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Operazioni di smantellamento della ex Cartiera Burgo: i cittadini sono preoccupati! PDF Stampa E-mail
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Archivio - Amianto nella ex-Burgo
Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it   
Domenica 04 Ottobre 2009 20:26

La ex Cartiera Burgo non smette di far parlare di se. Dopo le tristi vicende che hanno lasciato per lunghi mesi con il fiato sospeso i dipendenti e le loro famiglie, preoccupate per la possibile chiusura della fabbrica, e dopo che le preoccupazioni si sono trasformate in sgomento, rabbia ed incertezza del futuro in seguito alla chiusura definitiva dello stabilimento, adesso a preoccupare sono le operazioni di smantellamento già iniziate da qualche giorno.

Chi non è mai entrato nella fabbrica non può rendersi conto di quale potenziale bomba ecologica possa trattarsi, tante sono le sostanze chimiche utilizzate per la produzione della carta in oltre 50 anni di attività. E non può neanche rendersi conto di quale pericolo possa correre tutta la città se le operazioni di bonifica necessarie prima dello smantellamento non venissero eseguite a regola d’arte secondo le norme di legge.

La preoccupazione peggiore viene dalla grande quantità di amianto presente all’interno dello stabilimento e se qualcuno volesse permettersi di minimizzare la cosa dicendo che si tratta di eternit ancora in buono stato, allora non sa di cosa parla. A parte la grandissima quantità di eternit presente come manufatti di diverse forme, dalle classiche coperture ondulate ai serbatoi o anche a condotte per fumi ed acque presenti da oltre mezzo secolo, si trovano quintali e quintali di amianto friabile, utilizzato per la coibentazione di tubature.

 

Se l’eternit ha una vita media che va dai 20 ai 25 anni e se conservato bene può non costituire un pericolo, l’amianto usato sottoforma di polvere o di tessuto lo è certamente. Vorrei ricordare che l’amianto è causa di una serie di patologie che causano tumori piuttosto aggressivi e difficilmente diagnosticabili e curabili in tempo, che possono verificarsi anche dopo oltre 20 anni dall’inalazione di una sola particella. I timori di chi abita nelle vicinanze della cartiera sono fondati, ma non solo i loro, sono tali anche i timori di noi che conosciamo bene lo “Stabilimento”, dato che in molti abbiamo avuto parenti che vi hanno lavorato e che magari sono deceduti a causa di patologie direttamente o indirettamente provocate dagli agenti inquinanti utilizzati in esso.

Abbiamo paura!

Questa è la realtà dei fatti, abbiamo paura che i lavori non vengano effettuati correttamente e che nelle operazioni di smantellamento possano essere sollevate nell’aria milioni di particelle che come minuscoli stiletti vadano a conficcarsi nei nostri polmoni provocando danni irreparabili. Le ditte impegnate nelle operazioni di smantellamento sono certo stanno usando tutti i sistemi di sicurezza idonei per proteggere la loro incolumità ed anche per la nostra, ma anche confidando nella buona fede e nella professionalità degli operatori, io effettuerei controlli continui per tranquillizzare i cittadini.

Anzi, trattandosi di un sito ad alta pericolosità, chiederei agli organi preposti di tenere quotidianamente una squadra di tecnici che osservi da vicino una per una le attività di bonifica e di messa in sicurezza, assicurandosi che si operi nella maniera più corretta.

La salute dei cittadini deve essere salvaguardata a tutti i costi.







 

Commenti  

 
#1 la celditnonnoenio 2009-10-05 19:49
la vecchia Balena Bianca è arrivata alla fine del suo corso (la gloriosa Celdit )e pensare che un mio amico dell'ITIS, quando nel '66 si diplomo', perito meccanico, ed entrò alla Celdit come responsabile della centrale termica, pareva fosse entrato in Banca o alle Poste Centrali a Chieti ( che culo chi lo avrebbe cacciato mai!).Anche "LEI" come il glorioso Zuccherificio viene smantellata... non ci si può credere! A Chieti le fabbriche sono scomparse negli ultimi 30 anni quasi tutte e i vari governi provinciali e comunali hanno visto perdere migliaia di posti di lavoro.
 

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