| Analisi dei fanghi del porto di Pescara: "Chi l'ha viste?" |
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| La voce dei cittadini - Ambiente e inquinamento | |||
| Scritto da WWF Abruzzo | |||
| Giovedì 21 Luglio 2011 14:50 | |||
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Il 14 giugno il WWF ha inoltrato un accesso agli atti per conoscere gli esiti delle analisi dei fanghi di dragaggio del porto canale di Pescara e le metodologie di campionamento, effettuate dall'ARTA Abruzzo. Sono passati quasi due mesi dai primi esiti delle analisi (12 campionamenti su 53, secondo quanto riportato dalla stampa). Stando alle dichiarazioni di pubblici ufficiali, amministratori e funzionari i primi esiti erano risultati favorevoli allo sversamento dei fanghi (tal quale) a mare e nella cosiddetta "vasca di colmata" del molo di levante, ma si attendeva il 4 luglio, termine posto dall'Arta per la consegna delle analisi complete. Sempre dalla stampa il WWF apprendeva, il 30 giugno, che l'Arta aveva finalmente i dati completi, qualche giorno in anticipo della scadenza fissata. Poi il silenzio. Ad oggi al WWF non è data risposta, nè sui dati delle analisi, nè sulla scelta dei punti e le modalità di campionamento, sulle attrezzature impiegate, sull’accreditamento dei laboratori utilizzati, sui riferimenti legislativi e le linee guida sull’argomento utilizzate, sui criteri utilizzati per individuare i siti a mare; tutto ciò nonostante sia scaduto il termine dei 30gg previsto ai sensi del DL 195/2005 sull'accesso ai dati in materia ambientale (di recepimento della Direttiva 2003/4/CE) e dopo vari contatti telefonici dove si rimandava da un dipartimento all'altro; ma alla fine nessuno ha reso accessibile il fascicolo. Dichiara Loredana Di Paola, della sezione regionale del WWF "E' estremamente grave quanto sta accadendo perchè il diritto all'accesso ai dati ambientali è uno dei principi cardine della trasparenza amministrativa e della stessa vita democratica. I cittadini vogliono conoscere cosa sta accadendo al loro territorio. Registriamo una crescente richiesta di informazione e trasparenza ma dobbiamo constatare, con amarezza, un ulteriore irrigidimento del sistema, che appare sempre più chiuso, quando le norme europee vanno verso un sempre maggiore coinvolgimento delle popolazioni nelle scelte e nei processi che riguardano il futuro dell'ambiente. Basta dire che questi dati dovrebbero, secondo la Direttiva Comunitaria, non solo essere consultabili mediante il tradizionale accesso agli atti ma dovrebbero essere divulgati dagli enti preposti in maniera proattiva sui propri siti WEB! Siamo lontani anni-luce dagli standard europei". Al fine di tutelare il diritto dei cittadini ad essere informati, il WWF ha diffidato L'ARTA Abruzzo ad ottemperare alle previsioni del decreto 195/2005 sulla trasparenza dei dati in materia ambientale, adeguandosi alle normative comunitarie poste alla base del decreto stesso, riservandosi ulteriori iniziative a tutela dei propri diritti e di quelli dei cittadini.
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Il WWF chiede gli atti ma non ottiene risposta dall'ARTA. Scatta la diffida.




