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Ex Burgo, bisogna riportare il discorso sull'amianto, per parlare di In.Te, biomasse e pirolisi ci sarà ancora tempo PDF Stampa E-mail
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Archivio - Amianto nella ex-Burgo
Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it   
Giovedì 31 Dicembre 2009 02:47

Ex Burgo, ora si parla solo di ciò che sarà o, meglio, di cosa potrebbe diventare il sito industriale in corso di dismissione, se sarà un nuovo insediamento produttivo compatibile con il nucleo abitato o se diverrà un impianto di pirolisi potenziale produttore di cancro che però dà occupazione.

L’attenzione è posta al futuro prossimo, a quanto pare il presente è stato accantonato definitivamente.

Nel frattempo i lavori di demolizione dell’edificio che ha ospitato per oltre mezzo secolo la Cartiera di Chieti proseguono e nonostante l’allarme lanciato con un esposto da un gruppo di cittadini circa il pericolo amianto, nessun Ente di quelli interpellati sembra dare delle risposte concrete e soprattutto sensate.

Le uniche risposte ufficiali ricevute da quel lontano 14 ottobre 2009, data di inoltro dell’esposto, sono state nell’ordine quella dell’ARTA in data 20.10.2009 che dice di non poter intervenire se non richiesto da altri Enti; quella del Presidente della Provincia in data 22.10.2009 che dice di aver passato la pratica al competente Ufficio; quella della ASL in data 15.12.2009, che “ha effettuato un sopralluogo presso la Cartiera Burgo con sede in Chieti Scalo, Via Piaggio” in data 07.12.2009, quasi due mesi dopo l’esposto.

Bella tempestività!

Ed asserisce poi che i lavori di rimozione dell’amianto compatto sono stati ultimati e che le analisi e monitoraggi effettuati dalla società che ha materialmente svolto il lavoro di smaltimento dell’amianto dimostrano “il non superamento dei valori di concentrazione delle fibre aerodisperse nell’ambiente circostante”.

La frase tra virgolette è stata scritta dal funzionario della ASL e reca un’omissione che credo sia involontaria: ma il non superamento dei valori di concentrazione rispetto a che? Manca il parametro di riferimento.

Ma il problema principale non è questo quanto il seguito della comunicazione ASL:

“Attualmente sono in corso i lavori di bonifica relativi all’amianto friabile. Detti lavori sono stati regolarmente autorizzati in data 02.12.2009, dal SPSASL della ASL di Chieti, con l’obbligo tra l’altro di effettuare il monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse, quotidianamente, dall’inizio delle operazioni e fino alle pulizie finali”.

  

Da ormai un mese stanno smaltendo l’enorme quantitativo di amianto friabile presente all’interno dello stabilimento e nessun controllo viene effettuato né dalla ASL e né dall’ARTA, nessuna controanalisi dell’aria che vada a verificare se effettivamente amianto nell’ambiente ce ne finisce o no. L’attività di controllo viene lasciata ancora una volta all’esecutore materiale dei lavori che ha la tripla veste di esecutore, controllore e controllato.

Incredibile, un problema di così grande portata sottovalutato da tutti ed in questo modo!

Fare l’analisi di un campione d’aria sembra costi sui 600,00 euro, i bilanci di ASL e Comune di Chieti (il Sindaco potrebbe emettere una specifica ordinanza) non possono permettersi qualche campionatura da effettuare a sorpresa?

La salute dei cittadini sembra non stare molto a cuore di chi ci amministra e tantomeno di chi dovrebbe fare attività di prevenzione, sono trascorsi più di due mesi e mezzo dall’esposto e non ci sono state risposte accettabili.

Per parlare del progetto In.Te. o di altro in programma, e per discutere sulle farneticazioni apparse sui quotidiani locali in questi giorni da parte di taluni soggetti c’è ancora tempo, adesso bisogna risolvere una volta per tutte il problema della paura da rischio amianto ormai dilagante tra la popolazione, alimentata dall’assenza di informazioni chiare circa la correttezza delle operazioni di bonifica del sito Ex Burgo, ma soprattutto dall’assenza delle istituzioni.

 

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