| Facciamoci del male... |
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| La voce dei cittadini - Petrolio Abruzzo | |||
| Scritto da Tom P. | |||
| Lunedì 01 Novembre 2010 10:53 | |||
Fonte: Proposte per Chieti
Stanotte molti ragazzi si incontreranno per giocare con i mostri di halloween, la carnevalata consumistica importata per soppiantare la nostra tradizione del culto dei morti. Nuove generazioni crescono senza sapere neanche il nome dei loro nonni. Cambiamenti difficili da accettare. Usanze barbare che cancellano le nostre radici sociali e culturali, ma se questo è il mondo dei ragazzini, gli adulti fanno anche peggio: si preparano ad evocare mostri veri, distruttivi, mortali.
Lo scempio è iniziato da decenni a nostra insaputa. Fino a pochi anni fa abbiamo bevuto l'acqua senza neanche immaginare quello che stava facendo la Montedison di Bussi. Compriamo gli ortaggi nostrani senza pensare che crescono nei campi avvelenati della Val Pescara. Eppure nonostante tutto, nonostante una massa di inebetiti, nonostante la disinformazione organizzata, alcune persone dotate di saggezza e di buona volontà sono riuscite a denunciare i nuovi gravissimi pericoli che bussano alla nostra porta. A cominciare dal famigerato Centro-Oli una piccola reazione popolare c'è stata. Pur schifando gli "ambientalisti" la politica ha dovuto tenerne conto. Grazie alla professoressa Maria Rita D'Orsogna e tanti altri studiosi, docenti, medici a cui si sono uniti anche i vescovi e le associazioni che hanno contribuito ad organizzare conferenze e manifestazioni alcuni risultati ci sono stati: gli operatori turistici e molte aziende del settore agricolo hanno percepito il pericolo, il Centro-Oli non esiste, alcuni politici hanno fatto promesse impegnative per evitare la deriva petrolifera. Però non basta perché non esistono ancora provvedimenti di legge che possano farci sentire al sicuro.
Il petrolchimico di Ortona non c'è, ma non c'è neanche un atto di rinuncia a costruirlo. Recentemente il governo ha bocciato il progetto di Ombrina Mare (piattaforma di estrazione in mare, a pochi chilometri da San Vito, con desolforatore galleggiante), ma tante altre autorizzazioni di piattaforme sono ancora in attesa di decisione. Non sappiamo niente di preciso per gli altri mostri, quelli del Lago di Bomba, del mare, dei parchi. Nessuno riesce a capire il senso di una discarica di amianto tra le vigne che producono i migliori vini abruzzesi; nessuno sa spiegarci lo strano percorso del potente elettrodotto che collega i Balcani alla Puglia passando per Pescara, Cepagatti, Chieti, Bucchianico e cosa dire del grande gasdotto che attraverserà le nostre montagne in zone fortemente sismiche. Sono mostri, come gli inutili inceneritori (uno solo besterebbe per bruciare più di tutta l'immondizia d'Abruzzo, invece ne vogliono costruire almeno quattro chissà perché).
Siamo messi proprio male, ma vogliamo di più, vogliamo farci ancora più male. Non ci basta leggere sul giornale che in pochi anni qui, in Abruzzo, siamo riusciti ad aumentare le leucemie del 30%, che aumentano i tumori, che dopo l'acqua avvelenata stiamo avvelenando anche l'aria; no, non ci basta, adesso arrivano i signori della Confindustria teatina a dirci che ci vuole anche il petrolio, con i pozzi, le raffinerie, i micidiali desolforatori e i fanghi radioattivi.
