| Il Popolo abruzzese dell'acqua continua a vincere. |
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| La voce dei cittadini - Acqua | |||
| Scritto da Comitato referendario per i 2 Sì | |||
| Mercoledì 15 Giugno 2011 13:45 | |||
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Quinta regione in Italia per “indice di partecipazione aggiuntiva”: i cittadini premono per partecipare alle scelte che li riguardano. Dopo il Referendum approvare la Legge di Iniziativa Popolare sull'Acqua preparata dai movimenti. Appello ai parlamentari abruzzesi affinchè rispettino in pieno la volontà popolare. Il Referendum è una pietra miliare della storia recente italiana e pone con forza all'ordine del giorno della politica abruzzese le parole “beni comuni”. L'Abruzzo ha votato compatto assieme al resto del paese superando, seppur di poco, la media nazionale con percentuali “bulgare” per quanto riguarda lo scrutinio con la vittoria dei Sì. L'enorme partecipazione al voto è arrivata con una mobilitazione dal basso incredibile che non è solo, come semplicisticamente qualcuno pare supporre, frutto del tam-tam nel WEB e nei social network che pure sono stati strumenti importantissimi, ma di una presenza fisica sul territorio capillare, con decine di comitati nati in comuni piccoli e grandi. In questi mesi abbiamo svolto centinaia di incontri e distribuito, con autofinanziamento, oltre 500.000 volantini di casa in casa, di chiesa in chiesa, di piazza in piazza. I grandi partiti non avevano neanche chiesto gli spazi elettorali per i manifesti, monopolizzati quindi dal Movimento (per far capire la distanza dalla realtà sociale di alcune di queste organizzazioni in qualche caso i tabelloni elettorali sono stati usati per propagandare iniziative che non avevano nulla a che fare con i rerefendum). Incredibile è stata la partecipazione al voto degli studenti, con quasi mille giovani fuori sede che hanno votato grazie all'organizzazione del movimento. Gran parte del mondo dei partiti ha ignorato per troppo tempo e in larga sta continuando ad ignorare non solo i contenuti dei referendum ma il segnale sociale che viene dalla grande partecipazione al voto. Il Comitato esprime il proprio rammarico per le parole del Presidente Chiodi tendenti a svilire il valore straordinario di questo referendum e della partecipazione popolare, quando ha votato in questa consultazione una percentuale di abruzzesi più alta rispetto a quella vista alle ultime elezioni regionali che lo hanno eletto. Probabilmente la partecipazione dei cittadini continua a dare fastidio, ma a questo il movimento è abituato nella regione visto da anni anche in Abruzzo i cittadini organizzati denunciano la cattiva gestione del servizio idrico e propongono riforme concrete senza essere ascoltati. La recente riforma del servizio idrico in Abruzzo approvata nonostante il referendum fosse indetto non ha tenuto in alcuna considerazione le proposte concrete sulla partecipazione dei cittadini provenienti da un movimento che aveva già dimostrato di aver saputo raccogliere nelle piazze abruzzesi 25000 firme per i referendum. Questa riforma presentata come “epocale” si fonda sull'art. 23 bis ora abrogato: cosa faranno adesso? Per il movimento non devono certo andare verso il cosiddetto modello dell'Authority, un soggetto pseudoindipendente che non farebbe altro che rendere ancora meno trasparente la gestione. La direzione da prendere è garantire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali ad ogni livello. Ora, più di ogni altra cosa, stupiscono i tentativi già iniziati per aggirare l'esito referendario e per riportare la discussione su proposte di legge sull'organizzazione del servizio idrico avanzate da chi non ha raccolto neanche una firma per far svolgere i referendum. La partecipazione è fatta di cose concrete, in Abruzzo di ben 589.126 voti espressi contro i profitti sull'acqua. Oltre 400.000 cittadini, di cui 20000 abruzzesi, hanno sottoscritto da anni la proposta di legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell'acqua, elaborata da tanti attivisti del movimento in collaborazione con insigni giuristi. Se i principali partiti vogliono imparare dalla lezione impartita dai loro stessi elettori e seguire la volontà popolare devono semplicemente discutere e approvare quella legge che permetterà una gestione veramente efficiente e trasparente dell'Acqua, bene comune per eccellenza. Per questo il movimento abruzzese lancia un appello a tutti i parlamentari eletti in affinchè presentino immediatamente una mozione per calendarizzare la discussione della legge in parlamento. Inoltre studino con attenzione e usino il documento tecnico preparato dal Comitato su come è possibile finanziare comunque gli investimenti nel settore idrico (proposta di legge e studio sugli investimenti si trovano sul sito www.acquabenecomune.org). Il Movimento dell'acqua abruzzese era già presente a Genova al G8 con il tema del terzo traforo, battaglia vinta. Poi ha scongiurato la vendita dell'acqua dei fiumi abruzzesi alle multinazionali, giocando infine un ruolo chiave nella vicenda di Bussi facendo chiudere i pozzi S. Angelo inquinati. Nel frattempo ha raccolto le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare e poi per i referendum. Ora il Movimento per l'Acqua Pubblica si è radicato ancora di più e non permetterà scippi di alcun tipo. Il Comitato referendario per i 2 Sì ringrazia tutti i cittadini abruzzesi che hanno votato e che in questi mesi hanno sostenuto la campagna.
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