| Note critiche sul convegnio "Gli Idrocarburi in Abruzzo: Conoscenza, Territorio, Impresa e Lavoro" da parte di operatori turistici |
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| La voce dei cittadini - Petrolio Abruzzo | |||
| Scritto da Operatori turistici contro il petrolio | |||
| Mercoledì 16 Febbraio 2011 10:55 | |||
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Petrolio turismo e agricoltura Facciamo parte di un gruppo di operatori turistici che si sacrificano giornalmente per FAR CRESCERE il territorio della costa teatina verso un livello qualitativo importante sullo scenario turistico italiano ed internazionale. Abbiamo presentato l’anno scorso le osservazioni contro la piattaforma petrolifera “Ombrina 2”. PROPRIO PER LA NOSTRA CONOSCENZA DEL TERRITORIO, DELLE SUE ENORMI POTENZIALITA' e anche PERCHE' OGNI GIORNO SENTIAMO I COMMENTI E GLI APPREZZAMENTI DA PARTE DEI TURISTI CHE CI VISITANO, NON POSSIAMO non intervenire con un FORTE giudizio negativo rispetto al convegno organizzato dall’Università di Chieti sul tema petrolio e territorio fortemente sbilanciato sulle posizioni di una Confindustria che ha un modello di sviluppo stile anni '60. IN TEMPO DI CAMPAGNA ELETTORALE, L'ATTUALE PRES. DELLA PROVINCIA, Enrico Di Giuseppantonio AFFERMO' CHE SI VOLEVA FARE DELLA PROVINCIA DI CHIETI LA CATAOLGNA D'ITALIA E DI FARLA CRESCERE IN TERMINI TURISTICI. E' ora di chiarire se si vuole puntare sul turismo o su impianti di estrazione di idrocarburi e non far fare sacrifici a vuoto a imprenditori, famiglie, giovani, che guardano nel turismo di qualità come una possibilità di produrre reddito e sviluppo sostenibile per questi nostri territori. Certamente non si può sostenere gli operatori turistici ed allo stesso tempo trasformare l’Abruzzo in regione mineraria. LA “ricchezza” che abbiamo nel nostro territorio, nei nostri paesaggi, nelle nostre qualità eno-gastronomiche NON SOPRAVVIVERA' ALLE attività altamente impattanti ed inquinanti CHE L'INDUSTRIA PETROLIFERA INEVETABILMENTE PORTA CON SE. Le stime dicono che l' attività petrolifera IN ABRUZZO durerà all’incirca 15-20 anni. E DOPO? ALLE generazioni future RESTERA' UN PUGNO DI MOSCHE E non RESTERA' LORO NIENTE di quello che abbiamo noi adesso. Le attività turistiche di altissima qualità con produzioni agricole di prodotti doc e di notevole interesse per le nuove forme di turismo naturalistico ed eno gastronomico secondo gli ultimi dati statistici sono sempre in costante aumento (vedi dati ufficiali di ECOTOUR). E' necessario migliorare le nostre attività turistiche ed agricole IN MANIERA SANA, PERCHE' E' QUESTO IL NOSTRO VERO “petrolio”. Il territorio deve essere CONSERVATO IN TUTTA LA SUA preziosità ED UNICITA', che non è riproducibile ne in laboratorio ne in una azienda. Compromessi non sono possibili. Il turismo moderno è fatto di turisti esigenti che non possono essere ingannati. Non potremmo mai convivere con una raffineria a quattro passi dal mare, immersa nelle campagne del Montepulciano d’Abruzzo, negli oliveti e nei paesaggi e nascondere ai nostri clienti una realtà fatta di petrolio, pozzi, inquinamento e paesaggi rovinati. Basta guardare i dati della Basilicata, dove il turismo e' praticamente paralizzato. E proprio di questi giorni l’uscita di due dati significativi: 1) Il nostro Montepulciano d’Abruzzo oltre ad aver superato moltissimi premi di qualità ed aver sostenuto la nostra economia in questi mesi di crisi sta riprendendo in AUMENTO valori di prezzo molto interessanti; 2) Da dati di Unioncamere è stato visto che, in controtendenza, la creazione di imprese sono in netto aumento al contrario di diminuire, esclusivamente nei settori dell’agricoltura e dei servizi turistici e specialmente nelle regioni del centro sud con una maggioranza di donne in qualità di imprenditore. Questo conferma diverse previsioni di economisti che danno l’agricoltura ed i servizi i settori economici che potrebbero trainare la ripresa economica futura attraverso la creazione di uno sviluppo diffuso delle imprese. Probabilmente questo sta già avvenendo. E' tempo di chiarire se si vuole puntare sul turismo moderno e sull’agricoltura di qualità o altro e non far fare sacrifici a vuoto a imprenditori, famiglie, giovani, che guardano a questi settori con rinnovata speranza investendo tempo denaro ed energie. Chiediamo all'università D'Annunzio ed alle altre università d’Abruzzo di approfondire insieme a noi operatori economici del turismo e dell’agricoltura le economie dei nostri settori produttivi affinché possa instaurarsi un rapporto proficuo tra università e piccola impresa per proporre momenti di studio e formazione utili agli imprenditori per la salvaguardia del territorio che ha prodotto con queste attività notevoli risultati economici, come detto dallo stesso assessore all’agricoltura Febbo: "le produzioni agricole contribuiscono per il 60 per cento al valore del settore primario regionale che, con oltre 720 milioni di euro rappresenta un andamento positivo del +16,6 per cento ed un'incidenza in termini di PIL con un +7 per cento". Inoltre invitiamo la classe dirigente della nostra regione ad incentivare la creazione di percorsi ciclabili, di strutture connesse ai servizi del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura per coinvolgere nuove generazioni imprenditoriali in questi settori che si apprestano ad essere così essenziali per il futuro. La provincia di Trento ha unificato in unico assessorato quello del turismo con quello dell’agricoltura, quale scelta strategica per la comprensione e la gestione dei settori produttivi suddetti, una scelta vincente che la regione Abruzzo dovrebbe fare propria.
Titolare di Bed and breakfast Cacciacarne Pasquale Titolare di Azienda agrituristica Cirulli Daniela
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