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L'amianto nell'ex Burgo fa paura PDF Stampa E-mail
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Archivio - Amianto nella ex-Burgo
Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it   
Sabato 24 Ottobre 2009 23:57

L’amianto fa paura! L’amianto presente all’interno della ex Cartiera Burgo fa tremendamente paura. Ce n’è in quantità inimmaginabili, tanto che chi vi ha lavorato o anche chi ha avuto qualche vicino parente che conosce bene la fabbrica, sa di cosa si parla. Ce n’è di tutti i tipi, coperture e tubazioni in fibrocemento (eternit) più o meno in buono stato che rappresentano una grande parte ma che fa meno paura, ma anche grandi quantità di amianto friabile come pannellature o tessuti usati per la coibentazione di tubature ed apparecchiature varie, e questa parte è quella che desta più preoccupazione.

Da qualche settimana lo stabilimento è in fase di bonifica e messa in sicurezza, vengono cioè effettuate operazioni che dovrebbero portare ad avere un sito assolutamente incontaminato da particelle di amianto, prima della demolizione dello stabile per la realizzazione del tanto pubblicizzato Programma In.Te.. Le operazioni di messa in sicurezza procedono speditamente lontano da occhi indiscreti, noi cittadini non sappiamo nulla di ciò che accade all’interno dello stabilimento, dobbiamo fidarci.

I controlli?

Crediamo che qualcuno si stia occupando dei controlli di tutte le fasi della lavorazione, ma anche di questo noi cittadini non sappiamo nulla e non abbiamo alcuna certezza. Se le operazioni di bonifica non dovessero essere effettuate correttamente, c’è il rischio che milioni di particelle d’amianto vadano disperse nell’ambiente e la nostra salute sarebbe messa in serio pericolo.

 

Per questo un gruppo di cittadini ha redatto un documento inviato al Procuratore della Repubblica, al Prefetto di Chieti, al Questore di Chieti, al Comandante dei Carabinieri Nucleo Operativo Ecologico, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza, al Comando di Polizia Ambientale, al Sindaco di Chieti, al Presidente della Provincia, al Commissario della ASL, al Servizio d’Igiene Epidemiologica della ASL ed all’ARTA, per richiedere ad ognuno per le proprie competenze, che si controlli in modo accurato lo svolgimento del lavoro da parte degli addetti alla bonifica dello stabilimento.

Sono passati 10 giorni dall’inoltro del documento e, nonostante si tratti di un argomento piuttosto serio e con tutte le connotazioni d’urgenza possibili, ancora noi cittadini siamo all’oscuro di tutto, non abbiamo avuto alcuna risposta e non sappiamo neanche se il documento è stato da qualcuno preso in considerazione. Un altro timore quindi si aggiunge inesorabilmente alla paura dell’amianto e si chiama burocrazia. Ci auguriamo di non dover assistere ad un nuovo valzer di scarico delle responsabilità, così come è capitato in altre situazioni, dove un Ente non si muove se non viene sollecitato ufficialmente da un altro Ente.

Chi deve muoversi per primo?

Chi ha la competenza per poter avere l’accesso allo stabilimento per osservare la buona esecuzione del protocollo?

Colui che rappresenta noi cittadini è il Sindaco Ricci, a lui la parola e che agisca in fretta.

I cittadini nel frattempo si stanno attrezzando, credono che la burocrazia ed il disinteresse delle istituzioni siano un pericolo che non si può e non si deve correre, una nuova mobilitazione è nell’aria e, se non si avranno risposte in tempi brevi, si concretizzerà prima che nell’aria ci finisca l’amianto.



Il testo integrale del documento:

OGGETTO: Amianto presente presso il sito industriale della Ex Cartiera Burgo S.p.A. di Chieti. Richiesta di controlli continui per verificare la corretta attività di bonifica e di messa in sicurezza dell’area.

