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Archivio - Amianto nella ex-Burgo
Scritto da Mara Miccoli   
Lunedì 08 Febbraio 2010 20:47

"Da oggi" la demolizione sarà controllata e verranno usati tutti gli accorgimenti per tutelare gli abitanti dalle polveri e dall'amianto. Queste le parole dell'Assessore De Cesare, che si è interessato, interpellato dalle associazioni e dai cittadini firmatari dell'esposto Burgo, delle problematiche relative all'impatto ambientale ed urbanistico del progetto In.Te. Progetto ancora campato in aria, visti gli innumerevoli punti interrogativi che insistono sia sulle imprese coinvolte nel progetto stesso, sia sugli impianti che saranno effettivamente realizzati sull'area. L'Accordo di programma cambia volta per volta, si modifica e si modella sulla base delle esigenze che man mano saltano fuori.

Prima esigenza quella di ricollocare i lavoratori della ex-Cartiera, che però vengono utilizzati come "scusa" per proporre impianti di dubbia utilità ed incerto impatto ambientale.

Con l'"arma" degli operai si mettono cittadini, lavoratori e ambientalisti l'uno contro l'altro, strumentalizzando la "questione Burgo" dall'una o dall'altra parte a seconda delle esigenze dei "capoccioni". Tutto è in mano ai privati, allo studio di ingegneria che propone il progetto stesso. A loro la scelta di quale tipo di insediamento proporre.

All'urbanistica il compito di verificare se verranno rispettate tutte le "regole" comunali, sempre compatibilmente con le direttive della legge regionale. Legge regionale che, tutelando i lavoratori e vincolando l'area a rimanere "produttiva", di fatto contrasta con le esigenze effettive del territorio, ormai in pieno centro urbanizzato, fortemente inquinato dai vecchi insediamenti, che certo non avrebbe bisogno di ulteriori fonti di inquinamento.

Regione contro Comune, lavoratori contro cittadini, politici che "usano" l'arma Burgo per fini elettorali. E gli abitanti della zona? E le scuole, i bambini, le famiglie che abitano nei dintorni? Loro non contano niente, a quanto pare. Le decisioni sulla loro salute e sul loro quartiere non spettano a loro. Loro possono solo stare a guardare, e sperare che veramente tutto venga fatto "in regola".

Il Comitato spontaneo nato per la paura scaturita dalla immensa quantità di amianto presente in Cartiera si è fatto portavoce di quei cittadini, nel timore che gli interessi economici potessero sovrastare la logica tutela della salute. L'amianto è un pericolo subdolo, gli effetti di una seppur minima esposizione si avvertono dopo anni dall'esposizione stessa. Quindi chi potrà risalire alla causa-effetto se qualcosa dovesse "uscire" da quel cantiere? Vista la confusione generata sul progetto i dubbi sono legittimi. I cittadini hanno allora chiesto alle autorità documentazione e controlli, per poter vedere con i propri occhi se effettivamente tutto fosse realizzato nel rispetto delle norme. Le demolizioni vanno avanti, mentre le "carte" ancora non si vedono. I controlli sollecitati dal comitato finalmente ci sono stati, sotto pressioni politiche e non effettuate sugli enti che sono per legge deputati a farlo: ASL e ARTA. Ma l'Arta non si muove se non è la ASL a richiederlo. L'Urbanistica e il Comune "non hanno titolo" di intervenire, a quanto loro stessi dicono. L'Assessore De Cesare si è comunque mosso a favore dei cittadini e ha cercato di sopperire alle mancanze burocratiche. Si è messo in prima fila nella opposizione al paventato impianto di pirolisi (incenerimento? impianto di trattamento rifiuti? Impianto di recupero energetico da biomasse? Ci siamo già espressi su questo punto...), ma questo non basta.

Il progetto In.Te. è ancora un grosso punto interrogativo.

A distanza di quattro mesi dall'esposto e di un mese abbondante dalla formale richiesta della consulta delle associazioni di avere un incontro con il Sindaco e con i progettisti, questo "tavolo" si è finalmente concretizzato, ma purtroppo senza quelle risposte ufficiali e definitive che si auspicavano. L'"ultimo" progetto per la Burgo porta la data 1 febbraio 2010, e in esso ci sono di nuovo "ipotesi" di insediamenti produttivi. Al posto della pirolisi, al momento esclusa ma ancora ripresentabile come possibilità futura, si ipotizza ora un centro di smistamento di prodotti alimentari che dovrebbe servire tutto il centro sud. Evidenti i problemi logistici e di inquinamento da mezzi pesanti che questo comporterebbe. Togliamo un possibile inquinante per proporne un altro forse peggiore? Perché, forse, così la pirolisi sembrerebbe il male minore?
Nel progetto c'è ancora l'ipotesi della scuola di volo, che di "impianto produttivo" non si tratta.

La legge regionale quindi contrasta con questa ipotesi, che sarebbe invece la meno inquinante di tutte le altre ipotizzate. Regione contro Comune, Comune contro privati, cittadini contro tutti??? Ma dove andremo a finire di questo passo?

Il nostro Sindaco è convinto che la pirolisi non sia nociva. L'Assessore invece sostiene il contrario. I medici per l'ambiente hanno fatto studi su studi sulle varie tecniche di incenerimento e sul relativo inquinamento. La pirolisi è di fatto una "variante" dell'incenerimento. Le biomasse ne sono un'altra. Ma questo facciamolo dire a chi ne sa più di noi, visto che stanno cercando di strumentalizzare anche queste questioni di salute.
Siamo in campagna elettorale. Questa giunta sta velocizzando tutti gli obiettivi in essere per cercare di lasciare qualcosa di concreto alla città prima di "rischiare la poltrona" con le imminenti elezioni. La corsa però è ostacolata, ovviamente, dall'opposizione. Opposizione che sulla "questione Burgo" non si è mai pronunciata, che non ha mai dato neanche un parere. L'attuale opposizione è certa che salirà su quella poltrona. Continua a fare campagna denigrando la sinistra su qualsiasi cosa. Destra o sinistra per i cittadini e per la questione Burgo in particolare, non contano. Conta la salute. Conta il cittadino in quanto tale. Cosa faranno o hanno fatto questi politici per tutelare l'ambiente della nostra città e la nostra salute? Questo dobbiamo chiederci quando andremo alle urne. Quando dovremo decidere chi vogliamo su quelle poltrone.

La Burgo è un esempio palese del caos che regna in questa città. La Burgo che non doveva chiudere eppure ha chiuso, i lavoratori che dovevano mantenere il posto di lavoro invece l'hanno perso, e l'amianto, e la demolizione, e i progetti, e i costruttori, e i cittadini, e le imprese.....

 

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