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Per l'Abruzzo interno una megacava come biglietto da visita? Un “cratere” di 520.000 mc deturperà il paesaggio tra le svolte di Popoli e Navelli? PDF Stampa E-mail
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La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento
Scritto da WWF Abruzzo   
Sabato 03 Dicembre 2011 15:18
wwf-foralivingplanetIl WWF interviene con osservazioni alla Regione per scongiurare l'apertura di questa ferita sul territorio.

L'Abruzzo che scommette su un futuro turistico fatto di borghi incantati e paesaggi mozzafiato può permettersi di subire l'apertura di una megacava da 520.000 mc piazzata in uno dei paesaggi più conosciuti della Regione?

La ditta GTV Inerti ha presentato al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo la richiesta di parere per poter aprire una cava in un'area situata proprio in cima alle svolte di Popoli, quando il versante inizia a declinare verso la piana di Navelli, nel territorio del comune di San Benedetto in Perillis. Il WWF ha presentato, assieme ad alcuni operatori economici e culturali della zona, una serie di osservazioni per scongiurare l'apertura di una vera e propria ferita in un territorio di alto valore paesaggistico e naturalistico. Per stessa ammissione della ditta proponente, l'intervento, se autorizzato, andrà addirittura a distruggere un habitat classificato come prioritario dalla Direttiva Habitat dell'Unione Europea (habitat codice 6210(*): Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) *stupenda fioritura di orchidee). In ogni caso l'impatto paesaggistico sarebbe rilevantissimo, visto che si tratta di un territorio di alto valore per la presenza di borghi, di boschi e di agroecosistemi a basso impatto ambientale e di enorme valore culturale.

Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF “Il progetto è del tutto inaccettabile. In Abruzzo vi è già una deregulation quasi totale nel settore estrattivo, visto che non esiste il Piano cave previsto da decenni. In questa situazione è possibile avanzare proposte assurde come questa, che prevede di piazzare una megacava in uno dei punti di accesso all'Abruzzo interno. Se realizzata questa cava costituirebbe il “biglietto da visita” per i turisti che vogliono recarsi dalla Piana Peligna verso L'Aquila, che, in coda dietro sbuffanti camion di inerti che faranno la spola tra la cava e Navelli, forse malediranno di aver scelto questa meta turistica. La Regione Abruzzo che si presenta all'estero come la terra dei paesaggi incantati e dei borghi non si può permettere di giocarsi il paesaggio aprendo ferite che durano, quando va bene, per decenni. L'attività estrattiva non può essere il futuro di questo paese visto che esistono enormi margini di miglioramento per il riciclo dei materiali in edilizia e che ormai è impossibile continuare a costruire in una nazione che paga a caro prezzo la cementificazione selvaggia. Facciamo appello alla Regione affinchè blocchi questo progetto negando l'autorizzazione. Ci aspettiamo un intervento dell'Assessore al Turismo Di Dalmazio, visto che questa iniziativa pone a rischio le stesse politiche di sviluppo declamate dal suo assessorato e per la cui promozione il pubblico spende grandi risorse economiche che non possono essere vanificate”.  

Sul sito WEB della Regione è disponibile la sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale inviato dalla ditta in cui sono presentati alcuni rendering dell'intervento:

(link:http://www.regione.abruzzo.it/xambiente/index.asp?modello=schedaIntervento&servizio=xList&stileDiv=mono&template=default&b=via&b=via837&tom=837).  

 

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