La confindustria ha comprato pagine dei quotidiani durante l'estate e ora compra gli spazi di Rete8 per organizzare talk-show di propaganda petrolifera e diffonde comunicati che lasciano sgomenti. Hanno trovato perfino un professore disposto a sostenere la tesi della bontà del petrolio Sul Messaggero di ieri il rappresentante degli industriali teatini è tornato all'attacco con le solite parole magiche: sviluppo, posti di lavoro, royalty. Sembra un bambino che gioca a dire le cose al contrario: lo sviluppo, dice lui, lo fa il petrolio con pozzi e raffinerie (una decina di tecnici che gestiscono tutto, sai che sviluppo!). Dietro i progetti petroliferi abruzzesi ci sono società di avventurieri squattrinati che dichiarano fallimento al primo ostacolo, figuriamoci che sviluppo potrebbero dare a noi altri. Chi difende le spiagge, gli alberghi, i vigneti, le cantine, i pescatori, i ristoranti, i pastifici, i frantoi, le sagre, gli agriturismi, gli orti, la salute, il futuro non ha capito niente. Eppure sono queste le attività che hanno un indotto vero legato alla realtà di migliaia di famiglie, un indotto che si chiama Abruzzo, terra di sane tradizioni e di ottima cucina. Economia che esporta pasta, olio, vino, dolci. Come si fa a pensare che i tutori dell'ambiente possono essere gli industriali, l'Assomineraria, quelli che hanno tutte le certificazioni, certo, come quelle di Bussi, come la WTS, come quelle che si incendiano tre volte l'anno, come gli inceneritori diversamente autorizzati della ditta DiZio-Venturoni, come l'amianto della discarica non autorizzabile ma già autorizzata... da che pulpito viene la predica! Io non riesco a crederci. Quando leggo "royalty" o 1300 posti di lavoro non so se ridere o piangere. Ci sono sempre migliaia di posti di lavoro a giustificare gli scempi. 970 erano quelli già pronti per gli ex dipendenti della Burgo demolita in tutta fretta senza badare alle misure di sicurezza, all'amianto che poteva contaminare tutta Chieti Scalo uccidendo chissà quante persone. Ora che il danno è fatto quei posti di lavoro non ci sono più. Il sindaco ora si accorge che quel grande progetto di rilancio industriale era solo un gran pasticcio e nessuno aveva neanche chiesto i finanziamenti. Dobbiamo ridere, piangere oppure questi geniali capitani d'industria dovrebbero essere messi alla gogna nella pubblica piazza dove tutti possano andare a sputare sulle loro facce di mentitori senza vergogna? Per nascondere la verità stanno cercando di inventarsi un "indotto" che intorno al petrolio ovviamente non esiste: loro lo chiamano "parapetrolio", sarebbe questa roba qui. Invece farebbero bene a chiedere scusa per i troppi disastri che hanno già provocato al nostro territorio. Il signor Primavera inventa numeri, fa balenare l'illusione delle "royalty" e arriva perfino ad affermare che non ci sono mai stati incidenti perché quello che ha combinato la BP nel Golfo del Messico era solo un film, e gli incidenti italiani come quello di Trecate (1994) l'abbiamo dimenticato, là scoppi e incendi accadono quasi mensilmente e la storia della Basilicata è un crescendo di danni e di disastri che hanno distrutto agricoltura e turismo. Anche Paguro, era solo una fiction? Facile dire che non ci sono mai stati incidenti in Abruzzo dove non c'è mai stato uno sfruttamento intensivo come quello che si vorrebbe fare ora. Se davvero gli industriali vogliono fare "un'azione mirata e completa di informazione e comunicazione sul tema degli idrocarburi" sarebbe bene che cominciassero ad informarsi perché altrimenti davanti a certe dichiarazioni scriteriate sul "terrorismo ecologico" è impossibile non domandarsi se ci sono o ci fanno. Questi industriali non vivono in Abruzzo anche loro? non hanno figli? oppure hanno deciso di mandare anche i figli nei paradisi fiscali? Non usano l'acqua per bollire la pasta (acqua avvelenata dal petrolio va bene lo stesso?) oppure con le royalties pensano di poter mangiare sempre pesce nei lussuosi ristoranti di isole tropicali?
Al signor Primavera e agli industriali che egli rappresenta vorrei far notare che qualcuno sta già facendo da tempo "un'azione mirata e completa di informazione e comunicazione sul tema degli idrocarburi" e questo non si chiama "terrorismo ecologico" solo perché giunge a conclusioni utili a salvaguardare le attività lavorative diffuse (già esistenti) e invece non consente un arricchimento facile ai sedicenti imprenditori che non riescono neanche a capire che lo sviluppo economico passa anche attraverso l'innovazione, la ricerca, lo studio, la previsione e la cura delle buone condizioni ambientali. Troppa fatica vero signor Primavera?
