Questo sito è dedicato a Piero...
 
Home La voce dei cittadini Ambiente e inquinamento Acqua S.A.S.I. S.p.a., una storia infinita. La posizione del neo presidente
25 | 05 | 2012
Menu Principale
Avvertenze
Ultimi commenti

S.A.S.I. S.p.a., una storia infinita. La posizione del neo presidente PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
La voce dei cittadini - Acqua
Scritto da Tullio Bozzi   
Venerdì 28 Gennaio 2011 17:33

La vicenda ormai comincia ad avere contorni grotteschi ed imbarazzanti. L'ing. Domenico Scutti, il nuovo presidente della Sasi, con una comunicazione ufficiale dichiara, che i rimborsi per la tassa di depurazione non spetterebbero a tutti i cittadini che non hanno il servizio, bensì solo a coloro che, privatamente, si sono dotati di una fossa Imhoff.

«Chi scarica nel sistema fognario pubblico non può chiedere il rimborso del canone di depurazione» taglia corto Scutti. Una singolare interpretazione delle vigenti leggi in materia, che cozza palesemente con quanto stabilito dalla Sentenza 335 del 2008, della Corte Costituzionale.
I giudici hanno stabilito ciò che è del tutto ovvio: se il servizio di depurazione non è effettivamente erogato, la pretesa economica è illegittima e va restituita ai cittadini che l’hanno versata.
A fare ulteriore chiarezza in merito è intervenuto anche il Ministero dell'Ambiente con un Decreto del 30 settembre 2009 che all'art.1, il 2° comma così recita: “Nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, gli utenti hanno diritto alla restituzione della quota tariffa imputata in bolletta al servizio di depurazione, secondo le disposizioni del presente decreto”.
Il comma 4 aggiunge : “Il presente decreto non si applica ai soggetti non allacciati alla pubblica fognatura che provvedano autonomamente alla depurazione dei propri scarichi”. Questi ultimi in realtà non hanno pagato la tassa, mancavano i presupposti. Il comma 5, al quale si appella il presidente Scutti, così recita: ”
Le disposizioni del presente decreto si applicano ai soggetti allacciati alla pubblica fognatura che provvedono autonomamente alla depurazione dei propri scarichi”.
Il comma 5 non annulla i commi precedenti, altrimenti non c'era la necessità di scriverli!!La giusta interpretazione è che il Decreto venga applicato anche a coloro che hanno provveduto alla depurazione in maniera autonoma.
In tutta Italia, e quest'anno ricorre il 150° dell'unità nazionale, il comma 5 è stato interpretato in tal senso. A questo punto o la Sasi non si è accorta di operare sul territorio italiano, oppure si pone come sezione autonoma della Cassazione e dà una interpretazione ad hoc.
Tale interpretazione di comodo, forse, è dettata dallo stato disastroso delle sue casse, visto l'allarme lanciato in questi giorni dall'ing. Scutti, scoprendo che molti dei 74 Comuni utenti di questa Società, dal lontano 2003, non hanno pagato il servizio idrico.
Le casse della Sasi non possono e non devono essere rimpinguate con un'appropriazione indebita ai danni dei cittadini. Insomma, alla Sasi non sono sufficienti una Sentenza della Corte Costituzionale, il Decreto del Ministero dell'Ambiente, i giudizi e le precisazioni della Co.Vi.R.I., la Sentenza del Giudice di Pace di Vasto, per convincerla ad avviare la pratica di rimborso delle quote di depurazione indebitamente riscosse per un servizio non erogato.

   

Tullio Bozzi

Gessopalena 28 gennaio 2011
 

ilgiocodelpiacere-banner

Sostieni il sito

banner-tesseramento

banner-oratorio

banner-ccr

Il meteo a Chieti

chietimeteo