| Ex Burgo, alcuni chiarimenti |
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| Archivio - Amianto nella ex-Burgo | |||
| Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it | |||
| Mercoledì 28 Ottobre 2009 23:51 | |||
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Prima di realizzare la nuova struttura bisognerà però bonificare il sito e demolire la costruzione esistente. La grande quantità di amianto presente nella ex cartiera spaventa molto i cittadini che, non sapendo quanto stia accadendo all’interno dello stabilimento circa le modalità di esecuzione delle operazioni di bonifica, si è rivolto agli organi competenti presentando un esposto con il quale si chiede una maggiore attenzione delle istituzioni a tutela della salute dei cittadini. La prima frase dell’esposto inizia così:”Siamo un gruppo di cittadini” e questa è la verità. Non siamo politici e neanche concorrenti delle imprese impegnate nel progetto In.Te; e non siamo neanche disfattisti che tifano contro la realizzazione del progetto sapendo che questo danneggerebbe tanti nostri concittadini rimasti senza un lavoro dopo la chiusura della Cartiera. Siamo semplici cittadini che hanno paura di un nemico invisibile ma molto pericoloso che si chiama amianto e che sanno che lo stabilimento ex Burgo ne è praticamente farcito. Sanno anche che lo smaltimento dell’amianto deve essere effettuato secondo un rigido protocollo che garantisca l’incolumità degli operatori e delle popolazioni residenti nelle immediate vicinanze del sito e vogliono sapere se questo protocollo è stato adottato correttamente.
L’amianto provoca danni gravi ed irreparabili a carico dell’apparato respiratorio, e molti di noi lo sanno molto bene, visto che hanno visto morire i propri cari per patologie polmonari causate non solo dall’amianto ma indirettamente anche da altri agenti inquinanti purtroppo presenti all’interno del sito. Io non so se l’Ing.Merlino abbia mai visto morire qualcuno per cancro ai polmoni, ma nel caso alcuni dei firmatari dell’esposto potrebbero raccontargli qualcosa in merito, partendo da quando si scopre di avere la malattia fino a che si appassisce pian piano terminando la propria vita morendo asfissiati. Non è bello assistere alla morte di un malato di cancro ai polmoni, ma è certamente peggio avere la malattia, è veramente una cosa terribile. Questo è quello che ci ha spinto a presentare l’esposto, la paura, solo la paura e nessuna altra oscura ragione. Siamo certi che i lavori vengono effettuati a regola d’arte, ma staremmo più tranquilli se qualcuno dall’esterno potesse garantircelo, magari mostrandoci i risultati dei controlli che per legge devono essere effettuati con continuità più volte al giorno a cura del committente. Per una maggiore tranquillità di tutti sarebbe opportuno che i controlli e le analisi dell’aria li facesse un organo diverso dal committente dei lavori, ad esempio ASL o ARTA; sarebbe una garanzia anche per gli addetti ai lavori che così, in caso di analisi negative, si toglierebbero di mezzo un’orda di preoccupati rompiscatole quali noi, purtroppo nostro malgrado, siamo. Del resto, se i controlli delle autorità vengono già effettuati di continuo così come dice l’Ing.Merlino ed i lavori vengono eseguiti a regola d’arte, perché allora non metterci in condizione di poter verificare i dati scaturiti dai controlli? In fondo abbiamo solo chiesto che qualcuno ci garantisca che lo smaltimento dell’amianto sia effettuato correttamente e che nello stabilimento non ne rimanga una sola particella. Cercate di immaginare se una volta terminate le operazioni di bonifica rimanesse ancora una parte di amianto incolpevolmente dimenticata all’interno, sapete cosa accadrebbe se la demolizione dell’edificio venisse operata mediante utilizzo di cariche esplosive? E’ semplice, le particelle di amianto dimenticate verrebbero sparate a centinaia di metri di distanza e trasportate dal vento un po’ dappertutto, rimanendo per mesi sospese nell’aria prima di depositarsi al suolo o, ancora peggio, nei nostri polmoni. Se le operazioni vengono effettuate correttamente così come afferma l’Ing.Merlino, né lui e né le ditte impegnate devono avere paura, facciano fare i dovuti controlli e le analisi per la nostra e la loro tranquillità e , soprattutto, rendano pubblici i risultati.
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Era naturale la risposta dell’Ing.Merlino dopo gli articoli usciti sui quotidiani di lunedì 26 ottobre, sulle operazioni di bonifica del sito industriale dell’ex Burgo. Una risposta pepata, che pone come questione centrale il “fastidio” recato da noi cittadini preoccupati della nostra salute e dagli organi preposti al controllo della regolare esecuzione dei lavori. Per chi ancora non lo sapesse, lo stabilimento dell’ex Burgo sarà sostituito da nuovi edifici che daranno vita al progetto In.Te, consistente in una fabbrica di energia rinnovabile ed una scuola di volo. 





Commenti
Ottime anche le considerazio di Mara Miccoli. Adesso aspettiamo una risposta vera, perché il solito "state tranquilli, tutto è in regola" non è accettabile, non per discredito verso qualcuno, ma perché viviamo nel posto dove dietro un formale rispetto delle regole scopriamo ogni giorno un nuovo disastro ambientale. Qui ora non basta applicare le procedure, bisogna fare qualcosa di più per restituire tranquillità ai cittadini che troppe volte sono stati presi in giro.
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