Con la presente siamo a rappresentare quanto sta accadendo nella nostra città e che sta provocando una situazione di forte preoccupazione tra la popolazione.

Siamo un gruppo di cittadini che, per diversi motivi ed esigenze (residenza, lavoro, scuola) gravita ogni giorno nell’area prossima al sito industriale della Cartiera Burgo di Chieti Scalo. Il giorno 14 settembre 2009 all’esterno del cancello di ingresso della Cartiera è stato esposto un cartello di cantiere che riportava la Dichiarazione di Inizio Attività di smantellamento del sito industriale. A seguito dell’immediato intervento delle maestranze della fabbrica (in cassa integrazione dopo la definitiva chiusura dello stabilimento), la Polizia Municipale di Chieti interveniva per bloccare i lavori in quanto mai autorizzati dal Comune; di conseguenza i responsabili del cantiere provvedevano, attraverso la semplice sovrapposizione di un foglio, a variare le indicazioni da “Smantellamento della ex Cartiera Burgo” in “Lavori per la messa in sicurezza del complesso industriale della ex Cartiera Burgo S.p.A.”, con l’indicazione del permesso rilasciato dal Comune di Chieti in data 08/09/2009. I lavori sono stati avviati e, negli ultimi giorni, i quotidiani locali hanno riportato a grandi caratteri che al posto della fabbrica sarebbe sorto il Centro IN.TE, con ingenti investimenti (360 milioni di euro) e oltre 1000 posti di lavoro. In ogni caso i lavori di smantellamento procedono alacremente, con la rimozione delle numerosissime strutture in amianto. Tale nostra affermazione è confermata dal fatto che la competente A.s.l. di Chieti, ha approvato il relativo piano dei lavori. I lavori sono stati affidati alla società ECOGOMMA S.r.l. con sede in Chieti Via Papa Leone XIII n. 47 (Preposto per l’impresa il Sig. Giuseppe Bellia) e subappaltati alle società: SEGENIA S.r.l. con sede in Acerra (NA) Zona Industriale A.S.I. Loc. Pantano (Preposto per l’impresa Sig. Sabatino Costanzo); EMOTER S.r.l. con sede in Chieti Via Erasmo Piaggio (Preposto per l’impresa Sig. Filippo Colanzi); Coop. Gran Sasso con sede in Chieti Via Pomilio 18 (Preposto per l’impresa Sig. Valter Baboro) Notizie di stampa (Il Centro del 04/10/2009) riportano: ”Gli oltre 15 ettari della cartiera potrebbero vedere le prime ruspe, stando al progettista Domenico Merlino, forse già entro fine mese”.

Non conosciamo l’entità delle sostanze chimiche utilizzate per la produzione della carta in oltre 50 anni di attività e che giacciono nel sito industriale. Abbiamo il forte timore che, qualora le operazioni di bonifica che devono precedere lo smantellamento del sito, non venissero eseguite a regola d’arte e secondo le norme vigenti, tutta la città potrebbe subire gravi conseguenze, danni ambientali e alla salute pubblica.

La preoccupazione peggiore viene dalla grande quantità di amianto presente all’interno dello stabilimento che, peraltro, non risulterebbe in buono stato. A parte la grandissima quantità di eternit presente come manufatti di diverse forme, dalle classiche coperture ondulate ai serbatoi o anche a condotte per fumi ed acque presenti da oltre mezzo secolo, si segnalano quintali e quintali di amianto friabile, nonché di coppelle o pannelli utilizzati per la coibentazione di tubature, così come si può notare dalle foto che alleghiamo. Sottolineiamo alla Vostra attenzione che le procedure per lo smaltimento dell’amianto friabile sono delicatissime e vanno eseguite isolando completamente la zona, attraverso un capannone di protezione e avvalendosi di determinate e precise sequenze. A tutt’oggi non riteniamo che le procedure siano state rispettate. Non è a conoscenza dei sottoscritti se è stato nominato dalla competente A.s.l. un coordinatore, se sia stata posta in essere la procedura della campionatura dell’amianto stesso (a seconda dello stato dell’amianto), come viene raccolto e smaltito l’amianto, se viene trasportato con mezzi idonei e dove viene smaltito, tanto meno conosciamo se la A.s.l. ha effettuato un sopralluogo.

