| Il Parco non protegge solo le farfalle |
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| La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento | |||
| Scritto da Lino Salvatorelli | |||
| Mercoledì 20 Luglio 2011 13:52 | |||
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Abbiamo trovato inquietanti le affermazioni del super dirigente pluripotenziato Antonio Sorgi a San Vito in occasione delle giornate di Cala Lenta, un evento organizzato da Slow Food.
Sorgi più di una volta ha ribadito che non si deve pensare ad un Parco o ad una riserva come strumento contro qualcosa, ma bisogna rispettare le indicazioni della 394/91 la legge sui parchi, partire e considerare solo le valenze botaniche e faunistiche.
Il dirigente ha dimenticato però le valenze geologiche, archeologiche, storiche, culturali ed economiche e lo sviluppo mirato di una economia dove le attività dell’uomo sono indirizzate verso un orizzonte di benessere durevole. La Costituente “Vogliamo il Parco”, in questo clima di confusione dovuto alle strumentalizzazioni e alla ignoranza, rilancia il parco anche attraverso lo studio del suo gruppo scientifico sulle valenze faunistiche, botaniche, geologiche archeologiche e storiche, con la consapevolezza che il valore di queste valenze è strategico per lo stato di precarietà ed esiguità, strategico per la sopravvivenza dei parchi interni per i famosi corridoi ecologici, strategico come progetto complessivo dove il gioco di squadra e il piano economico dovranno cementare un modo moderno di sviluppo, dove uomo e natura riprendano l'antico accordo per un futuro improntato sul rispetto di tutti. Lasciare le campagne in mano a petrolieri, lasciare modelli di sviluppo di rapina (con la Basilicata come esempio) e 700 siti industriali dismessi (dati al 2008 in Abruzzo), vuol dire che la politica ancora una volta non ha capito niente, o non è in grado di dare risposte congrue se non riempirsi la bocca con il miraggio delle infrastrutture, quando l'Abruzzo è la regione più infrastrutturata d'Italia dopo la Lombardia.
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