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La voce dei cittadini - Acqua
Scritto da Giustino Zulli   
Martedì 07 Giugno 2011 15:53

giustinozulliL'arrampicata sugli specchi è uno sport molto diffuso in questo nostro bel Paese specie tra chi, strumentalmente, confonde i concetti della liberalizzazione e della privatizzazione o forse non li capisce proprio. Eppure, basterebbe consultare un qualunque vocabolario della lingua italiana...

E' quanto accaduto a Maurizio Gasparri (nientepopodimeno che capogruppo dei senatori del PdL, durante una trasmissione televisiva che dibatteva il problema dei referendum del 12 e 13 giugno prossimi) che ha accusato il leader del Pd Pier Luigi Bersani di aver cambiato posizione sull'acqua perché, sempre a dire di questo fine intellettuale di destra, prima sarebbe stato favorevole alla privatizzazione ed ora sarebbe contrario, spinto dalle forze più estreme di quelle che, non si capisce bene perché, si continua a definire “sinistra radicale”.

La verità è ben altra, come sanno tutti coloro che seguono le vicende politiche senza i settarismi dei Gasparri e camerati.

La posizione del Pd sui “sì” ai referendum sull'acqua è del tutto coerente con la proposta di legge fatta durante il Governo Prodi, nel 2006, sulla liberalizzazione del servizio pubblico locale, proposta peraltro mai approvata e che comunque, vale la pena di ricordarlo agli immemori, escludeva il settore idrico dalla liberalizzazione del servizio pubblico.

Successivamente, con il Governo Berlusconi, il decreto Ronchi ha messo a gara il servizio pubblico, andando ben oltre quanto era stato pensato dal Governo Prodi.

Liberalizzare è una cosa ben precisa. Significa davvero mettersi nelle mani di chi, pubblico, privato o misto, è in grado di fornire un servizio efficiente ed anche remunerativo ma nel rispetto dei diritti degli utenti.

Privatizzare significa, al contrario, svendere le aziende, anche quelle che funzionano bene e sono efficienti, ai privati che hanno solo, come fine ultimo, il profitto, come dimostrano tanti casi concreti di privatizzazioni che hanno significato, senza nemmeno il miglioramento delle reti, che sono rimaste colabrodo, aumenti sino al 400% delle tariffe.

Capisco che, per un uomo semplice, lontano dalla politica, fare le differenze tra liberalizzazioni e privatizzazioni, può essere difficile.

Ma, per un capogruppo di un partito che, purtroppo, governa il Paese, dovrebbe essere una cosa normale.

E poi, anche ammesso che nel passato ci possano essere stati ondeggiamenti o anche comportamenti ambigui, come ha sentenziato il Nostro, credo che sia importante l'indicazione politica che si dà nel momento in cui il popolo è chiamato a scegliere con un democratico referendum.

Il Pd, senza se e senza ma, ha dato la chiara indicazione di votare 4 “sì” ai referendum e nessuna strumentale e falsa ricostruzione dei fatti, può stravolgerla.

Se ne rendano conto i Gasparri e tutti coloro che, ancora una volta, si stanno coprendo di ridicolo.

 

Giustino Zulli

Chieti, 7 giugno 2011

 

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