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Commenti
No, caro Luciano, io non ti chiedo di trovare la soluzione magica, ma vorrei solo suggerirti di non continuare a dare fiducia cieca agli stessi che hanno prodotto il guaio e si ripresentano ogni volta con una bacchetta magica che non ha mai funzionato (se non come gallina dalle uova d'oro) e ha solo peggiorato la situazione generale. Tu non li nomini né parlando di petrolio, ne parlando di monnezza e non so se è una strana forma di rispetto. Io ti chiedo di guardarli in faccia, di vedere chi sono e che fanno, prima di affidarti ciecamente a Loro.
No alle discariche- no agli inceneritori- NO ai termovalorizzat ori- NO alle ecoballe e non voglio ripetermi... No, Luciano, non riperterti, perché sei l'unico qui a dire tutti questi no. Io ti ho già detto che sono favorevole a tutto purché ogni cosa sia fatta con un po' di criterio. Non mi sembra il criterio migliore quello di affidare la soluzione agli stessi che invece di risolvere i problemi ci hanno costruito un business che ha provocato una vera tragedia. Capisco però che per alcuni c'è una questione di fede e non mi riferisco alla fede cristiana o ai santi del paradiso, molti (e qui il purtropo ci vuole) credono ai santi truffatori e puttanieri. E' una fede, su questo hai perfettamente ragione, e non si cambia con i discorsi. La ragione non la intacca.
1- Se è vero che il petrolio è in fase di esaurimento, mi sembra un motivo in più per non regalarlo con le royalties più basse del mondo, senza controlli né sulle quantità estratte, né sulle sicurezze adottate. Non ci vuole molto a cambiare le regole, almeno per l'economia se di ambiente è proprio vietato parlare.
2 - Per scoprire altre fonti o semplicemente per cominciare ad usarle, visto che alcune sono ben scoperte, possiamo avviarci oppure la tassa imposta per le fonti alternative continuiamo a regalarla ai costruttori di inceneritori? Dobbiamo prima esaurire tutte le scorte di uranio e petrolio per capire che le energie alternative non arriveranno come manna dal cielo? Attiviamo centri di ricerca oppure basta mandare al diavolo gli "ambientalisti" che da anni rompono le scatole con le energie alternative?
3 - Prima di dire che dobbiamo passivamente accettare "Purtroppo" dove hanno ora intenzione di " bucare" (chi ha intenzione di bucare? i padroni del mondo? gli alieni? Chi sono questi innominati esonerati da ogni giudizio?) non possiamo ragionare un attimo da cittadini per fare qualcosa di buono?. Davvero il nostro compito deve fermarsi alle chiacchiere e al "purtroppo" senza poter neanche sollevare una critica o una fiera protesta quando lo scempio diventa eccessivo? quando gli industriali propongono di compiere disastri accusando di scelleratezza chi sta semplicemente invitando alla prudenza?
Per il petrolio, invece, basterebbe semplicemente incentivare le energie rinnovabili, e non avremmo di certo tutta questa esigenza di trivellare.
C'è chi ci riesce, perchè noi no? Perchè gli interessi economici in gioco sono troppo forti.
Personalmente sono orgogliosa di sentirmi "ambientalista" e spero ancora che persone come Luciano si informino meglio e riescano a capire che le soluzioni ci sono, basta cercarle, e soprattutto applicarle, senza necessariamente pagare il prezzo in malattie o inquinamento.
Il petrolio è in fase di esaurimento e se il pianeta vuole sopravvivere, prima che vengono fuori o meglio si scoprano altre fonti che possano sostituirlo,bis ogna fare , io lo chiamo" prove" per vedere se ce n'è ancora. In Alaska ed altri posti che tu hai menzionato è in esaurimento. Dove trovarlo? Purtroppo dove hanno ora intenzione di " bucare".
