| Puliamo la città... sempre! |
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| La voce dei cittadini - Rifiuti | |||
| Scritto da Luciano Pellegrini - Gloria Corona | |||
| Venerdì 24 Settembre 2010 14:45 | |||
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Avevo proposto all'assessore De Matteo (Politiche Sociali e Assistenziali; Segretariato Sociale; Problematiche cittadini Extra-Comunitari; Ecologia e Ambiente, Energia e Politiche Energetiche; Agenda 21; Ecosportello; Pari Opportunità; Osservatorio sull’Ambiente Urbano; Educazione e Promozione allo Sviluppo sostenibile; Politiche per la Famiglia)-un progetto da attuare con le scuole elementari, medie e dell’infanzia, dal titolo: MULTIAMO LA MALEDUCAZIONE. Il progetto, realizzato in modo simpatico, divertente, dinamico ma soprattutto educativo, avrebbe avuto lo scopo di abituare i ragazzi, sin da piccoli, a considerare il mondo che ci circonda non come un diritto da sfruttare, o come una proprietà acquisita. Tutto ciò che ci circonda fa parte di un intero ecosistema e noi abbiamo il dovere civico e morale di far uso di tutto rispettando tutto, affinché anche gli altri possano godere dei beni comuni, come abbiamo fatto noi. Per questo motivo, a parere mio, il progetto dovrebbe essere sviluppato sotto varie forme, partendo dai bimbi in tenera età. Inoltre, tale suggerimento, proprio per la sua complessità, avrebbe la necessità di essere prima studiato attentamente da persone che, per la loro professionalità, hanno incarichi nella formazione didattica, sociologica e psicologica del bambino. Quale scuola è dunque più adatta del liceo pedagogico? Dopo un attento studio, riflessione, presa di coscienza, i ragazzi più grandi, ma anche più attenti alla salvaguardia e conservazione dei beni comuni, potrebbero stabilire le modalità di questa proposta nelle varie fasce di età. Gli insegnanti, per primi, dovrebbero essere coinvolti e catapultati in questa nuova realtà; durante l’intero anno scolastico, con il supporto di persone qualificate - come sociologo, polizia municipale ecc. - potrebbero portare avanti una educazione civica basata sul rispetto e sul buon uso delle cose comuni, alternando studi teorici ad attività pratiche, da svolgersi dentro e fuori l’edificio scolastico. Solo se le cose vanno esaminate e realizzate accuratamente da persone qualificate e per periodi di tempo abbastanza lunghi, si potrà sperare che i giovani che verranno potranno insegnarci grandi cose. Per questo motivo, non credo che l’impegno di una sola giornata, anche se è ammirevole la disponibilità, possa far cambiare in bimbi e adulti consuetudini così radicate in noi. Lodevole da parte del comune destinare una considerevole somma a un progetto che però, in questo modo, diventa “un razzo”, che una volta spento non lascerà nulla o poco nei ragazzi. A parere mio, strutturare il progetto in una sola giornata è altamente inutile, perché un lasso di tempo così breve non riuscirà a mutare le abitudine, né a creare una nuova consapevolezza, ma si limiterà unicamente a “fare scena”. A comprovare le mie perplessità, basta analizzare il numero degli alunni partecipanti. Mi chiedo perché i ragazzi dello Scalo siano più numerosi di quelli di Chieti Alta… Sono più maturi, o sono stati i docenti di gran lunga più sensibili al problema? Inoltre, la scelta delle classi a mio avviso andrebbe rivista; infatti, attualmente, sono state coinvolte le 4° e 5° elementari, mentre l’educazione deve iniziare dalla scuola materna (infanzia). Salta all'occhio anche il numero degli alunni di una delle classi che partecipano: Per esempio, nella 4° elementare della Cesarii, partecipano solo 6 alunni. E gli altri…? Stessa cosa per le scuole medie della città - Modesto della Porta-Vicentini-De Lollis, Chiarini - dove gli alunni partecipanti frequentano tutti la prima media e sono 7, massimo dieci per istituto. Ma come si può sensibilizzare a un problema mondiale solo alcune persone? E agli altri come verrà trasmesso il messaggio? L’unica scuola materna che partecipa è la B.V. del Carmine. Forse perché privata? Giornalmente, gli organi di informazione mettono in evidenza il problema dei rifiuti che, oggi, è un punto focale anche nella nostra regione. L’inquinamento delle terra peggiora. Ma se non iniziamo a dialogare con i piccoli, certi che a casa i genitori pensano ad altro, allora siamo perdenti! La Manifestazione: PULIAMO LA CITTA’, iniziativa proposta da Legambiente, così come offerta, è il classico” prendere due piccioni con una fava”. Una sola giornata, con contributi anche pubblici, non serve a niente. Mi auguro che ogni bambino sarà accompagnato da almeno un genitore. Oppure, si risolverà in un’occasione come tante altre, per tenere occupato il proprio figlio e stare così per qualche ora calmo e tranquillo?
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