| Dragaggio del Porto di Pescara. Accusare gli ambientalisti per qualcuno è più facile che risolvere i veri problemi. |
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| La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento | |||
| Scritto da WWF Abruzzo | |||
| Venerdì 23 Dicembre 2011 16:02 | |||
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Destinare i fondi alla rimozione dei problemi alla radice: diga foranea e inquinamento del Pescara. Il WWF si vede, suo malgrado, costretto ad intervenire per precisare ancora una volta alcuni fatti relativi al dragaggio del Porto di Pescara ribadendo quanto espresso nell'unico comunicato stampa dell'associazione uscito dopo il sequestro. Il WWF ha sollecitato ad agosto e settembre tutti gli Enti a verificare una serie di circostanze, peraltro utilizzando gli stessi dati dell'ARTA per esprimere le proprie valutazioni. Il WWF ha sollevato una serie di questioni sulla mancanza delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e di Incidenza Ambientale, procedure che vengono svolte in tutta Europa su progetti di questo genere (la stessa Associazione Internazionale dei Dragatori sostiene a livello europeo che ogni progetto di dragaggio parte con la redazione della Valutazione di Impatto Ambientale). Chiunque può leggere le note del WWF inviate a tutti gli Enti per tempo, peraltro cercando di procedere con il massimo rispetto degli attori in campo in considerazione della delicatezza della questione. Ci siamo confrontati ed abbiamo esposto le criticità che a nostro parere esistevano, fornendo anche alcune indicazioni sulle soluzioni che si applicano in tutto il continente e ribadendo al contempo che a problemi complessi non si risponde con il populismo e la fretta. Una cosa è certa: se si fosse rispettata la procedura sulla VIA, alcune criticità sarebbero state affrontate per tempo. La procedura VIA, infatti, si può chiudere in 2 mesi e la nostra prima segnalazione è di agosto. In relazione al sequestro della draga a Pescara da parte della magistratura, su analisi, contro-analisi, ri-analisi, su cui il WWF non è mai intervenuto, attendiamo i risultati dell'inchiesta giudiziaria. In ogni caso, in vista degli eventuali risultati che vari Enti stanno così animatamente prospettando, il WWF auspica che si faccia sempre ricorso per le analisi a Laboratori certificati che operano secondo le indicazioni della legge e del Manuale per la Movimentazione dei Sedimenti Marini redatto nel 2007 da APAT-ICRAM (ora ISPRA, massimi organismi dello Stato in materia). A pagina 26 del Manuale si legge: “Le analisi dovrebbero essere condotte da Enti e/o Istituti Pubblici oppure da laboratori privati accreditati da organismi riconosciuti ai sensi della UNI CEI EN 17011/05 per le prove relative ai parametri riportati al paragrafo 2.2.1 e per le altre ritenute necessarie. Nelle more di specifiche prescrizioni normative, è comunque opportuno che la fase di esecuzione delle analisi, di cui ai successivi paragrafi 2.2.1 e 2.2.2, venga condotta da soggetti coinvolti in circuiti di intercalibrazione nazionali e/o internazionali sui sedimenti, anche in riferimento alle relative indicazioni “in itinere” da parte del Parlamento Europeo.” Chiunque può consultare l'elenco dei laboratori abruzzesi e delle restanti regioni italiane accreditati per le varie prove (DDT, naftalene ecc.): non tutti i laboratori sono accreditati su tutte le prove e dovrebbero riportare sui referti su quali prove e quali sostanze sono o meno accreditati dall'Ente Certificatore. I laboratori certificati sono elencati sul sito www.accredia.it (nelle banche dati del sito accessibili a tutti). Per quanto riguarda la situazione di inquinamento del Fiume Pescara, basterà ricordare che tutti gli enti compententi da un decennio hanno sollevato il problema delle pessime condizioni del fiume e che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha voluto individuare, dandogli poteri enormi, un Commissario Straordinario per l'Emergenza Socio-economica-ambientale del Bacino del fiume Aterno-Pescara. Tutti i dati in possesso degli Enti certificano la gravissima situazione di inquinamento di questo fiume che lungo il suo corso ospita un Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche (Bussi) e un Sito di Interesse Regionale per le Bonifiche (area industriale di Chieti). Ricordiamo a tutti che un potabilizzatore da 20 milioni di euro non è potuto entrare in funzione perché il fiume è talmente inquinato da non poter essere potabilizzato a scopi idropotabili (è classificato “fuori classe” in base al DLgs 152/2006). Il Piano di Tutela delle Acque della Regione classifica l'ultimo tratto del Pescara nella classe “scadente” per qualità delle acque. Se qualche istituzione ritiene che il fiume Pescara sia pulito presenti i dati e chieda che tutti questi provvedimenti siano ritirati. Per quanto riguarda il richiamo al Fratino, evidenziamo che l’intervento del WWF su questa specie (intervento che peraltro avviene su tutta la costa abruzzese in base a norme nazionali ed europee) non ha nulla a che fare con il sequestro della draga effettuato su iniziativa della magistratura penale su altri motivi. Cercare di mischiare demagogicamente le due cose, magari fa guadagnare le prime pagine sui giornali, ma certo non aiuta a risolvere i problemi. In conclusione, stiamo assistendo ad uno spettacolo poco decoroso. Da anni si discute dei problemi del porto di Pescara, senza che chi ha fondi e competenze sia stato in grado di trovare una soluzione. La nostra solidarietà va ai pescatori ed ai lavoratori dell’indotto che pagano il prezzo più alto di quello che sta accadendo, semplicemente perché a Pescara (ma problemi si stanno verificando anche ad Ortona) non si riesce a dragare un porto, operazione che nel resto d’Europa e d’Italia viene fatta continuamente.
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