L’amianto usato sottoforma di polvere o di tessuto rappresenta un gravissimo pericolo per la salute. I timori di chi abita nelle vicinanze della cartiera, ma anche i timori di chi conosce bene lo “Stabilimento”, sono assolutamente fondati, dato che in molti abbiamo avuto parenti che vi hanno lavorato e che magari sono deceduti a causa di patologie direttamente o indirettamente provocate dagli agenti inquinanti utilizzati in esso. È noto che l’inalazione anche di poche di particelle di amianto può provocare tumori incurabili (carcinoma polmonare, mesotelioma pleurico). Abbiamo paura!

Abbiamo paura che i lavori non vengano effettuati correttamente e che nelle operazioni di smantellamento possano essere sollevate nell’aria milioni di particelle come minuscoli stiletti pronti a conficcarsi nei nostri polmoni e soprattutto in quelli dei nostri figli, provocando danni irreparabili. Non conosciamo se le ditte impegnate nelle operazioni di smantellamento stanno usando tutti i sistemi di sicurezza idonei per proteggere la loro incolumità ed anche la nostra, così come probabilmente riportato nel piano dei lavori approvato dalla A.S.L. di Chieti; seppur confidando nella buona fede e nella professionalità degli operatori, chiediamo che si effettuino controlli continui per scongiurare ogni possibile errore in queste attività tanto delicate e pericolose e per poter effettivamente tranquillizzare la popolazione.

Trattandosi di un sito ad alta pericolosità, in particolare chiediamo agli organi preposti:

  1. di verificare il contenuto del piano di smaltimento dell’amianto e della relativa autorizzazione (se rilasciata);
  2. di verificare se gli organi preposti (A.s.l.) hanno campionato e controllato l’amianto da smaltire;
  3. di assicurare quotidianamente la presenza di una squadra di tecnici che osservi da vicino una per una le attività di bonifica e di messa in sicurezza, controllando che si operi nella maniera più corretta;
  4. di installare centraline per il monitoraggio delle polveri e, nel caso di allarme, di bloccare tempestivamente i lavori e provvedere ad assumere tutte le iniziative necessarie;
  5. di tenere comunque informata la cittadinanza sullo stato d’avanzamento dei lavori e sugli eventuali pericoli presenti quotidianamente;
  6. di accertare lo stato di inquinamento dei terreni ricadenti nell’area.

E’ dovere precipuo dello Stato la salvaguardia del fondamentale diritto costituzionale dell’individuo e della collettività alla salute: si sottolinea che nelle immediate vicinanze del sito in questione vivono migliaia di persone, inoltre vi sono asili nido, scuole primarie, medie, strutture sanitarie e ospedaliere, il Campus Universitario che quotidianamente è frequentato da migliaia di studenti e centinaia di dipendenti. Noi ci aspettiamo, per l’interesse dell’intera comunità, un assiduo controllo delle operazioni di smantellamento e di verifica dei rischi così come sopra indicato. I tempi sono ridotti e l’entità dei lavori è tale che non si può immaginare che terminino in pochi giorni.

Chiediamo, pertanto, un intervento celere ed efficace, per controllare le attività poste in essere dalle ditte incaricate dei lavori e dalla A.s.l., indicate nel su esteso ricorso, onde accertare eventuali omissioni nelle quali sono ravvisabili elementi di reato. Confidiamo nella responsabile azione dei destinatari della presente, per quanto di lungimirante competenza di ciascuno, e attendiamo fiduciosi tempestivi provvedimenti.

 

 

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