Per la " munneza", caro Tom, bisogna trovare la soluzione OGGI, QUESTA MATTINA, e non rinviarla...!Se a Napoli non si fa sino ad oggi, la raccolta differenziata, tu cosa proponi? Non dai risposta perchè non la sai. Stessa domanda fatta ad amministratori e politici che devono solo INTIMORIRE- INCITARE ALLA VIOLENZA- CAMORRA- DIFENDERE ABUSIVISMO, non rispondono. Le tonnellate DI MUNNEZZA NON DIFFERENZIATA, ripeto ,dove la
" ammucchieresti?
Se la invii in Svezia- Germania- o dove vuoi, significa che loro SONO FURBI E NOI FESSI!
No alle discariche- no agli inceneritori- NO ai termovalorizzat ori- NO alle ecoballe e non voglio ripetermi su quello che ho scritto, ma porca miseria, dove la metti Tom la munnezza di Napoli?
Devi risolvere il problema questa mattina perché le tonnellate aumentano! Se hai una idea vincente inviala immediatamente agli amministratori, al governo, alla protezione civile. Io non avendola posso solo, con giudizio e collaborazione, usare ciò che questa mattina ho sotto le mani!
Permettimi una ultima riflessione: Lascia perdere i Vescovi…Te lo dice un cattolico. Farebbero bene a pensare un po' di più al loro orto. Ieri su Bunga Bunga ho fatto notare come sono coinvolti in MOLTI SCANDALI. Pensassero di più umilmente e lavorando, abbandonando i loro beni ed ori, alla povera gente, invece di invitare la politica a risolvere anche i loro problemi.
Sarebbe troppo lunga questa mia riflessione ed andrei fuori tema…!
Abbiamo bisogno del petrolio, ovviamente, e quindi possiamo fare estrazioni, ma non comunque e dovunque. I pozzi petroliferi iraniani, iracheni, libici, algerini si trovano in zone desertiche o semidesertiche che possono sopportare l'inquinamento prodotto da quel tipo di attività. Già parlare dell'Alaska è diverso perché nonostante sia poco popolata là l'inquinamento può causare disastri ecologici, quindi l'estrazione deve essere limitata e controllata. Idem per le acque profonde degli oceani come si è visto, purtroppo tardivamente, nel Golfo del Messico.
Estrarre qui da noi è un'idea semplicemente folle: c'è pochissimo petrolio di pessima qualità e richiede procedimenti fortemente inquinanti di desolforazione, si trova tra le vigne o davanti alle spiagge che hanno vocazione turistica. Distruggere una regione e far ammalare migliaia di persone per soddisfare il fabbisogno di italiano un paio di settimane (se ti informi un po' vedrai che di questo si tratta) è una sciocchezza pazzesca, non bisogna essere ambientalisti per capirlo. Infatti l'hanno capito tutti anche i vescovi che in genere non intervengo su queste faccende di ordine pratico. Sarebbe sufficiente una legge che impone alle compagnie petrolifere le stesse royalties e gli stessi controlli dei paesi arabi per essere sicuri che nessuna compagnia avanzerà mai alcuna richiesta di estrazione.
Anche per le altre domande ti darei la stessa risposta: le cose vanno fatte, ma con criterio. Un inceneritore per smaltire il residuo di una buona raccolta differenziata non fa paura a nessuno, soprattutto se si sceglie una collocazione adatta. Tanti inceneritori ovunque (perfino in terra di camorra dove non si riesce a controllare che tipo di sostanze tossiche ci verranno gettate dentro) e perfino prima di iniziare un buon sistema di raccolte differenziata è un modo pessimo di agire: risolve un problema (forse) ma ne produce altri molto più gravi. Non è un caso se in Campania i pochi tentativi di avviare la raccolta differenziata e di aprire centri per il riciclo dei materiali sono stati stranamente bloccati.
• come eliminare la spazzatura
• come riscaldarci
• come non fare impianti elettrici e gasdotti
• come fare collegamenti ferroviari veloci senza gallerie
e potrei andare avanti sino a superare ormai “ le fatidiche dieci domande!”
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