| Ex Burgo: le demolizioni continuano e getti d'acqua non se ne vedono nonostante le rassicurazioni ... |
|
|
|
| Archivio - Amianto nella ex-Burgo | |||
| Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it | |||
| Giovedì 08 Aprile 2010 22:35 | |||
|
Come già più volte detto, il sito dell’ex-Burgo è caratterizzato da una massiccia presenza di amianto al suo interno e questo ha preoccupato oltremodo un nutrito gruppo di cittadini che si è costituito in comitato. Se le operazioni di bonifica non dovessero venire effettuate correttamente ci sarebbe il rischio di una pesante ricaduta sul territorio in termini di danni più che seri alla salute pubblica. Questo timore portò lo scorso ottobre il comitato a depositare un esposto presso 14 diversi Enti, allo scopo di capire se lo smaltimento dell’amianto procedeva secondo i dettami di legge e vedere dissipato ogni dubbio. La risposta degli Enti interpellati non fu affatto brillante, la macchina burocratica ha impiegato circa 3 mesi ad intervenire e dopo varie sollecitazioni, mentre nel frattempo tutto l’eternit (amianto solido) è stato smaltito non si sa come ed alcuni edifici del complesso industriale demoliti (alcune parti in sanatoria pagando una sanzione di soli 516 euro per demolizione senza permesso) senza tutte le precauzioni del caso. Intanto dell’amianto friabile, quello veramente pericoloso, non se ne sa nulla, si sa solo che lo smaltimento viene effettuato prima della demolizione degli edifici ma di questo non abbiamo alcun documento certificato rilasciato dagli organi di controllo, ASL in primis. Il comitato di cittadini formatosi spontaneamente allo Scalo chiedeva che le operazioni di bonifica del sito dall’enorme quantitativo d’amianto venissero effettuate osservando tutte le prescrizioni di legge in fatto di sicurezza sul lavoro e di salvaguardia della salute pubblica ed aveva chiesto ai diversi Enti interpellati che ognuno per quanto di propria competenza vigilasse sulla corretta esecuzione dei lavori. Chiedeva oltre al rispetto delle norme sul corretto trattamento dei materiali contenenti amianto, una maggiore attenzione sull’abbattimento delle polveri da parte delle ditte impegnate nelle operazioni di smantellamento dello stabilimento e sembrava che ultimamente si fosse operato con tutti i canoni per la sicurezza, ma tutto ciò è forse avvenuto solo in apparenza. In sostanza ci si aspettava un giro di vite sui blandi controlli effettuati fino ad allora, ma non si è avuto alcun apprezzabile risultato. Il Comitato ottenne da più parti rassicurazioni sul fatto che venissero impiegati cannoni ad acqua per abbattere le polveri durante le operazioni di demolizione ed alcuni cittadini residenti nei pressi dello stabilimento raccontano dell’uso massiccio di acqua e di polvere abbattuta quasi totalmente ma in una sola delle giornate. Da quel giorno poi nulla più, lontano da occhi indiscreti hanno demolito altre parti di edifici senza usare acqua e la polvere ha letteralmente invaso tutta via Pomilio, esasperando oltremodo i residenti che hanno segnalato il fatto alla redazione di chietiscalo.it. Pare che durante le demolizioni ci fossero nel bel mezzo del polverone lavoratori sprovvisti di mascherine protettive e questo non è certamente indice di grande attenzione da parte delle maestranze. Sono in tanti a chiedersi a questo punto se la ASL effettui spesso i dovuti controlli e se l’INAIL sia un domani disposta a pagare indennità a chi si è reso esso stesso (riferendosi agli incauti lavoratori) colpevole di non aver tutelato la propria salute. Ed in tanti si chiedono anche che ne sarà della salute dei lavoratori ma soprattutto della propria. Insomma, c’è ancora qualcosa che non va e c’è ancora molto amianto da smaltire oltre che parecchi edifici da demolire, quando noi cittadini potremo stare tranquilli? Da qualche giorno Chieti ha un nuovo sindaco, non possiamo che chiedergli di attivarsi, nella sua qualità di Primo Cittadino e garante della salute pubblica, affinché i cittadini possano essere certi del corretto svolgimento dei lavori di smantellamento dell’ex Burgo e contestualmente che si faccia carico dell’onere di far rispettare le prescrizioni di legge sull’uso dell’acqua nelle operazioni di demolizione.
|



La cancellazione dello stabilimento ex-Burgo di Chieti dalla faccia della terra continua senza sosta, un pezzo alla volta tutto sta venendo giù, le grandi pinze dei semoventi sbriciolano travi e mura in cemento come se fossero polistirolo. 





Commenti
Questa è l'ennesima dimostrazione dello scostamento tra propaganda e sostanza. Quante assicurazioni aveva rilasciato l'Amministrazione uscente al Comitato da te citato circa la fattiva sorveglianza sui lavori in parola? Sarebbe bastato dislocare sul posto un rappresentate (vigile, tecnico dell'urbanistica, ecc.) per bloccare sul nascere qualsiasi lavoro non autorizzato. Invece i lavori si fanno e si sanano con buona pace per la salute dei cittadini.
E poi volevano rivincere le elezioni?
Anche in questa velleità si dimostra il dilettantismo!
Cordialmente
elvio cugini
RSS feed dei commenti di questo post.