche presso i cantieri visto che verrebbe meno la necessità di ricorre a materiali! il cui approvvigionamento comporta costi)? Recentemente alcuni hanno richiamato la questione della necessità del dragaggio anche per ragioni di rischio idrogeologico. Purtroppo spiace constatare che il WWF aveva segnalato già ad Agosto che nei documenti progettuali del dragaggio presentati a Luglio tale aspetto non veniva preso in considerazione! Infine il WWF ricorda che una parte consistente del materiale dei fondali del porto è contaminato e non sarà tolto. Peccato che è stato il WWF (e poi l'ARTA) a sollevare la questione visto che nell’Elaborato progettuale R1 di Luglio si poteva invece leggere testualmente “6. sulla base dei risultati di caratterizzazione eseguiti dall’Arta Abruzzo, si ritiene che il materiale oggetto di dragaggio risulta pienamente compatibile con l’ambiente marino;” Invece, alla prova dei fatti, la stessa ARTA nella sua Relazione allegata ai risultati della caratterizzazione a firma della Dr.ssa Del Vecchio ha accertato che: a)un campione è risultato essere contaminato oltre gli LCL del Manuale per la Movimentazione dei Sedimenti Marini dell’APAT per il parametro Idrocarburi Policiclici Aromatici (punto D19, 0-40 cm); b)due campioni hanno dimostrato una tossicità acuta con Vibrio fischeri ad un livello non compatibile con l’immersione in mare sulla base delle tabella del Ma! nuale per la Movimentazione dei Sedimenti Marini (punti D11-D12 80-120 cm e D21 0-40 cm); c)quattro campioni hanno dimostrato un livello di tossicità acuta con Pheodactylum tricornutum non compatibile con l’immersione in mare sulla base delle tabella del Manuale per la Movimentazione dei Sedimenti Marini (punti: D19 0-40 cm – lo stesso contaminato da IPA; D19 80-120 cm; D20 170-210 cm e D24 280-300 cm); d)un campione ha dimostrato un livello di tossicità acuta con Dunaliella terctiolecta non compatibile con l’immersione in mare sulla base delle tabella del Manuale per la Movimentazione dei Sedimenti Marini (punto D03-D04 180-200 cm). Pertanto in ben 6 carotaggi sono state individuate condizioni non compatibili con l’immersione in mare secondo i parametri fissati dall’APAT nel Manuale per il movimento dei sedimenti marini. Questo a testimonianza della delicatezza dell'intervento e del fatto che le scorciatoie hanno le gambe corte e non aiutano a risolvere i probl! emi. E' quindi fuori luogo la critica agli aspetti precauziona! li posti dal Ministero dell'Ambiente.
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