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Ora più che mai è necessario analizzare aria e suolo nella zona dell’ex-Burgo PDF Stampa E-mail
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Archivio - Amianto nella ex-Burgo
Scritto da Roberto Di Monte - chietiscalo.it   
Domenica 09 Maggio 2010 17:55

IMG_09911Le ultime due settimane sono state caratterizzate da una grande attività all’interno del cantiere dell’ex-Burgo, la demolizione degli edifici procede a velocità estrema in una sorta di corsa contro il tempo. Le demolizioni proseguono ma le norme sulla sicurezza sul lavoro che trattano l’abbattimento delle polveri prodotte dai grossi mezzi da cantiere, continuano a venire ignorate, così come vengono ignorate le continue sollecitazioni dei cittadini che, preoccupati, chiedono più attenzione.

Stanno abbattendo parti di edifici senza togliere prima i macchinari dal loro interno e questo lascia pensare, con un po’ di malizia, che anche l’amianto sia ancora là dove era prima e finisca nell’aria assieme alle polveri.

Con l’attività di controllo degli Enti preposti ridotta al minimo, è facile pensare che si stia facendo il gioco del risparmio abbattendo indiscriminatamente e smaltendo i materiali in discarica senza separarli dalle eventuali particelle pericolose ancora presenti all’interno dello stabilimento.

Ma veniamo ai fatti.

L’ultima settimana di aprile abbiamo denunciato più volte le demolizioni senza utilizzo di un sistema efficace di abbattimento delle polveri e la lettera inviata dal Sindaco Di Primio ad ASL e ARTA circa la necessità di maggiore attività di controllo, è la prova che questo problema non è cosa da poco. Grosse nuvole di polvere sono state provocate in più giorni consecutivi ed il vento le ha spinte nel corso dell’ultima settimana di aprile verso sud-ovest investendo anche viale Benedetto Croce, mentre nella prima settimana di maggio verso nord, via Pomilio, via D’Ascanio in particolare. Pertanto la zona da sottoporre all’attenzione degli organi di controllo ASL ed ARTA è piuttosto estesa, parliamo di diverse centinaia di metri di raggio dalla zona in demolizione, visto che la brezza in alcuni giorni è stata piuttosto sostenuta. I residenti sono costretti da settimane alla serrata, con le finestre chiuse a tutte le ore del giorno poiché vogliono evitare di avere il fastidio di tanta polvere in casa ma hanno anche paura che assieme alle polveri nelle loro case possa entrarvi l’amianto.

Il Comitato Amianto Burgo che si è costituito spontaneamente già dal mese di settembre 2009 ha cercato in tutti i modi di reperire informazioni rivolgendosi agli organismi preposti per poter stare tranquilli, ma le notizie sono arrivate col contagocce, poche ed insufficienti. Quelle poche arrivate non sono bastate per tranquillizzare nessuno e soprattutto non sono servite affatto a creare un clima di fiducia verso le ditte impegnate nello smantellamento dell’ex-Burgo, clima necessario anche in vista della definizione dei progetti ancora oggi “oscuri”.

La cosa che non si riesce a comprendere è come un progetto che pare abbia valenza di circa un centinaio di milioni di euro non preveda la piccola spesa dell’acquisto o del noleggio dei tanto sospirati cannoni ad acqua che in altre località d’Italia hanno reso tranquilli gli animi delle popolazioni residenti in zone vicine agli edifici in demolizione.

A Chieti la regola del profitto ad ogni costo anche fregandosene della salute pubblica ha avuto il sopravvento sul buonsenso?

Per questo il Comitato torna a chiedere con forza ciò che chiede ormai da 6 mesi:

  1. L’uso di cannoni ad acqua durante le demolizioni;
  2. Analisi più approfondite di aria e campioni di suolo nei paraggi dell’ex Burgo;
  3. Una o più centraline di monitoraggio fisse in zona madonna delle piane.

Il Comitato confida molto sul buonsenso del nuovo Sindaco di Chieti, avv. Umberto Di Primio, affinché si attivi in fretta ed in modo concreto facendo seguire azioni decise alla lettera già inviata ad ASL ed ARTA, per la tranquillità dei cittadini ma soprattutto per la salvaguardia della loro salute.

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