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Parco Paglia: cantiere o discarica? PDF Stampa E-mail
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Archivio - Amianto nella ex-Burgo
Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it   
Domenica 10 Gennaio 2010 22:57

Parco Paglia in via Piaggio a Chieti Scalo, un gruppo di capannoni destinati ad artigiani e piccole imprese in cerca di nuovi spazi per espandere la propria attività. Decine di capannoni sono già pronti, tanti già occupati ed altri che verranno occupati a breve. Nel frattempo la domanda di nuovi spazi cresce ed è tutto pronto, presto inizieranno i lavori per la costruzione di nuovi (orrendi) cubi. Tutto pronto si fa per dire, per adesso di pronto c’è solo una barriera di lamiere che impedisce a chi percorre via Piaggio di scorgere quanto stia accadendo all’interno del sito.

Quello che non si vede da via Piaggio si vede però benissimo una volta entrati tra i capannoni già esistenti ed il panorama non è dei migliori. Siamo ad un centinaio scarso di metri dall’Hotel Parco Paglia e quello che i clienti dell’hotel possono vedere dalle finestre delle proprie camere non è certamente un bello spettacolo: gran lusso e sistemazione in quattro stelle circondati da orrendi capannoni, dallo scempio dell’area dell’ex zuccherificio e da una discarica di non meglio identificati materiali. Non è certamente il massimo.

Quanto alla discarica, non so se è stato autorizzato l’accumulo di rifiuti in quell’area, si tratta principalmente di materiali edili, cumuli di calcinacci, piastrelle di diverso materiale, mattoni, cemento, barattoli di vernice vuoti, sabbia, ghiaia, e lastre di altri materiali non meglio identificabili, che per disposizioni di legge non possono essere abbandonati sul terreno, anche se appartenente a privati, ma devono essere necessariamente smaltiti in discarica. C’è anche un piccolo cumulo di detriti di colore rosa, che potrebbe essere formato una qualsiasi porcheria, magari di materiale pericoloso per l’ambiente e per la nostra salute. Il tutto ai confini con il sito dell’Ex-Burgo che ricordo essere in fase di bonifica dall’amianto e da chissà quali altri residui.

“Vox Populi, Vox Dei” si dice in questi casi, e la gente dice che il sito dell’Ex-Burgo, quindi anche del terreno destinato a Parco Paglia, nel corso degli oltre 50 anni di vita dello stabilimento è stato oggetto di interramento di rifiuti di scarto della lavorazione della carta perché prima si faceva così, ma a parte le voci di popolo e le dichiarazioni di qualche vecchio dipendente Burgo, nessuno ha prove sufficienti per fare in modo che qualcuno intervenga.

 

Adesso però forse gli estremi per un intervento ci sono, quella che viene documentata con foto è una discarica di materiali probabilmente inerti, ma forse inerti solo nell’aspetto esteriore. Chissà cosa è nascosto tra quei cumuli?




Per saperlo bisognerà intervenire per osservare da vicino quei materiali ed analizzarli per vedere se sotto sotto c’è quello che tutti pensano, ma che nessuno sa per certo: parte dei rifiuti derivati dalla lavorazione della carta è sepolta davvero nell’area del Parco Paglia?

Siamo a ridosso del centro abitato e a poche centinaia di metri dal Fiume Pescara, se fosse necessaria una massiccia azione di bonifica bisognerebbe farla in tempi brevi, prima che qualcuno costruisca dei capannoni che vadano a nascondere tutto quanto possa rimanervi sotto.

Si tratta di una dscarica abusiva o autorizzata?
Sarebbe auspicabile un tempestivo intervento dell’Assessorato all’Ecologia del Comune di Chieti per dissipare ogni dubbio, così come è stato fino ad oggi per altre situazioni che noi di chietiscalo.it abbiamo messo in evidenza.

     



 

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