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Spectrum Geo - un unica gigante richiesta di ispezioni sismiche lungo tutta la riviera adriatica PDF Stampa E-mail
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La voce dei cittadini - Petrolio Abruzzo
Scritto da AA.VV.   
Venerdì 02 Settembre 2011 08:05

In data 5 Agosto 2011 la società inglese Spectrum Geo LTD ha presentato richiesta di autorizzazione presso il Ministero dell'Ambiente per eseguire ispezioni sismiche nel mare Adriatico con la tecnica dell'airgun e alla ricerca di petrolio.

Le due concessioni in giacenza al Ministero sono la d1 BP SP e la D1 FP SP, e spiccano per la loro estensione territoriale: oltre 30 mila chilometri quadrati lungo tutta la costiera Adriatica da Rimini fino a Santa Maria di Leuca, investendo dunque Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, a circa 25 chilometri da riva.

Le ispezioni sismiche si eseguono tramite violentissimi spari di aria compressa rivolti verso i fondali marini. Le onde riflesse forniscono informazioni sui giacimenti di idrocarburi nel sottosuolo. Numerosi studi scientifici mondiali attestano la loro estrema dannosità per le specie marine: gli spari airgun possono causare spiaggiamenti, lesioni, morte di cetacei, pesci e specie bentonitiche anche a centinaia di chilometri di distanza dal punto di impatto.

La Spectrum è una società a responsabilità limitata che intende commercializzare i suoi dati a ditte straniere. Data l'entità del progetto e la vicinanza alla riva delle ispezioni sismiche, il rischio a cui si va incontro è di avviare un irreversibile processo di petrolizzazione dell'Adriatico intero con pozzi e infrastruttura petrolifera lungo il litorale, rischi di subisdenza, scoppi, perdite di petrolio, deturpazione del paesaggi, stravolgimenti della qualità della vita e pochissimi benefici per i cittadini italiani.
Il mare Adriatico è un mare fragile, chiuso, con lenti ricambi di acqua, già sottoposto a decine e decine di concessioni petrolifere avanzate lungo la costa dei Trabocchi, alle isole Tremiti, in Salento, lungo la riviera emiliana e marchigiana, da parte di ditte straniere che ripetutamente affermano ai loro investitori che trivellare in Italia è facile ed economicamente conveniente. Lo stesso scenario si ripete nel mar Ionio e in Sicilia.

Esortiamo il Ministero dell'Ambiente, la classe dirigente delle regioni interessate a farsi portavoci delle preoccupazioni dei cittadini e di attivarsi per leggi che proteggano maggiormente il nostro patrimonio ambientale comune.

Lungo le coste americane pacifiche ed atlantiche vige il divieto assoluto di trivellare e di eseguire ispezioni sismiche a 160 chilometri da riva per proteggere turismo ed ambiente.
Occorre una visione lungimirante anche per il mare Adriatico e di leggi che lo proteggano dalle trivellazioni selvagge, coinvolgendo anche le comunità costali della ex-Yugoslavia e con l'interdizione di nuovi pozzi petroliferi su tutta la sua superficie.

L'Adriatico non è il golfo del Messico, ma il mare degli italiani. Merita di essere protetto per il godimento delle generazioni presenti e future e non venduto al miglior offerente straniero in cambio di pochi spiccioli.



Los Angeles, 1 Settembre 2011

Maria R. D'Orsogna, PhD
Associate Professor Department of Mathematics Institute for Sustainability
California State University at Northridge
www.csun.edu/~dorsogna

Dante Caserta
Consigliere Nazionale WWF Italia

Fabrizia Arduini
Emergenza Ambiente Abruzzo

Guido Pietroluongo
Italia Anti Whaling Events

Immagini e testi relativi alla concessione Spectrum sono qui:

http://dorsogna.blogspot.com/2011/08/la-madre-di-tutti-i-mostri-petroliferi.html

 

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