| Convegno al CAM sul futuro dell’acqua pubblica in Abruzzo |
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| La voce dei cittadini - Acqua | |||
| Scritto da Comitato Marsicano per l'acqua pubblica | |||
| Venerdì 25 Marzo 2011 12:35 | |||
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Il tema centrale del convegno di sabato 19 Marzo riguardava la ormai imminente scadenza degli Ato abruzzesi del 31 marzo e le prerogative del Commissario Caputi rispetto alla ventilata cessione del 40% ai privati del CAM. Il Comitato Marsicano dell’acqua pubblica dopo l’annuncio del Presidente del CAM di voler iniziare le procedure per la privatizzazione si era posto questo quesito: PUO’ UN ENTE GESTORE ANCHE IN CASO DI DECADENZA DEGLI ATO procede ad una operazione di questo tipo? A questa domanda, durante il convegno, il Commissario ha risposto inequivocabilmente NO, perché la Regione Abruzzo, con la legge attualmente in vigore, ha deciso che le gestioni delle società siano “in house”; inoltre, egli ha ribadito che , dopo il 31 marzo, non ci sarà alcuna vacatio perché sarà il Commissario a prendere decisioni fino a quando la Regione Abruzzo non avrà varato una nuova legge sul Servizio Idrico Integrato. Durante la discussione del problema sopra citato il Consigliere Regionale Gino Milano ha ricordato a tutti le vere problematiche collegate all’attuazione della legge Ronchi , ha ribadito per l’ennesima volta che anche le norme europee prevedono la gestione “in house” e che, in ogni caso, la politica deve fermarsi in attesa della risposta referendaria. Posizione analoga è stata espressa anche dal Consigliere Regionale Ruffini. Il Comitato Marsicano per l’acqua pubblica, inoltre, ha chiesto a tutti i sindaci presenti di rispettare la volontà di quei cittadini che hanno firmato per il referendum, di impedire qualsiasi fuga in avanti dell’ente gestore e di applicare la moratoria fino a votazione. Il Senatore Piccone, da parte sua, ha ribadito l’importanza della presenza del privato nella gestione dell’acqua perché gli amministratori pubblici, soprattutto meridionali, sempre pressati da problemi di disoccupazione, tendono a sottovalutarne i costi e tutto diventa meno efficiente. Quella del Senatore Lusi, a detta dell’assessore Di Paolo, è stata invece una lectio magistralis sul tema in questione: dopo aver sottolineato che il problema si riduce al dualismo pubblico-privato, il Senatore PD ha elogiato il libero mercato che riesce a tenere più bassi i costi e i prezzi per gli utenti – portando come esempio i gestori telefonici come se le reti idriche potessero essere gestite in contemporanea da più consorzi - e ha raccomandato ai sindaci di non procedere subito alla privatizzazione perché , dopo quanto è successo in Giappone , vi sono buone probabilità che la maggioranza degli italiani si rechi alle urne per votare contro il nucleare, determinando così anche la vittoria dei referendum sull’acqua. Questo , per il Senatore, terribile evento costringerebbe i sindaci a sborsare un sacco di soldi a quelle società private con le quali fossero stati avviati i processi di privatizzazione e quindi, ha decretato con voce drammatica il Senatore del PD, è bene applicare la moratoria fino a Giugno. L’assessore Di Paolo ha detto che la Regione varerà una legge che vede un unico ATO con la partecipazione di comuni e province che gestiscono il servizio idrico integrato. Comitato Marsicano per l’acqua pubblica
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